La proposta avanzata da consiglieri di amministrazione della Rai prevede che un artista palestinese si esibisca all'Eurovision 2026 per "equilibrare" il festival dopo le polemiche contro Israele e la guerra a Gaza. L'azienda avalla e chiede ai cantanti in gara se parteciperanno in caso di vittoria
Le tensioni sulla controversa partecipazione di Israele all'Eurovision Song Contest 2026 continuano a crescere e, dopo gli appelli dei sindacati italiani a boicottare l'evento, la Rai ha chiesto formalmente che un artista palestinese possa esibirsi alla prossima edizione del festival a Vienna.
Secondo una lettera pubblicata dal Corriere della Sera, tre membri del consiglio di amministrazione dell'emittente italiana hanno scritto all'Unione europea della Radiodiffusione (Uer) e all'emittente pubblica austriaca Orf per chiedere che un artista palestinese si esibisca in "modo non competitivo".
La richiesta di Alessandro Di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale è stata descritta come un modo per bilanciare il discorso pubblico sulla polemica che si è creata sulla partecipazione di Israele al concorso canore europeo.
"La Palestina deve essere accolta sul palco dell'Eurovisione, se non vogliamo minare i valori di inclusione e fratellanza che la musica incarna", si legge nel testo dei consiglieri Rai.
La lettera non chiede la squalifica di Israele e sottolinea che la proposta è un'iniziativa culturale e un segno di responsabilità civica e di dialogo, non una dichiarazione politica.
“È stata posta come ipotesi da parte di Rai la possibilità di ospitare fuori concorso anche un artista palestinese”, ha dichiarato l'amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, che resta “assolutamente favorevole che Israele ci sia", così come l'Italia che conferma pienamente la sua partecipazione.
Al momento Uer e Orf non hanno risposto alla richiesta dei consiglieri avallata dalla Rai.
Il no di Levante all'Eurovision e le posizioni dei cantanti in gara a Sanremo
L'appello arriva dopo che uno dei partecipanti al Festival di Sanremo 2026, Levante, ha dichiarato che si rifiuterà di rappresentare l'Italia all'Eurovisione qualora dovesse vincere la manifestazione, per protestare contro l'inclusione di Israele.
Fabrizio Casinelli, direttore della Comunicazione Rai, ha confermato in una conferenza stampa sul Festival di Sanremo (che si tiene dal 24 al 28 febbraio) che "la Rai ha chiesto di non chiudere un occhio, lo abbiamo detto quando è stata fatta la richiesta e questa è la nostra posizione".
Per non trovarsi alle prese con eventuali defezioni dell'ultimo minuto all'Eurovision - ha aggiunto Claudio Fasulo, direttore del Prime Time dell'emittente - la Rai ha deciso di anticipare al Festival la questione a cantanti e case discografiche grazie a un apposito modulo di disponibilità alla partecipazione, già usato in passato, per assicurarsi che il vincitore rappresenterà l'Italia all'Eurovision.
Dopo le esternazioni di Levante, sembra chiaro che la Rai e l'Italia vogliano evitare un nuovo caso Olly, il vincitore della scorsa edizione che lasciò per "impegni di tour" che sul palco dell'Eurovisione andasse il secondo classificato, Lucio Corsi.
Tra i 30 Big di quest'anno, alcuni hanno già espresso posizioni contrarie alla guerra Gaza se non apertamente pro-Pal. Tra questi figurano Ermal Meta, Dargen D'Amico, Leo Gasmann, J-Ax, Fulminacci, Malika Ayane e Ditonellapiaga.
La decisione finale, in caso di vittoria, "è giusto lasciarla ad ogni artista", ha commentato il conduttore e direttore artistico del Festival, Carlo Conti.
L'Eurovision Song Contest 2026 sarà a Vienna dal 12 al 16 maggio
Alla manifestazione parteciperanno in totale 35 Paesi ma non Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda, che hanno annunciato l'anno scorso la loro assenza a causa della partecipazione di Israele.
Questi Paesi sostengono che la partecipazione sarebbe "inconcepibile" viste le vittime civili a Gaza causate dalla guerra seguita all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Nonostante lo slogan "United by Music" e la conferma da parte di Orf che non vieterà la bandiera palestinese e non soffocherà i fischi rivolti alla performance di Israele, le tensioni diplomatiche e i boicottaggi diffusi continueranno a gettare un'ombra sulla 70ª edizione del concorso.