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Milioni di stanze vuote mentre cresce la crisi abitativa in Europa: quali Paesi guidano?

ARCHIVIO - In questa foto dell'8 aprile 2020, un uomo cammina davanti a un grande condominio a Madrid, Spagna. 5 ottobre 2021.
ARCHIVIO - In questa foto d'archivio dell'8 aprile 2020, un uomo cammina davanti a un grande complesso residenziale a Madrid, Spagna. 5 ottobre 2021. Diritti d'autore  AP Photo/Paul White, File
Diritti d'autore AP Photo/Paul White, File
Di Servet Yanatma
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Nell’UE una persona su tre vive in abitazioni sovradimensionate, mentre gli attivisti per il diritto alla casa chiedono più alloggi piccoli e accessibili.

L'Europa si trova ad affrontare contemporaneamente il problema degli spazi vuoti e una grave crisi abitativa.

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Nonostante la carenza di alloggi a prezzi accessibili in tutta l'Unione europea, secondo Eurostat una persona su tre vive in abitazioni con camere da letto libere. Questi dati mettono in evidenza il divario tra l'offerta di case e le esigenze delle famiglie, oltre a forti differenze nei modelli abitativi tra i Paesi europei.

Per sotto-occupazione si intendono le abitazioni più grandi di quanto necessario ai loro occupanti, di solito perché hanno più camere da letto del necessario. È l'opposto del sovraffollamento ed è spesso legata al fatto che le persone anziane continuano a vivere nelle case di famiglia dopo che i figli se ne sono andati.

Secondo il Consiglio europeo, gli alloggi inadeguati restano una sfida in quasi tutti i Paesi dell'UE, ma la portata della crisi e le sue cause profonde variano sensibilmente da uno Stato all'altro.

Quali sono quindi i Paesi con i tassi più elevati di sotto-occupazione? Nell'UE il 33,4% delle persone vive in abitazioni sottoccupate, ma la quota oscilla dall'8,1% in Romania al 69,4% a Cipro.

L'Europa orientale registra i tassi di sotto-occupazione più bassi

La sotto-occupazione è in genere molto meno diffusa nell'Europa orientale e sud-orientale rispetto al resto del continente.

Dopo la Romania (8,1%), la quota di persone che vivono in case sottoccupate resta sotto il 15% in Serbia (8,2%), Turchia (10,3%), Lettonia (10,5%), Grecia (12,5%) e Croazia (14,7%).

La percentuale di persone che vivono in abitazioni sottoccupate è inoltre relativamente bassa in Bulgaria (15,8%), Slovacchia (15,9%), Macedonia del Nord (17%), Polonia (17,9%), Lituania (18%) e Italia (18,2%).

Nel complesso questi Paesi costituiscono il gruppo con i livelli più bassi in Europa, seguiti da Estonia, Cechia e Ungheria, dove i tassi si attestano intorno al 27%.

Dove la sotto-occupazione è più diffusa

Cipro registra il tasso di sotto-occupazione più elevato in Europa, pari al 69,4%, seguita da Irlanda (66%) e Malta (63,2%). Tutti e tre sono, peraltro, Paesi insulari.

La quota di persone che vivono in abitazioni con stanze libere supera inoltre il 50% nei Paesi Bassi (58,5%), in Belgio (57%), in Spagna (54,3%), in Lussemburgo (52,2%) e in Norvegia (51%).

Tra i Paesi nordici, Finlandia (46,6%) e Danimarca (42,4%) si collocano anch'esse ben al di sopra della media UE.

La situazione è molto diversa se si guarda alle quattro maggiori economie dell'UE.

La Spagna presenta uno dei tassi di sotto-occupazione più elevati, pari al 54,3%, contro appena il 18,2% dell'Italia. La Francia si attesta al 40,4%, mentre la Germania è quasi perfettamente allineata alla media europea, al 33,3%.

