I ladri hanno distratto le forze dell'ordine con un falso allarme alla periferia di Villena e hanno rubato i 59 reperti preistorici del museo in meno di quattro minuti.
Il Tesoro di Villena, uno dei complessi di oreficeria più preziosi dell'Età del Bronzo in Europa, è stato rubato questa notte dal Museo di Villena (MUVI), ad Alicante.
In appena quattro minuti, dei ladri hanno aggirato di notte i sistemi di sicurezza del museo e hanno portato via gran parte della sua principale attrazione: 59 pezzi di oro, argento, ferro e ambra, risalenti al Bronzo Finale. Hanno rubato anche tre corone della Vergine e del Bambino conservate nel museo.
La Guardia Civil e la Polizia Locale stanno indagando sul furto che, secondo i primi indizi, sarebbe stato compiuto in modo coordinato e pianificato da professionisti. Il valore materiale dei pezzi rubati potrebbe superare 1,5 milioni di euro.
Tutto indica un gruppo professionale e perfettamente organizzato
Il furto è iniziato con una manovra di distrazione. Alle 5:16 l'allarme del palazzetto dello sport comunale, situato alla periferia di Villena, ha costretto le forze di sicurezza a recarsi sul posto. Quattro minuti dopo, alle 5:20, sono scattati gli allarmi del MUVI. Quando gli agenti sono arrivati, alle 5:24, i ladri erano già fuggiti, ha riferito il sindaco di Villena, Fulgencio Cerdán.
In un primo momento hanno cercato di entrare dalla porta principale, ma non riuscendoci hanno optato per le finestre laterali, nonostante fossero dotate di sistemi di sicurezza e blindatura. Il modo di agire spinge gli inquirenti a pensare che non si sia trattato di un furto improvvisato: tutto indica un gruppo professionale e perfettamente organizzato.
Cerdán, molto provato dal furto, ha spiegato che sono rimasti soltanto tre vasi d'argento, un bracciale e parte degli ornamenti del bastone, oltre a una delle quattro corone che "è caduta" ai ladri.
La scoperta del tesoro
L'archeologo José María Soler e il suo team hanno scoperto il Tesoro di Villena nel dicembre 1963, nascosto in un vaso sepolto nel letto di una rambla del territorio comunale.
La storia era iniziata qualche mese prima. A ottobre 1963, un bracciale proveniente dalla Sierra del Morrón finì tra i materiali utilizzati in un cantiere di via Ferriz, dove inizialmente fu scambiato per un componente del motore di un camion.
Il pezzo arrivò nelle mani del gioielliere Carlos Miguel Esquembre, che si rivolse all'archeologo José María Soler. La sua identificazione permise di avviare gli scavi e, il 1º dicembre, emerse il tesoro: 59 pezzi di oro, argento, ferro e ambra, con un peso vicino ai dieci chili, destinati a diventare una delle grandi scoperte dell'Età del Bronzo in Europa.