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Maschere UV e cravatte rinfrescanti: come le altre culture affrontano il caldo

Una turista cinese si protegge il viso dal sole mentre sabato 27 giugno 2026 scatta foto sul Römerberg, a Francoforte sul Meno.
Una turista cinese si protegge il viso dal sole mentre, sabato 27 giugno 2026, scatta foto al Römerberg a Francoforte sul Meno. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Nela Heidner
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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In altri continenti, lontano dall’Europa, diversi Paesi hanno da tempo messo a punto strategie per affrontare il caldo torrido. Eccone alcuni esempi, a volte insoliti, a volte fonte d’ispirazione.

Paese che vai, usanza che trovi: mentre ad esempio in Germania, con il grande caldo, ci si limita ad allentare la cravatta o a toglierla del tutto, in Giappone viene trasformata in un panno rinfrescante. Si usano cravatte refrigeranti, all'interno delle quali sono inseriti piccoli cuscinetti freddi o speciali inserti in gel. Alcuni modelli hanno sul lato del collo tessuto in spugna, che assorbe anche il sudore.

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Il Giappone è considerato in generale particolarmente creativo quando si tratta di affrontare l'estate. Molti di questi metodi sembrano inizialmente insoliti agli europei, ma si basano su semplici principi fisiologici. Dal punto di vista scientifico è soprattutto efficace raffreddare nuca, polsi, ascelle e zona inguinale, perché in questi punti scorrono grandi vasi sanguigni vicini alla pelle. Per questo i trucchi giapponesi contro il caldo possono ottenere effetti ben maggiori di quanto lasci pensare l'impressione, per noi, un po' bizzarra.

Anche gli anelli di ghiaccio da portare intorno al collo sono molto popolari in Giappone. Quando la zona della nuca viene raffreddata, la sensazione di calore dell'intero corpo può diminuire. All'abbigliamento estivo si abbina spesso un semplice asciugamano intorno al collo, in tinta con il resto, che viene inumidito di tanto in tanto.

Importante con il caldo: fresco sulla nuca. I giapponesi sono molto ingegnosi.
Importante con il caldo: fresco sulla nuca. I giapponesi sono molto ingegnosi. ChatGTP

I tenugui, piccoli e sottili teli tradizionali di cotone, che vengono inumiditi e indossati in modo discreto sotto il colletto della camicia, sotto le giacche o sotto i cappelli, sono anch'essi un metodo diffuso per rinfrescarsi.

Protezione dal surriscaldamento: un oggetto cult dell'epoca dell'aerobica in Europa

Negli anni Ottanta, soprattutto durante il boom dell'aerobica, erano un vero classico in Europa: le fasce per la testa, spesso in colori fluo, e le fascette in spugna abbinate per i polsi. Per i giapponesi sono soprattutto un aiuto nel quotidiano: le inumidiscono più volte per raffreddare la pelle nei punti in cui si percepisce il polso.

Naturalmente anche i piccoli ventilatori portatili o i ventagli fanno parte della vita di tutti i giorni. Spesso vengono portati come accessori al collo o al polso, non solo in Giappone ma anche in Cina.

Una commessa nel suo negozio di souvenir a Pechino si spruzza acqua e si rinfresca con un ventilatore portatile. Martedì 2 giugno 2026.
Una commessa nel suo negozio di souvenir a Pechino si spruzza acqua e si rinfresca con un ventilatore portatile. Martedì 2 giugno 2026. AP Photo

In Cina negli ultimi anni si sono affermati anche diversi tipi di maschere per il viso come protezione dal sole. La più nota è il cosiddetto "facekini", un cappuccio in tessuto elastico che lascia scoperti solo occhi, naso e bocca.

L'immagine di apertura qui sopra mostra come appare: una turista cinese che sta scattando foto sul Römerberg a Francoforte sul Meno. Originariamente sviluppato in regioni costiere come Qingdao, il facekini è stato usato soprattutto dai bagnanti per proteggere la pelle dalla forte radiazione UV durante il nuoto. La metropoli si trova direttamente sul Mare Giallo, più o meno a metà strada tra Shanghai e Pechino, ed è nota anche per la sua birra "Tsingtao", esportata in tutto il mondo.

I "facekini" in Cina

Con il tempo il principio delle maschere per il viso si è ulteriormente sviluppato in Cina. Oggi sono molto diffuse leggere maschere protettive anti-UV adatte all'uso quotidiano, realizzate con materiali tecnici traspiranti come l'"ice silk". Le varianti moderne sono sottili, elastiche e spesso dotate di fattori di protezione UV (UPF 50+). Molte persone le indossano volentieri anche nella vita di tutti i giorni.

Queste maschere non rappresentano solo un adattamento pragmatico alle condizioni climatiche, ma anche precise idee culturali sulla cura della pelle e sull'estetica.

