Il premier inglese Starmer ha confermato che farà un passo indietro da capo del governo di Londra e da leader del partito laburista
Il primo ministro inglese Keir Starmer ha annunciato le proprie dimissioni: "Accetto con serenità la risposta che mi è giunta dal gruppo parlamentare", ha dichiarato, commosso, l'ormai ex leader del partito laburista.
Il capo del governo di Londra uscente ha spiegato di essersi rivolto ai deputati progressisti in maniera diretta, chiedendo se ritenessero lo stesso Starmer la persona più adatta per guidare i laburisti verso le prossime elezioni. Ha quindi affermato di aver preso atto del responso negativo e ha fatto sapere di aver già informato il re, Carlo III, della decisione di rassegnare le dimissioni.
Starmer: "Chi arriva dopo di me trova una Gran Bretagna più forte e più giusta"
Starmer ha chiesto al suo partito di definire un calendario preciso per la successione alla testa dei laburisti: le candidature dovrebbero arrivare in una finestra compresa tra il nove e il 16 luglio, e la richiesta è di riuscire ad indicare un nuovo leader entro la fine della pausa estiva, per la riapertura dei lavori parlamentari nel corso del mese di settembre.
Lo stesso premier uscente ha assicurato che garantirà il proprio sostegno al nuovo capo del partito. Quanto al futuro governo, ha dichiarato che troverà "una Gran Bretagna più forte e più giusta di due anni fa”. Ha quindi ringraziato i colleghi, lo staff di Downing Street e la pubblica amministrazione inglese per il lavoro svolto.
A Starmer è giunto, pochi minuti dopo l'annuncio, un messaggio da parte della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: "Molti leader impiegano anni per diventare lo statista che tu sei riuscito a diventare in soli due anni. La sicurezza dell’Europa e dell’Ucraina è più solida grazie a te. Grazie, caro Keir".
Il favorito alla successione è Andy Burnham
Il nuovo primo ministro sarà il settimo leader del Paese negli ultimi dieci anni, dopo David Cameron, Theresa May, Boris Johnson, Liz Truss, Rishi Sunak e lo stesso Starmer.
Come riportato dai mezzi di informazione britannici, per il posto di capo del governo e di leader dei laburisti potrebbe essere scelto Andy Burnham, che oggi sarà a Westminster per prestare giuramento come deputato, dopo aver vinto le elezioni suppletive la scorsa settimana. Un passaggio cruciale, poiché secondo le regole del Labour, il leader del partito deve essere un parlamentare.
Ex ministro di Tony Blair e Gordon Brown, il neo-deputato ha affermato che la sua vittoria rappresenta "una svolta" nella vita politica britannica. E che costituisce "l'ultima possibilità" a disposizione del suo partito per garantire il "cambiamento" richiesto dagli elettori.
Cosa ci si può attendere qualora dovesse andare al governo il sindaco della Grande Manchester
Secondo alcuni sondaggi apparsi sulla stampa britannica, Burnham è attualmente il politico inglese più popolare. Sindaco della contea metropolitana della Grande Manchester, aveva tentato la scalata al partito laburista già nel 2010. Nel corso degli anni è passato dai riformisti del New Labour all'ala più moderata del partito, la cosiddetta soft left.
Al di là del posizionamento formale, in ogni caso, Burnham è fautore del cosiddetto "Manchesterismo", dottrina che punta a rispondere "alla trappola delle grandi diseguaglianze e della crescita debole, che rappresentano il risultato della volontà, stabilita negli anni Ottanta, di privatizzare il potere economico e centralizzare quello politico nel ministero delle finanze".
Per questo, come riportato dal Guardian, Burnham potrebbe proporre un progetto su dieci anni per riportare sotto il controllo dello Stato l'acqua e l'energia. Si parla poi di un piano di sostegno contro il carovita e di una "devolution" con l'obiettivo di incrementare i poteri nelle mani dei sindaci. Non è esclusa, infine una riforma elettorale. Qualora dovesse arrivare al governo, cambiamenti sono attesi anche su fisco, politiche migratorie e welfare.
Qualora alla scadenza stabilita del 16 luglio non dovessero essere giunte altre candidature alla leadership del partito, Burnham potrebbe diventare automaticamente premier. Qualora ciò avvenisse, dovrà affrontare, tra gli altri, la questione delle violenze contro i migranti di vampate nella città di Belfast, in Irlanda del Nord, nelle scorse settimane, a seguito dell'arresto di un rifugiato sudanese sospettato di tentato omicidio.
È possibile però che almeno un contendente ci sia: si tratta di Wes Streeting, ex ministro della Salute, che secondo quanto riportato da una fonte all'emittente televisiva "Sky News" avrebbe espresso la volontà di candidarsi.
L'estrema destra chiede elezioni anticipate
Intanto è arrivata la richiesta da parte del leader dell'estrema destra inglese, Nigel Farage, che ha invocato elezioni anticipate dopo le dimissioni di Starmer. "Siamo pronti a un cambiamento radicale", ha scritto in un messaggio pubblicato sul social network X.
I mercati intanto rispondono senza eccessivo nervosismo alla crisi di governo. La sterlina è in lieve calo, vicina ai minimi del 2026. I titoli di Stato con scadenza a dieci anni mantengono un rendimento costante al 4,85%. L'indice Ftse 100, alla Borsa di Londra, risulta stabile rispetto alla chiusura di venerdì, nel contesto di una giornata poco brillante per le piazze finanziarie europee.
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