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Dal Danubio i resti di due soldati della Wehrmacht: uno era nella Waffen-SS

L'addetto alle esumazioni Gabor Kohlrusz
Umbetter Gabor Kohlrusz Diritti d'autore  Volksbund
Diritti d'autore Volksbund
Di Nela Heidner
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Dal Danubio viene recuperata una moto della Wehrmacht, ben conservata. Sotto ci sono i resti di due soldati tedeschi con piastrine; uno forse della Waffen-SS. Le ossa vengono analizzate: quanti anni avevano? Hanno urtato una mina?

Per oltre otto decenni i resti mortali di due soldati tedeschi sono rimasti nel fango del Danubio. Solo l’eccezionale abbassamento del livello del fiume a Budapest ha riportato alla luce la loro storia.

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Accanto ai due caduti sono state ritrovate piastrine di riconoscimento tedesche perfettamente conservate. Questo offre un’insolita possibilità di identificare gli uomini dopo oltre 80 anni.

Il ritrovamento è strettamente legato a una DKW NZ 350-1, anch’essa straordinariamente ben conservata, scoperta all’inizio di agosto sulla riva del Danubio, sul lato di Buda.

La moto della Seconda guerra mondiale viene pulita e restaurata nell’hangar del Museo di storia militare di Budapest.
La moto della Seconda guerra mondiale viene pulita e restaurata nell’hangar del Museo di storia militare di Budapest. Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge e. V. / Simone Schmid

Sotto la moto, o immediatamente accanto ad essa, i dipendenti dell’Istituto e Museo ungherese di storia militare hanno rinvenuto i resti umani. Il collaboratore del Volksbund Gábor Kohlrusz ha recuperato le ossa dei due uomini dal letto del fiume messo a nudo.

Da molti anni Kohlrusz lavora in Ungheria come addetto alle riesumazioni per il Volksbund. Tra i suoi compiti figurano la ricerca, il recupero e la documentazione dei caduti tedeschi, oltre alla messa in sicurezza di effetti personali e piastrine di riconoscimento. In collaborazione con storici e partner locali contribuisce a chiarire l’identità dei soldati morti e a ricostruire vicende belliche rimaste a lungo senza risposta.

Due piastrine di riconoscimento e uno scudetto da manica Kuban sono stati trovati accanto ai caduti.
Due piastrine di riconoscimento e uno scudetto da manica Kuban sono stati trovati accanto ai caduti. Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge e. V.

Due caduti che probabilmente risultavano ancora dispersi

Durante la Seconda guerra mondiale le piastrine di riconoscimento dei soldati tedeschi venivano spezzate in due: una metà restava con il caduto, l’altra veniva inviata all’ufficio informazioni della Wehrmacht a Berlino. In questo modo si potevano registrare i decessi e informare i familiari.

Poiché per i due uomini recuperati dal Danubio entrambe le piastrine erano integre, è probabile che le loro famiglie abbiano atteso invano una comunicazione ufficiale.

Oltre alle piastrine sono stati trovati anche una fede nuziale e uno scudetto da manica Kuban. Se il distintivo potrà essere attribuito con certezza a uno dei due caduti, potrebbe fornire un’indicazione significativa sulla sua carriera militare. Il Kubanschild veniva conferito ai soldati tedeschi impiegati nel 1943 al saliente di Kuban, nel sud dell’Unione Sovietica. Il distintivo fu istituito nel settembre di quell’anno.

Scudetto da manica Kuban: il distintivo istituito nel 1943 veniva conferito ai soldati tedeschi impiegati al saliente di Kuban sul fronte orientale.
Scudetto da manica Kuban: il distintivo istituito nel 1943 veniva conferito ai soldati tedeschi impiegati al saliente di Kuban sul fronte orientale. Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge e. V. / Simone Schmid

Se si confermasse che uno dei due soldati portava questo scudetto, ciò indicherebbe che era stato impiegato sul fronte orientale già diversi anni prima della morte.

Arne Schrader, responsabile del servizio cura delle tombe di guerra e delle relazioni internazionali, sa quanto possa essere complessa una simile attribuzione. Per stabilire se le due piastrine appartengano davvero ai caduti ritrovati sono necessari diversi esami. I nomi dei soldati cui le piastrine furono originariamente assegnate possono forse essere individuati relativamente in fretta, ma questo non basta ancora a chiarire la loro identità.

L’identificazione è un processo lungo

All’inizio c’è un esame dettagliato dei resti. Già la lunghezza di singole ossa può fornire indizi sull’altezza della persona deceduta. Per questo, quando possibile, si prendono in considerazione diversi tipi di ossa, ad esempio quelle di gamba e coscia. Dalla somma dei risultati emerge via via un quadro che può essere confrontato con i dati già noti sui possibili portatori delle piastrine.

Per stimare l’età dei soldati esistono vari indicatori anatomici. Sulla base di questi si può valutare con buona probabilità se un osso apparteneva a una persona sotto i 20 anni, tra i 20 e i 25 oppure a un adulto fino a oltre 40 anni.

L’età dei due soldati non è ancora nota. L’analisi antropologica dei resti, basata tra l’altro su ossa, epifisi e denti del giudizio, dovrebbe fornire indicazioni sulla loro età approssimativa.

"Qui, tra le altre cose, si possono analizzare il sacro e le epifisi delle ossa lunghe, e anche i denti del giudizio possono fornire informazioni", spiega Arne Schrader. Anche le otturazioni dentarie possono dare indizi sulla provenienza: denti otturati con amalgama suggeriscono che il caduto provenisse con tutta probabilità dall’Europa occidentale.

