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Politica UE. Il sondaggio valuta i partiti sul Green Deal: da "pro" a "preistorico"

I cittadini sono invitati a votare in occasione di un'elezione europea che potrebbe vedere i temi ambientali in secondo piano nell'agenda dell'UE.
I cittadini sono invitati a votare in occasione di un'elezione europea che potrebbe vedere i temi ambientali in secondo piano nell'agenda dell'UE. Diritti d'autore Jean-Francois Badias/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Jean-Francois Badias/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Di Robert Hodgson
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Con l'avvicinarsi delle elezioni europee, un sondaggio rivela in quale misura l'agenda della Commissione von der Leyen sul Green Deal abbia diviso la politica europea

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Con l'approssimarsi della fine del mandato del Parlamento europeo giunge il momento di fare un bilancio. 

Lunedì scorso, le Ong ambientaliste hanno presentato la tabella dei voti degli eurodeputati su una trentina di questioni, tra cui il clima, l'energia e la qualità dell'aria, attribuendo punteggi da zero a 100 in base al sostegno o al rifiuto da parte dei legislatori verso azioni e obiettivi più o meno ambiziosi.

Le maggiori Ong hanno analizzato 30 atti legislativi chiave

Non sorprende che i Verdi abbiano ottenuto il punteggio più alto degli ultimi cinque anni, 92 punti davanti alla sinistra radicale e ai socialdemocratici. 

Il punteggio più basso è andato ai cristiano-democratici del PPE, 25 punti, i populisti del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei e l'estrema destra di Identità e Democrazia, sei punti.  I liberali sono nel mezzo, presentati dalle Ong come un gruppo che ha ridotto le ambizioni dell'Ue in materia di clima.

Per gli ambientalisti, questa tabella dovrebbe servire da guida  ai candidati delle elezioni europee, ma anche agli elettori.

Spaccature interne  basate su affiliazione al partito nazionale

I liberali di Renew hanno ottenuto 56 punti, riflettendo le frequenti spaccature all'interno del gruppo quando si tratta di votare su proposte di politica ambientale e climatica.             I risultati mostrano spaccature simili all'interno di altri gruppi, spesso basate sull'affiliazione al partito nazionale degli eurodeputati che li compongono.

I dati rivelano un altro chiaro schema di voto che appare quando la politica ambientale viene suddivisa in: azione per il clima, protezione della natura e prevenzione dell'inquinamento. 

In linea di massima se un partito politico si oppone a misure più ambiziose per affrontare l'azione per il clima, assumerà una simile posizione negli altri grandi due temi. 

Il settore in cui il divario politico è più ampio è la protezione della natura, che di recente ha visto una forte spinta da parte del PPE in seguito alle diffuse proteste degli agricoltori in tutta Europa, con i Verdi e il gruppo della Sinistra rispettivamente a 94 e 87 punti, mentre il PPE e il gruppo conservatore ECR si attestano rispettivamente a 19 e 13.

"Pensatori preistorici" e "procrastinatori"

Intervenendo nell' evento a Bruxelles, questo lunedi', il legislatore bulgaro del gruppo PPE Radan Kanev si è definito "più verde del conservatore medio", ma si è comunque collocato tra le categorie di "pensatori preistorici" e "procrastinatori", la più bassa delle tre fasce utilizzate dagli autori dello studio, mentre coloro che hanno ottenuto un punteggio superiore a 70 sono considerati "protettori" dell'ambiente.

"Sono profondamente convinto che nessuna politica sia bianca o nera", ha dichiarato.

 "Abbiamo bisogno di persone come voi [gli autori del rapporto] pronte a sostenere forti ambizioni, ma credo anche che abbiate bisogno di persone come me che cercano di mediare e di evitare l'estrema polarizzazione del nostro spettro politico", ha detto, riferendosi agli Stati Uniti che non sono in grado di giungere ad una strategia climatica stabile e dove le prossime elezioni potrebbero portare a un "completo rovesciamento" della politica esistente.

Il legislatore bulgaro ha criticato in particolare l'applicazione del sistema di quote di emissioni dell'UE ai trasporti stradali e agli edifici, dove dal 2027 si applicherà un prezzo del carbonio basato sul consumo di combustibili fossili.   Questa proposta è sostenuta dalla stragrande maggioranza dei membri del gruppo del PPE. 

"A mio parere, non sono mai state fatte cose più stupide a livello politico", ha detto Kanev. "Sono sicuro che le opinioni pubbliche reagiranno con atteggiamenti antieuropei", ha detto Kanev sull'impatto che si aspetta nel suo Paese.

Business as usual

L'eurodeputata belga dei Verdi Saskia Bricmont mette in guardia su un ritorno al "business as usual" in materia di politica ambientale, dato che l'agenda politica dell'UE si sta orientando verso la sicurezza e le questioni economiche. 

"Anche i progressisti che hanno votato con noi sulle politiche climatiche ora non ne fanno una priorità", ha detto la legislatrice belga.

Chiara Martinelli, direttrice di Climate Action Network Europe, uno degli organismi che ha condotto il sondaggio, sottolinea il rischio che le prossime elezioni europee potrebbero vedere la politica ambientale ancora una volta marginalizzata: "È giunto il momento che i cittadini europei si sveglino di fronte alla reale possibilità di un Parlamento europeo pieno di pensatori preistorici e che vadano a votare a favore di partiti garanti del clima, ne abbiamo tanto bisogno per migliorare e rafforzare il Green Deal europeo", ha dichiarato.

William Todts, direttore della campagna Transport & Environment, ha suggerito che Bruxelles potrebbe essere l'unica fonte di leggi sulla protezione ambientale per molti Stati membri dell'UE. "L'UE è una forza positiva quando si tratta di azione per il clima", ha dichiarato Todts in una dichiarazione che accompagna il rapporto delle ONG. 

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"Dalle auto pulite alle tasse sul carbonio per aerei e navi, l'UE ha fatto ciò che i governi nazionali non potevano o non volevano fare".

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