Nel sud Europa emergono due situazioni abitative molto diverse

Se in gran parte dell'Europa sud-orientale e orientale il tasso è molto più basso, l'Europa meridionale è divisa. Cipro, Malta e Spagna presentano livelli elevati, mentre Italia, Grecia, Turchia e buona parte dei Balcani registrano valori contenuti. Questo indica che la tendenza non può essere spiegata con una semplice contrapposizione nord-sud.

Le politiche possono ridurre la sotto-occupazione?

La Federazione europea delle organizzazioni nazionali che lavorano con le persone senza dimora (FEANTSA) sottolinea che la questione centrale è se il patrimonio abitativo, e in particolare le nuove costruzioni, riescano a soddisfare la crescente domanda di alloggi di dimensioni più contenute.

«Questi alloggi più piccoli sono davvero disponibili e accessibili?» ha dichiarato a Euronews Business un portavoce di FEANTSA.

Riferendosi alla "bedroom tax" (tassa sulle camere da letto) introdotta nel Regno Unito nel 2013, l'organizzazione ha affermato che la misura si è rivelata inefficace, perché le abitazioni di dimensioni adeguate spesso non erano disponibili. Di conseguenza le famiglie, costrette a restare dove vivevano, hanno subìto perdite di reddito.

Secondo l'organizzazione, riportare sul mercato le abitazioni vuote per destinarle ad alloggi a prezzi accessibili e sociali potrebbe essere più efficace che intervenire direttamente sulla sotto-occupazione.

**«**Sanzionare la sotto-occupazione senza affrontare le cause più strutturali che rendono l'abitazione inaccessibile dal punto di vista economico, come il sottoinvestimento nell'edilizia sociale vera e propria e la finanziarizzazione e speculazione sugli immobili, significa sbagliare diagnosi», ha aggiunto il portavoce.

L'effetto della proprietà della casa

Secondo Eurostat, la quota di persone che vivono in abitazioni sottoccupate è del 14,2% tra gli inquilini, contro il 40,5% tra i proprietari di casa.

Il professor Sebastian Kohl della Freie Universität di Berlino afferma che le differenze tra Paesi dipendono in larga misura dagli assetti istituzionali, in primo luogo dai tassi di proprietà della casa e dalla composizione demografica.

«Strutture istituzionali come il regime di possesso dell'abitazione hanno un ruolo enorme. Nei nostri modelli, la proprietà della casa è il singolo fattore che più di tutti predice la sotto-occupazione oggettiva», ha spiegato a Euronews Business.

Chi ha più probabilità di vivere in una casa sottoccupata?

Uno studio di Jonas Lage e dei suoi colleghi ha rilevato (fonte in inglese) che il tipo di nucleo familiare è strettamente legato alla sotto-occupazione.

La maggior parte delle stanze sottoccupate si trova nelle famiglie composte da una o due persone. I tassi sono in genere più alti anche tra i nuclei senza figli.

Nell'UE, il 41% delle abitazioni sottoccupate si trova nelle città, mentre circa il 30% è situato rispettivamente nelle aree rurali e nei centri minori.

Nella maggior parte dei Paesi, e in media nell'UE, le famiglie con redditi più elevati hanno una maggiore probabilità di sottoccupare la propria abitazione e rappresentano una quota più ampia delle stanze sottutilizzate.

Che cosa si intende per stanza cambia da Paese a Paese

Kohl segnala anche una difficoltà nel rendere omogenee le misurazioni, legata alle diverse definizioni nazionali di che cosa venga considerato una stanza.

Sostiene ad esempio che Spagna, Irlanda e Finlandia nelle loro indagini considerano esplicitamente le cucine come stanze.

Richiama inoltre l'attenzione sul forte divario tra gli indicatori oggettivi e la percezione soggettiva delle persone. I ricercatori hanno riscontrato che solo due persone su cinque ritenevano la propria casa troppo grande, pur essendo classificata come sottoccupata secondo le metriche ufficiali.

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