La canzone 'Linger' della band irlandese è diventata uno dei brani più popolari su TikTok, mentre le nuove generazioni riscoprono la nostalgia degli anni 90.
Quando Dolores O'Riordan aveva diciassette anni, ha dato il suo primo bacio a un ragazzo nel mezzo di una pista da ballo.
Esaltato dalla magia e dal dramma degli ormoni adolescenziali, è stato un momento che la cantautrice irlandese, poi scomparsa, avrebbe voluto trattenere per sempre.
Quel sentimento l'ha ispirata a scrivere quello che nel 1993 sarebbe diventato uno dei maggiori successi dei Cranberries.
«Fino ad allora avevo sempre pensato che infilare la lingua in bocca fosse disgustoso, ma quando mi ha dato il mio primo vero bacio, in effetti “ho dovuto lasciarlo durare”», ha raccontato O'Riordan in un'intervista all'Irish Times.
«Non vedevo l’ora di rivederlo. Ma alla discoteca successiva è passato dritto accanto a me e ha chiesto alla mia amica di ballare. Ero devastata. Tutti mi hanno visto essere scaricata, pubblicamente, in discoteca. A 17 anni tutto è così drammatico, così ho riversato tutto nella canzone.»
Negli ultimi anni, "Linger" ha conosciuto una grande rinascita tra le nuove generazioni: è stata usata come audio su TikTok oltre 240 mila volte. È comparsa anche in serie molto popolari come Love Story e The Summer I Turned Pretty, spesso per esprimere i desideri fragili e le ansiose sofferenze dell’innamoramento.
Ci sono stati anche innumerevoli remix; l’ultima a trasformare il brano è stata la cantante messicana Bratty, questa volta con un tocco spanglish.
Ma che cosa ha proprio questa canzone che le permette, beh, di restare a lungo nei nostri feed social e nelle nostre playlist collettive?
Il potere della nostalgia degli anni '90
Basta accendere la TV o scorrere i social per accorgersi che la nostalgia degli anni Novanta è ovunque: dai reboot apparentemente infiniti delle saghe più amate alle tendenze di TikTok che invitano a condividere le proprie foto di quegli anni.
La stessa mania per i Novanta ha contagiato anche la musica: lo scorso anno la band britpop Oasis ha fatto notizia con il tour di reunion andato esaurito, mentre i dati dello streaming mostrano una nuova ascesa di hit nostalgiche come "Iris" e "No Scrubs".
Le mode sono sempre state cicliche, ma oggi il desiderio dei più giovani di immergersi nel passato appare più significativo. Nell’era digitale, gli anni Novanta restano un ponte verso un’epoca più semplice, prima che internet, i social e l’intelligenza artificiale (AI) diventassero totalizzanti.
"Linger" intercetta anche l’umore del presente: le sue tenere riflessioni sull’amore non corrisposto risuonano in chi è bloccato nell’attuale campo minato degli appuntamenti, tra relazioni indefinite e ghosting.
A volte il modo migliore per affrontare tutto questo è romanzarlo con una canzone e ricordarci che le pene d’amore sono senza tempo, anche se oggi sembrano più complicate.
Chi erano i Cranberries?
"Linger" è stato il primo brano scritto dai Cranberries per il loro album di debutto "Everybody Else Is Doing It, So Why Can't We?"
Dopo la ristampa del brano nel 1994, la canzone ha scalato rapidamente le classifiche di mezzo mondo ed è diventata un classico dell’alt rock degli anni Novanta.
La band, nata a Limerick nel 1989, ha poi pubblicato otto album in studio, firmando successi come "Zombie", "Dreams" e "Salvation". Si è sciolta nel 2018, dopo la morte della cantante Dolores O'Riordan, 46 anni.
Quest’anno ricorre il trentesimo anniversario del loro terzo album, "To the Faithful Departed", e il gruppo ha anche caricato di recente online alcune scene inedite del video originale di "Linger".
Il loro sound onirico, intriso di malinconia celtica e della voce ipnotica di O'Riordan, resta ineguagliato, anche se continua a ispirare altri artisti. Tra questi ci sono Beach House, Florence + The Machine e Taylor Swift, i cui singoli "August" e "Beautiful Eyes" evocano una simile atmosfera di malinconia eterea.
Così, mentre altre reliquie della nostalgia anni Novanta sono destinate ad andare e venire, i brani dei Cranberries probabilmente continueranno a riecheggiare: trasformano i nostri tormenti emotivi in momenti da montaggio cinematografico, prima che un reel su TikTok con un frutto antropomorfo generato dall’intelligenza artificiale ci riporti bruscamente alla realtà.