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Come un algoritmo potrebbe salvare gli elefanti africani dall'estinzione

Un elefante della savana è fotografato nel Kruger National Park, Sudafrica, in questa foto del 4 marzo 2020.
Un elefante della savana è fotografato nel Kruger National Park, Sudafrica, in questa foto del 4 marzo 2020.   -   Diritti d'autore  Jerome Delay/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Di Euronews
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Un algoritmo progettato da un gruppo di ricerca delle Università di Bath, Oxford e Twente potrebbe essere in grado di aiutare a salvare gli elefanti africani dall'estinzione.

Abbinato ad obiettivi ad alta risoluzione, l'algoritmo permette ad un satellite di scansionare grandi aree di terreno in brevi periodi di tempo e raccogliere fino a 5.000 km2 di foto, il che è ottimo per gli habitat di prateria e foresta in cui vivono questi animali.

Lo sviluppo tecnologico è disperatamente necessario perché il numero di elefanti in Africa è stimato asoli 415.000. La popolazione di elefanti della savana si è ridotta del 60 per cento negli ultimi 50 anni e il numero di elefanti della foresta è sceso dell'86 per cento nei tre decenni precedenti.

La tecnologia IA (intelligenza artificiale) comporta minori rischi di doppio conteggio, non mette in pericolo le persone nel processo di raccolta dei dati ed è meno invasiva per gli animali - un miglioramento rispetto alle tecniche utilizzate in passato.

Bracconaggio

All'inizio di quest'anno il dottor Ben Okita, co-presidente del gruppo specializzato sugli elefanti dell'IUCN, ha nominato il bracconaggio come una delle più grandi minacce per gli elefanti africani presi di mira dai commercianti di avorio.

La dottoressa Olga Isupova, che ha partecipato al team che ha creato l'algoritmo, dice che la tecnologia deve essere utilizzata in congruenza con altri metodi tesi a fermare del tutto il bracconaggio.

"Il monitoraggio degli animali - spiega - è un pezzo di un puzzle nella conservazione, che deve comprendere anche le attività anti-bracconaggio. Attualmente stiamo anche esaminando ulteriori possibilità come il rilevamento delle carcasse per rilevare eventuali azioni di bracconaggio, ma questo è ancora nelle fasi iniziali".

Nonostante la messa al bando del commercio d'avorio nel 1989 abbia fatto diminuire il numero dei bracconieri, questo è aumentato di nuovo dopo il 2007, quando i paesi africani hanno potuto mettere all'asta le scorte di zanne sequestrate.

I trafficanti usano questa scappatoia per spacciare la loro merce come legale.

I più grandi mercati d'avorio del mondo sono la Cina e le Filippine, seguite da vicino dagli Stati Uniti e dalla Thailandia.

L'IA e la sesta estinzione di massa

Il bracconaggio è accompagnato dal degrado del territorio come causa principale del declino dell'elefante africano, mentre i danni all'habitat in tutto il mondo stanno causando la sesta estinzione di massa; un declino delle popolazioni del 30% degli animali.

Gli elefanti africani sono stati scelti per questo studio perché le loro grandi dimensioni li rendono facili da individuare. Una tecnologia simile è stata usata per contare le balene, i pinguini e gli albatros, con infrarossi e droni già usati per contare koala e orsi polari in via di estinzione.

Si spera che gli animali più piccoli saranno alla fine rilevati usando l'IA per monitorare le impronte o le colonie.

Secondo Iuspova, si stanno facendo sforzi per contare il bestiame e le giraffe nello stesso modo, ma ancora una volta è essenziale usare l'IA in tandem con l'attività umana.

La speranza è che la tecnologia possa essere "di grande aiuto".

"Alla fine sono le persone sul terreno come i ranger che compiono azioni concrete. Pertanto, mentre la tecnologia può aiutarli in modo significativo, resta importante finanziare tali attività".

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