È nata una nuova paura, con tanto di tuba. La polizia ha diffuso una nota dopo che utenti di TikTok hanno segnalato un The Cat in the Hat a grandezza naturale che si aggira per le strade nel Regno Unito e in Irlanda.
Immagina la scena: stai tornando a casa tardi, di notte. È buio, ma tra il tremolio di pochi lampioni intravedi una figura pallida con un cilindro storto. Ha un aspetto quasi felino, sorride in modo minaccioso e sussurra nel vento una frase gelida: "È bello divertirsi, ma bisogna sapere come farlo."
Per la maggior parte delle persone è solo un pensiero assurdo, capace di far venire i brividi. Ma per alcuni giovani su TikTok l'idea di vedere il Cat in the Hat di Dr. Seuss aggirarsi malizioso per le strade è diventata una paranoia condivisa.
Tutto è iniziato a fine giugno, quando un utente di TikTok ha caricato una clip di Mike Myers nei panni del Cat in the Hat dell'adattamento cinematografico del 2003, che balla su una colonna sonora inquietante. Nel sottotitolo si leggeva: "Come certa gente balla al ballo di fine anno per poi morire di overdose due settimane dopo".
Il video, poi rimosso, in una settimana ha superato 4,4 milioni di visualizzazioni e ha dato il via a una tendenza virale: gli utenti hanno iniziato a prendere scene innocue da The Cat in the Hat e a trasformarle in qualcosa di disturbante.
La situazione è degenerata quando il costume originale usato nel film è stato messo all'asta sulla piattaforma Propstore: un involucro inquietante, dagli occhi vuoti, che ha alimentato ancora di più le nuove leggende horror sul personaggio.
Da allora sono circolati video sempre più inquietanti sul Cat in the Hat, compresi alcuni in cui il personaggio, o una sua versione ancora più terrificante, sembra essere stato avvistato in pubblico, in particolare nel Regno Unito e nelle contee irlandesi di Limerick e Wexford.
A volte compare mentre fissa le finestre, altre volte nei vialetti, ripreso da videocitofoni con telecamera. La maggior parte dei filmati ha l'aspetto di un video ritrovato, girato in modo tremolante e con immagini sgranate.
"Ho appena sentito qualcuno urlare 'I'm gonna get you' fuori da casa mia, poi ho sentito dei passi amd [sic] non ho visto nessuno. Sta davvero iniziando a diventare inquietante, sono le 23 e di solito non credo a cose del genere, ma ora sembra troppo reale", ha scritto un utente.
"Green eggs and SCRAM, bro", ha scritto un altro.
La paura autentica di alcune persone è stata tale che la polizia nel Regno Unito e in Irlanda ha pubblicato comunicati in cui conferma che quei video sono falsi e generati dall'intelligenza artificiale (IA).
"In una svolta insolita stiamo sentendo parlare molto di un elusivo personaggio di Dr. Seuss che circola online e che, a quanto pare, semina il caos in quartieri e città di tutto il Paese", ha scritto su Instagram (fonte in inglese) un portavoce della Garda di Wexford.
"Per fortuna possiamo escludere il problema: si tratta in sostanza di un comando di IA che inserisce il personaggio in immagini e video di luoghi familiari", ha aggiunto.
"Per essere chiari: il Cat in the Hat non era nel tuo vialetto mentre eri fuori e al momento non si sta nascondendo a Curracloe."
Creepypasta e realtà sfumate
Non è la prima volta, e non sarà l'ultima, che i social generano paure collettive. Nel 2016, una serie di segnalazioni di clown portò a un'ondata di contenuti creati dagli utenti e di scherzi che offuscavano il confine tra realtà e leggenda metropolitana online.
Su questa stessa linea, i social sono da tempo uno strumento con cui le persone raccontano storie spaventose in modo più immersivo, creando leggende horror (note come creepypasta) che si sviluppano e si arricchiscono man mano che vengono condivise in rete.
Alcune di queste sono diventate fonte di ispirazione per film horror, come Slender Man, We're All Going to the World's Fair e, più recentemente, Backrooms.
Quando restano confinate in comunità online specifiche, queste leggende virali possono essere una grande fonte di connessione e creatività. I problemi iniziano quando si diffondono tra un pubblico molto più giovane e si riversano nel mondo reale.
In particolare, i rapidi progressi dell'IA rendono ancora più difficile capire che cosa è falso e che cosa no, aumentando la necessità di una maggiore tutela degli utenti più giovani e di interventi più efficaci da parte delle piattaforme social.
Ma almeno per ora possiamo stare tranquilli: un gatto antropomorfo a grandezza naturale non verrà a darci fastidio tanto presto.
A meno che tu non viva vicino a chi si aggiudicherà quel costume del 2003...