Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Investimenti in rialzo e in calo nel primo semestre 2026

Un uomo passa davanti a un monitor che mostra i prezzi delle azioni delle società quotate alla Borsa di Tokyo, 23 giugno 2026
Un uomo passa davanti a un monitor che mostra le quotazioni delle società alla Borsa di Tokyo, 23 giugno 2026. Diritti d'autore  AP Photo/Hiro Komae
Diritti d'autore AP Photo/Hiro Komae
Di Quirino Mealha
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

La prima metà del 2026 ha premiato gli investitori che hanno puntato sull’infrastruttura dell’IA e penalizzato chi ha scelto criptovalute e oro, mentre il boom tecnologico ridisegna i vincenti e i perdenti sui mercati.

A metà di un anno turbolento, sui mercati globali è emerso un chiaro schema: tutto ciò che è legato allo sviluppo delle infrastrutture fisiche dell’intelligenza artificiale (IA) è volato, mentre diversi altri asset a cui gli investitori si rivolgono di solito nei periodi di incertezza hanno arrancato.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Sullo sfondo ci sono la guerra in Medio Oriente, le turbolenze politiche e l’impennata del prezzo del petrolio. Eppure i mercati azionari in diverse regioni hanno comunque aggiornato i loro massimi storici.

Secondo Dan Coatsworth, responsabile dei mercati di AJ Bell, le società che stanno beneficiando del boom di spesa per l’IA sono state i migliori investimenti della prima metà dell’anno, mentre il Bitcoin si è rivelato «una brutta sorpresa» e l’oro ha perso smalto.

Si tratta, osserva Coatsworth, di una sequenza di eventi notevole per soli sei mesi di contrattazioni.

I rialzi più spettacolari sono arrivati da un settore tutt’altro che glamour del mondo tecnologico: i produttori di chip di memoria.

Quando la domanda di potenza di calcolo per l’IA si è scontrata con un’offerta limitata, i prezzi sono schizzati in alto trascinando con sé i titoli. SanDisk ha guidato il mercato statunitense con un guadagno di oltre l’850% in sei mesi, mentre Western Digital, Micron Technology e Seagate Technology hanno tutte più che triplicato il loro valore, un ritmo di rendimento che in condizioni normali richiederebbe molti anni.

Il motore è la quantità enorme di memoria e capacità di archiviazione ad alta velocità necessarie per addestrare e far funzionare i sistemi di IA, mentre i giganti tecnologici corrono per ampliare i loro data center.

Altri titoli statunitensi che hanno beneficiato della corsa all’IA includono Intel, Dell, Advanced Micro Devices (AMD) e Applied Materials, tutti in rialzo tra il 150% e il 280% da inizio anno.

La corsa ha spinto anche i mercati emergenti, dove i produttori di chip asiatici come TSMC e SK Hynix hanno un peso rilevante, contribuendo a far raddoppiare il valore del KOSPI sudcoreano, a far salire il Nikkei 225 giapponese di circa il 40% e a far guadagnare all’indice MSCI Emerging Markets intorno al 27%.

In Europa, il FTSE 100 ha guadagnato il 7% nella prima metà dell’anno, il CAC 40 francese è salito del 5%, mentre il DAX tedesco ha messo a segno un +2%. Nel frattempo, l’indice MSCI India ha perso il 5% e l’Hang Seng di Hong Kong è sceso del 6%.

È però significativo che il rally dei titoli della memoria abbia iniziato a invertire la rotta negli ultimi giorni, con diversi degli stessi nomi coinvolti in una brusca ondata di vendite sul comparto tecnologico.

I favoriti in caduta, le acquisizioni e i temi che si sono raffreddati

Il rovescio della medaglia è stato brutale per i vincitori di ieri.

Le precedenti “star” dell’IA, Meta e Microsoft, sono rimaste indietro, in calo rispettivamente del 14% e del 24% in termini di total return, mentre gli ingenti investimenti nell’IA hanno reso i due colossi tecnologici aziende più affamate di capitale e gli investitori hanno smesso di riconoscere loro un premio in Borsa.

Microsoft oggi tratta ai livelli di valutazione più bassi dell’ultimo decennio, e sia la sua capitalizzazione sia quella di Meta sono ormai più modeste di quella di McDonald’s, un esito che pochi avrebbero previsto all’apice della mania per le “Magnifiche 7”.

Altrove, gli asset che molti si aspettavano in testa hanno deluso.

L’oro ha offerto agli investitori un percorso estremamente volatile. Dopo essere salito fino al record di 5.594,82 dollari l’oncia il 29 gennaio, il metallo prezioso ha preso circa il 28% dal picco, nonostante le tensioni geopolitiche che di solito spingono gli investitori verso i beni rifugio. Il suo fascino è stato offuscato dall’aumento dei rendimenti obbligazionari e dei tassi sulla liquidità, che offrono un reddito che un lingotto d’oro non può garantire.

Per il Bitcoin è andata ancora peggio: è sceso del 28% dall’inizio dell’anno, man mano che l’entusiasmo per le criptovalute si è esaurito e i capitali si sono spostati verso i titoli tecnologici.

Nel Regno Unito, sono state soprattutto le operazioni di takeover a sostenere il mercato.

Sei società del FTSE 100, tra cui Glencore, Schroders e Segro, hanno attirato offerte o manifestazioni di interesse nei primi sei mesi dell’anno: un segnale che gli acquirenti vedono ancora valore nelle blue chip britanniche, nonostante tre anni di riallineamento delle valutazioni.

I titoli dei costruttori di abitazioni come Persimmon hanno faticato in un mercato immobiliare fiacco, mentre nomi vicini al mondo tech come Experian e RELX sono stati travolti dai timori sull’impatto dirompente dell’IA.

Uno dei temi di investimento che si è raffreddato in modo più evidente è stato quello della difesa.

Dopo un 2025 brillante, gruppi come BAE Systems, la tedesca Rheinmetall e l’americana Palantir hanno tutti ceduto terreno, perché le buone notizie sull’aumento dei bilanci militari sembrano ormai pienamente incorporate nei prezzi e gli investitori si sono spostati altrove.

Questo articolo non costituisce una consulenza finanziaria. Effettuate sempre le vostre ricerche e investite in base alla vostra situazione specifica.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Re Carlo e le tasse: cosa rivela lo storico documento e cosa resta nascosto

Quasi 19 anni di stipendio per una casa: i mercati immobiliari europei meno accessibili

Criptovalute in Europa: MiCA crea un mercato unico, centinaia di società verso l’uscita