Spesso, soprattutto le donne indossano grandi cappelli in materiali naturali, volentieri con un leggero telo sotto, che può essere continuamente inumidito e che dovrebbe proteggere dal colpo di calore.

Interessante: in Cina, con il caldo, si preferiscono spesso bevande calde o tiepide. Questo rimanda alle concezioni della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), secondo cui un freddo eccessivo può squilibrare l'interno del corpo. Inoltre si ritiene che le bevande molto fredde affatichino lo stomaco e costringano l'organismo a spendere energia aggiuntiva per regolare la temperatura, mentre le bevande calde sono considerate più delicate e possono favorire la sudorazione naturale e il raffreddamento per evaporazione.

Una donna con indumenti protettivi contro il sole attraversa in una giornata torrida un centro commerciale all'aperto a Pechino. Foto di lunedì 1º giugno 2026.
Una donna con indumenti protettivi contro il sole attraversa in una giornata torrida un centro commerciale all'aperto a Pechino. Foto di lunedì 1º giugno 2026. AP Photo

Fuori dall'Europa molti Paesi puntano su tre idee di base: 1. raffreddamento per evaporazione grazie all'acqua e al movimento dell'aria, 2. ombra e architettura e 3. massa termica tramite spesse pareti in terra o pietra.

Le tradizionali tecniche dei Navajo e dei Pueblo nel sud-ovest degli Stati Uniti prevedono costruzioni in argilla e pietra con piccole finestre, nonché tettoie e verande che creano ombra.

Mentre le case moderne, ad esempio in Germania, puntano soprattutto sull'isolamento termico e sull'efficienza energetica, le costruzioni della tradizione Pueblo, grazie all'elevata capacità di accumulo di calore, assicurano temperature interne relativamente stabili: rimangono relativamente fresche in estate e più a lungo calde in inverno.

Più a sud, in Messico, si indossano volentieri abiti di cotone molto leggeri e ampi. Anche le case sono spesso costruite con spesse pareti in adobe, che stabilizzano la temperatura interna. Molte abitazioni dispongono di cortili interni che fungono da naturali "isole di frescura" e abbassano sensibilmente la temperatura. Naturalmente la siesta, il riposo di mezzogiorno nelle ore più calde, fa parte della vita quotidiana.

Panni umidi alle finestre in Egitto

I tradizionali torri del vento (Malqaf) in Egitto convogliano aria più fresca dall'esterno verso l'interno delle abitazioni, mentre anche lì i cortili con vasche d'acqua e piante abbassano il microclima grazie al raffreddamento per evaporazione. Davanti alle finestre sono spesso appesi panni umidi. Il principio è semplice: quando un panno bagnato viene appeso a una finestra, l'acqua nel tessuto evapora. Per evaporare, l'acqua ha bisogno di energia, che sottrae all'ambiente sotto forma di calore. In questo modo l'aria che passa accanto al panno umido si raffredda.

Anche in molte regioni dell'India si ricorre a metodi tradizionali di raffreddamento basati su semplici principi fisici. Un elemento centrale è la cosiddetta "mitti", una tecnica in cui brocche d'acqua in terracotta non smaltata raffreddano naturalmente l'acqua grazie all'evaporazione. In aggiunta, molte persone portano panni di cotone umidi o indumenti di cotone molto leggeri, per regolare meglio la temperatura corporea. Anche negli ambienti domestici si sfrutta miratamente l'evaporazione, ad esempio con stuoie di juta bagnate o tende umide, che raffreddano sensibilmente l'aria circostante.

Un ragazzo si copre la testa con una foglia di loto per proteggersi dal sole. 25 giugno 2026, sul lago Dal alla periferia di Srinagar, nel Kashmir controllato dall'India.
Un ragazzo si copre la testa con una foglia di loto per proteggersi dal sole. 25 giugno 2026, sul lago Dal alla periferia di Srinagar, nel Kashmir controllato dall'India. AP Photo

Sono molto diffuse bevande a base di yogurt, latticello o tamarindo, perché non solo reintegrano i liquidi, ma allo stesso tempo sostituiscono gli elettroliti.

In generale, in molti Paesi tradizionalmente caldi è comune una dieta leggera e ricca di acqua, con piatti come zuppe o meloni.

Conclusione: le differenze tra i Paesi europei e quelli di altri continenti non dipendono tanto da metodi "migliori" o "peggiori", quanto da una combinazione di clima abituale, tipologia edilizia, pratiche quotidiane e sviluppo storico.

Fuori dall'Europa dominano spesso strategie di raffreddamento passive, architettoniche e radicate culturalmente, mentre in Europa sono più frequenti soluzioni tecniche e di breve periodo. Anche molti Paesi asiatici puntano in parte su soluzioni tecnologiche minute e molto legate alla vita quotidiana, pensate per regolare il caldo non tramite gli edifici, ma direttamente attraverso il corpo umano.

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