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Economia: l'FMI prevede una crescita modesta per l'Italia, giù le stime per Francia e Germania

Un agente di sicurezza davanti all'edificio del Fondo Monetario internazionale a Washington (15 aprile 2026)
Un agente di sicurezza davanti all'edificio del Fondo Monetario internazionale a Washington (15 aprile 2026) Diritti d'autore  AP Photo/Jose Luis Magana
Diritti d'autore AP Photo/Jose Luis Magana
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il
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Oltre alle stime di crescita, l'FMI rivede al rialzo l'inflazione globale al 4,7% per il 2026 a causa dei rincari di energia e materie prime. Rischi legati soprattutto alle tensioni in Medio Oriente

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) conferma per l'Italia una crescita del +0,5% sia quest'anno sia nel 2027. I dati sono contenuti nel World Economic Outlook pubblicato mercoledì.

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Sono "livelli modesti" ma attesi, ha notato la vicedirettrice del dipartimento di ricerca del Fondo, Petya Koeva Brooks. "Gli investimenti previsti dal Pnrr continuano a sostenere l’attività economica. Allo stesso tempo, l’aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari e l’elevata incertezza pesano sui consumi privati", ha detto Brooks.

Per quanto riguarda l’inflazione, "la previsione è stata rivista al rialzo, anche a causa della maggiore dipendenza dalle importazioni di energia, e ci aspettiamo che rimanga al di sopra dell’obiettivo fino al 2028", ha aggiunto.

Il World Economic Outlook conferma anche le previsioni per l'economia della Spagna al +2,1% e al +1,8% del PIL, nel 2026 e 2027, mentre per la Francia e la Germania le stime vengono ritoccate al ribasso per il 2026.

Cosa prevede l'FMI per i maggiori Paesi Ue e del mondo

Il Fondo individua nel suo rapporto il rischio più immediato negli sviluppi in Medio Oriente.

"Un'escalation delle tensioni geopolitiche danneggerebbe la crescita e aggraverebbe le pressioni inflazionistiche. Detto questo, se la riapertura dello Stretto di Hormuz procedesse in modo più agevole del previsto e i prezzi delle materie prime risultassero inferiori rispetto allo scenario di base, la crescita potrebbe essere più elevata e l'inflazione più bassa", si legge nell'outlook.

La Francia dovrebbe crescere dello 0,6% quest'anno, ovvero 0,3 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di aprile. Per il 2027 invece la crescita è stimata al +0,9%.

Per la Germania il Fondo stima un pil in aumento dello 0,7% quest'anno e dell'1,0% il prossimo.

L'economia della Cina invece dovrebbe crescere del 4,6% nel 2026 e del 4,1 nel 2027, confermando un rallentamento rispetto al 5% dello scorso anno, che è la soglia un tempo considerata critica per la stabilità del sistema politico-economico di Pechino.

L'economia del Brasile è data al 2,4% alla fine del 2026 con un calo di due punti il prossimo, in linea con la media dell'America Latina la cui crescita è stimata proprio al 2,4**%** su anno rispetto al 2025.

Le stime per l'Africa sono stabili in media dal 4,3 al 5,2% per quest'anno, ma con grosse differenze interne. Si va dl 4,3% di crescita della Nigeria per il 2027 al "solo" 1,3 del Sudafrica, per restare ai Paesi più grandi.

Gli allarmi sollevati dall'FMI e le possibili soluzioni

Nell'outlook, oltre alle preoccupazioni per i costi dell'energia, spiccano quelle per fertlizzanti e generi alimentari. Nel 2026 i prezzi dei primi potrebbero salire in totale del 26% e quelli dei secondi dell'8 per cento, gonfiati dai rincari di energia e trasporti.

L'inflazione globale complessiva dovrebbe aumentare dunque al 4,7% nel 2026 (rivista al rialzo di 0,3 punti rispetto alle attese, dal 4,1% nel 2025), per poi scendere al 3,9% nel 2027, indicando che "la tendenza alla disinflazione in atto dall'inizio del 2024 si è arrestata".

L'FMI chiude con varie raccomandazioni tra cui alcune per le banche centrali. "Le priorità politiche consistono nel ripristinare la stabilità dei prezzi, sostenuta da una comunicazione chiara, dall'indipendenza della banca centrale e da una solida vigilanza finanziaria, ricostruendo al contempo le riserve di bilancio e ricorrendo con moderazione agli strumenti di politica fiscale.

"Sono necessarie riforme strutturali per promuovere la sicurezza energetica e la preparazione all'intelligenza artificiale", concludono gli economisti del Fondo.

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