Una delle piastrine ora trovate nel Danubio apparteneva a un soldato della Wehrmacht, la seconda a un membro delle Waffen-SS.

Resta però da chiarire se le relative piastrine appartengano davvero ai due corpi recuperati. Un’eventuale identificazione preliminare da parte del Volksbund dovrebbe essere successivamente confermata ufficialmente dall’Archivio federale tedesco.

Nel corso dell’intera guerra circa 900.000 persone militarono nelle Waffen-SS. Tra loro vi erano convinti nazionalsocialisti e volontari stranieri, ma anche, soprattutto verso la fine del conflitto, coscritti forzati e minorenni. Le Waffen-SS furono responsabili di numerosi crimini di guerra e parteciparono all’Olocausto; nel processo di Norimberga del 1946 furono dichiarate un’organizzazione criminale.

Quando il livello del Danubio scende, il fiume restituisce questa moto.
Quando il livello del Danubio scende, il fiume restituisce questa moto. Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge e. V.

Il luogo del ritrovamento si trova in una zona in cui si era depositato fango portuale, mescolato con gasolio. Queste condizioni particolari hanno probabilmente contribuito alla straordinaria conservazione sia di parti della moto sia delle piastrine di riconoscimento.

Il Volksbund può ora confrontare i dati riportati sulle piastrine con documenti militari, segnalazioni di dispersi e la propria banca dati "Gräbersuche Online", che oggi raccoglie circa 5,4 milioni di voci.

Che legame c’è tra la DKW NZ 350-1 e i soldati?

La moto è, per quanto finora accertato, una DKW NZ 350-1, prodotta in Sassonia. Questo modello venne sviluppato a partire dal 1944 appositamente per l’impiego in guerra.

Il solo fatto che la moto sia stata trovata insieme ai due caduti non prova però che i soldati viaggiassero effettivamente su quel veicolo.

Esistono diversi scenari plausibili: i due uomini potrebbero aver guidato personalmente la moto, uno al manubrio e l’altro come passeggero. È anche possibile che la DKW appartenesse a un’unità e che i due soldati provenissero da un contesto diverso. Non si può escludere che la moto sia arrivata sul posto solo dopo la morte degli uomini. La motocicletta potrebbe essere finita nel Danubio durante i combattimenti o essere stata deliberatamente affondata in un secondo momento.

Una motocicletta della Wehrmacht recuperata dal Danubio a Budapest (c) Volksbund für Kriegsgräberfürsorge
Una motocicletta della Wehrmacht recuperata dal Danubio a Budapest (c) Volksbund für Kriegsgräberfürsorge Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge e. V. / Simone Schmid

Munizioni nel letto del fiume

Durante le operazioni di recupero è stato necessario l’intervento degli artificieri, perché oltre ad altri equipaggiamenti sono state rinvenute anche mine anticarro del tipo 35, le cosiddette Tellerminen tedesche della Seconda guerra mondiale.

Il Istituto ungherese di storia militare (fonte in tedesco) (fonte in ungherese) ritiene possibile che il sito del ritrovamento fosse un deposito di materiali bellici e rifiuti creato dopo la fine dell’assedio. Se gli oggetti siano stati smaltiti intenzionalmente proprio in quel punto e in quali circostanze, al momento non è ancora possibile stabilirlo con certezza.

Un collegamento con la battaglia di Budapest?

Dal punto di vista storico un legame con i combattimenti per Budapest appare plausibile.

La battaglia di Budapest si svolse dalla fine di ottobre/inizio novembre 1944 fino al 13 febbraio 1945 ed è considerata uno degli scontri più sanguinosi e militarmente più accaniti della fase finale della Seconda guerra mondiale in Ungheria. La città fu difesa da unità tedesche e ungheresi contro l’Armata Rossa sovietica e reparti rumeni. Dopo l’accerchiamento di Budapest, alla fine di dicembre 1944, la battaglia si trasformò in un lungo assedio, concluso con la conquista della città da parte delle truppe sovietiche il 13 febbraio 1945.

I combattimenti furono estremamente duri e causarono numerose vittime da entrambe le parti.

L’attuale cimitero di guerra tedesco-ungherese di Budaörs, a ovest di Budapest, è il più grande complesso dedicato ai caduti tedeschi e ungheresi in Ungheria. Vi riposano soprattutto soldati caduti a Budapest e nelle zone situate a est del Danubio. Secondo il Volksbund, a Budaörs hanno trovato finora l’ultima dimora 16.630 caduti.

I resti dei due soldati della Wehrmacht saranno sepolti nel cimitero di guerra di Budaörs, vicino a Budapest.
I resti dei due soldati della Wehrmacht saranno sepolti nel cimitero di guerra di Budaörs, vicino a Budapest. Uwe Zucchi

Se i due uomini recuperati dal Danubio siano effettivamente caduti durante la battaglia di Budapest lo si potrà sapere solo in futuro. È già certo però che i loro resti saranno sepolti nel cimitero di guerra di Budaörs.

Il ritrovamento mostra quante tracce del passato siano ancora oggi nascoste nei fiumi europei. Il Danubio non è stato un’importante via di trasporto e comunicazione solo durante le guerre.

Il Volksbund ritiene esplicitamente possibile che, a causa del livello particolarmente basso delle acque, dai relitti di navi riaffiorati possano essere recuperati altri caduti.

È quindi probabile che quello di Budapest non sia l’ultimo ritrovamento di questo tipo.

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