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Block 10, Chevron pronta a guidare l’esplorazione offshore della Grecia

mappa dell'EDEYEP
Mappa di EDEYEP Diritti d'autore  Πηγή: Υπουργείο Περιβάλλοντος και Ενέργειας
Diritti d'autore Πηγή: Υπουργείο Περιβάλλοντος και Ενέργειας
Di Foteini Doulgkeri
Pubblicato il
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Chevron chiede di entrare nel Block 10 offshore nel Golfo di Kyparissia insieme a HELLENiQ ENERGY. La Grecia consolida il proprio ruolo strategico nella sicurezza energetica del Mediterraneo orientale

La richiesta ufficiale di Chevron di partecipare al blocco offshore 10, al largo del Golfo di Kyparissia, in collaborazione con HELLENiQ ENERGY, rappresenta un nuovo passo nel rafforzamento del ruolo della Grecia sulla mappa energetica del Mediterraneo orientale.

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Il ministero dell’Ambiente e dell’Energia greco ha annunciato che le due società hanno presentato domanda per l’ingresso della compagnia statunitense nella concessione dell’“Area 10” nello Ionio meridionale, insieme al trasferimento del ruolo di operatore da HELLENiQ ENERGY a Chevron.

L’accordo prevede l’acquisizione del 70% della concessione da parte di Chevron, mentre HELLENiQ ENERGY manterrebbe il restante 30%, subordinatamente alle necessarie autorizzazioni delle autorità competenti. In caso di approvazione definitiva, il gruppo americano assumerà anche il controllo operativo dell’area.

mappa EDEYEP
mappa EDEYEP Πηγή: Υπουργείο Περιβάλλοντος και Ενέργειας

L’operazione viene considerata particolarmente rilevante sia sul piano energetico sia su quello geopolitico, poiché rafforza ulteriormente la presenza dei grandi gruppi statunitensi nelle attività di esplorazione di idrocarburi nelle acque greche. Il Mediterraneo orientale sta infatti assumendo un peso crescente nella strategia europea di sicurezza energetica, soprattutto dopo le tensioni internazionali degli ultimi anni e la necessità dell’UE di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento.

L’interesse delle compagnie americane verso la Grecia è legato non solo alle stime sulla possibile presenza di importanti giacimenti di gas naturale, ma anche alla stabilità geopolitica garantita dal Paese ellenico come membro dell’Unione Europea e della NATO in un’area caratterizzata da elevata sensibilità strategica.

Chevron e HELLENiQ ENERGY hanno già sottoscritto accordi di locazione per altre quattro aree marine a sud di Creta e del Peloponneso, consolidando così la presenza strategica statunitense nella pianificazione energetica del Mediterraneo orientale.

Secondo quanto comunicato dal ministero, le prime due fasi esplorative del Block 10 sono già state completate. Resta invece ancora aperta la decisione relativa alla terza e ultima fase, che riguarda l’eventuale perforazione esplorativa. Parallelamente è in fase di valutazione una richiesta di proroga di 18 mesi della seconda fase, così da consentire alla joint venture in via di formazione di analizzare nel dettaglio i dati raccolti attraverso le indagini sismiche 2D e 3D.

Il ministro dell’Ambiente e dell’Energia, Stavros Papastavrou, ha definito l’evoluzione “significativa per lo sforzo nazionale di sviluppo del settore degli idrocarburi”, sottolineando che “la decisione di Chevron di partecipare a un’ulteriore area marina del nostro Paese insieme a HELLENiQ ENERGY conferma che la Grecia si trova ormai al centro dei grandi accordi e investimenti energetici”.

Papastavrou ha inoltre evidenziato che “l’esplorazione e la valorizzazione delle nostre risorse sottomarine rappresentano una questione nazionale”, aggiungendo che “la Grecia rafforza costantemente la propria posizione sulla mappa energetica del Mediterraneo orientale”.

La nuova iniziativa arriva in una fase di ridefinizione delle strategie dei grandi gruppi energetici internazionali rispetto alle concessioni offshore greche. Nei giorni scorsi è infatti emerso che la joint venture ExxonMobil – HELLENiQ Energy non procederà alla fase esplorativa successiva nel blocco “Ovest di Creta”, restituendo di fatto l’area allo Stato greco.

La scelta di Chevron di puntare invece sul Block 10 nello Ionio evidenzia un possibile spostamento dell’interesse degli investitori verso aree marine considerate meno rischiose dal punto di vista geologico e con caratteristiche tecniche differenti. Gli operatori del settore ritengono che le compagnie internazionali stiano rivalutando complessivamente i blocchi offshore greci sia alla luce dei dati geologici disponibili sia in funzione della crescente centralità geopolitica del Mediterraneo orientale.

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