Mercoledì, dopo la chiusura di Wall Street, Nvidia presenterà i risultati del secondo trimestre: gli analisti stimano ricavi di 92 miliardi di dollari (78,8 miliardi di euro), e la guidance sarà un test per il rally dell’AI.
L'evento societario più importante del trimestre arriva questa sera.
Nvidia pubblicherà i conti dopo la chiusura di Wall Street, intorno alle 22:00 CET. Il trimestre dovrebbe essere eccezionale, ma a muovere i mercati saranno soprattutto le indicazioni del CEO Jensen Huang sui prossimi mesi.
I risultati di Nvidia contano più di altri perché l'azienda produce i chip che alimentano il boom dell'intelligenza artificiale. Se le sue previsioni deluderanno, le ripercussioni andranno ben oltre la Silicon Valley.
Il titolo è ormai considerato un termometro per l'intero rally dell'AI.
La pubblicazione dei conti arriva dopo una fase difficile in Borsa. Il titolo Nvidia ha perso terreno per sette sedute consecutive, la serie negativa più lunga dal 2022. Da lunedì ha recuperato circa il 3% in attesa dei risultati, ma resta in calo di oltre il 6% rispetto all'apertura della scorsa settimana.
Sulle indicazioni che arriveranno questa sera puntano tanto anche i produttori europei di chip quanto Wall Street.
ASML, il gruppo olandese le cui macchine per la litografia sono alla base dell'intera catena di fornitura di Nvidia, ha alzato per due volte quest'anno le previsioni di vendita per il 2026 grazie alla domanda legata all'AI. E le sue azioni, così come quelle del produttore olandese di apparecchiature per semiconduttori BE Semiconductor e del gruppo ottico tedesco Jenoptik, tendono a muoversi in scia alle prospettive di Nvidia.
Nel mese di agosto Nvidia segna comunque un rialzo di circa l'8%. Da inizio anno l'andamento resta solido, con il titolo in crescita di oltre il 13%.
Gli analisti interpellati da Bloomberg si aspettano un utile rettificato di 2,09 dollari per azione su ricavi intorno a 92 miliardi di dollari (78,8 miliardi di euro), pari a una crescita del 96% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
Nvidia aveva a sua volta previsto 91 miliardi di dollari (78 miliardi di euro), con un margine del 2% in più o in meno, quindi il consenso è inferiore a un punto percentuale sopra la fascia centrale indicata dal gruppo. Questo scarto limitato alza l'asticella, perché un lieve miglioramento potrebbe non bastare a soddisfare gli investitori.
Per quanto riguarda i ricavi dei data centre, sono attesi oltre 85,4 miliardi di dollari (73,1 miliardi di euro), in aumento di circa il 105%.
Gli investitori avranno una visione più chiara sulla provenienza di questi flussi. Nvidia ha infatti modificato la rendicontazione lo scorso trimestre, separando le vendite ai grandi operatori di cloud e alle piattaforme di AI, attese a 43,5 miliardi di dollari (37,2 miliardi di euro), da quelle ai clienti industriali e aziendali, previste a 41,7 miliardi di dollari (35,7 miliardi di euro).
L'azienda ha superato le stime di Wall Street in 22 degli ultimi 24 trimestri.
Il nodo che incombe sul trimestre di Nvidia
La principale preoccupazione riguardo a Nvidia è la concentrazione dei clienti.
L'azienda ottiene ancora la maggior parte dei ricavi da Amazon, Google e Microsoft, che nel frattempo stanno progettando chip propri per ridurre la dipendenza da Nvidia. La nuova suddivisione dei dati mostrerà con precisione quanto sia ancora elevata questa esposizione.
Per questo i commenti di Huang sulla domanda da qui al 2027 peseranno più di qualsiasi singolo numero.
La questione è diventata ancora più pressante da luglio, quando i mercati sono scesi per i dubbi sulla capacità dei grandi investimenti in AI di generare rendimenti.
La risposta di Nvidia è stata quella di contribuire direttamente al finanziamento delle nuove infrastrutture. Questo mese ha messo insieme, con diverse banche di Wall Street, un veicolo da 500 miliardi di dollari (433 miliardi di euro) e sta sostenendo la costruzione di un data centre da otto gigawatt in Ohio insieme a OpenAI.
Una settimana carica di catalizzatori per i mercati
Nvidia non è l'unico banco di prova importante per i mercati questa settimana.
L'indice PCE dei consumi personali di luglio, la misura dell'inflazione preferita dalla Federal Reserve, sarà pubblicato mercoledì alle 14:30 CET insieme alla seconda stima del PIL del secondo trimestre.
Gli economisti prevedono un aumento dei prezzi complessivi dello 0,1% su base mensile e dello 0,2% per l'indice core, con un tasso annuo di base al 3,3%.
L'attenzione si sposterà poi in Wyoming, dove giovedì si apre il simposio di Jackson Hole organizzato dalla Federal Reserve di Kansas City.
Venerdì Kevin Warsh terrà il discorso di apertura, il primo da presidente della Fed, a 19 giorni dalla riunione di settembre, alla quale i mercati attribuiscono al momento circa una probabilità su tre di un rialzo dei tassi.
Nello stesso giorno Isabel Schnabel, esponente della BCE, parteciperà a un panel.