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Disoccupazione nell'Eurozona in calo ai minimi storici

Archivio - Operai siderurgici si dirigono verso lo stabilimento principale del produttore di acciaio in difficoltà Thyssenkrupp, in Germania. 4 febbraio 2025.
Archivio - Operai siderurgici si dirigono verso lo stabilimento principale del produttore di acciaio in difficoltà Thyssenkrupp, in Germania. 4 febbraio 2025. Diritti d'autore  AP Photo/Martin Meissner
Diritti d'autore AP Photo/Martin Meissner
Di Doloresz Katanich
Pubblicato il
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Il mercato del lavoro dell’eurozona ha mostrato un lieve miglioramento a gennaio 2026, con il tasso di disoccupazione destagionalizzato sceso al 6,1%, minimo storico.

A gennaio la disoccupazione nella zona euro a 21 membri è scesa al 6,1%, ha comunicato Eurostat, dal 6,2% di dicembre 2025 e dal 6,3% di un anno prima.

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Gli economisti si aspettavano che il tasso restasse invariato al 6,2%.

In termini assoluti si tratta di 10,77 milioni di persone senza lavoro nell’intero blocco.

Escludendo la Bulgaria, ultimo Paese entrato nell’area della moneta unica, anche per i 20 membri originari si registra un miglioramento, sebbene il tasso di disoccupazione sia rimasto fermo al 6,2%.

Nel complesso però il numero dei disoccupati è in calo, segnale di un mercato del lavoro più solido.

Nell’insieme dell’Unione europea la disoccupazione è scesa al 5,8%, dal 5,9% di dicembre e dal 6% del gennaio 2025.

Su base mensile, il numero di disoccupati è diminuito di 185.000 unità nell’Ue e di 184.000 nella zona euro.

Tra le maggiori economie del blocco, Germania e Paesi Bassi hanno registrato i tassi di disoccupazione più bassi, entrambi al 4%.

Spagna (9,8%), Francia (7,7%) e Italia (5,1%) restano nella fascia alta della graduatoria.

È calata leggermente anche la disoccupazione giovanile: nell’Ue il tasso è sceso al 15,1% dal 15,2%, mentre nell’area dell’euro è passato al 14,8% dal 15%.

I recenti indicatori economici suggeriscono che l’economia dell’Ue è più resiliente del previsto.

Le stime preliminari di Eurostat indicano per il 2025 una crescita del Pil dell’1,5% nell’area euro e dell’1,6% nell’Ue, sostenuta da una performance robusta dei settori chiave.

Regno Unito, disoccupazione ai massimi dal periodo post-pandemico

Per contro, nel Regno Unito la disoccupazione è salita al 5,2%, il livello più alto degli ultimi cinque anni, superando il 5,1% dell’Italia.

Danni Hewson, responsabile dell’analisi finanziaria di AJ Bell, ha definito il dato il risultato inatteso di scelte di pianificazione di lungo periodo.

"Le imprese hanno detto chiaramente che le politiche del governo, aumentando il costo del lavoro, le hanno spinte a congelare i piani di assunzione e potrebbero aver accelerato cambiamenti con effetti di lungo periodo sulla creazione di posti di lavoro".

Gli analisti sottolineano anche il possibile impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione giovanile.

Hewson ha aggiunto che "integrare l’IA nelle aziende per aumentare la produttività è un passo positivo, ma per i giovani che già faticano a fare le prime esperienze lavorative l’IA potrebbe ridurre le opportunità di ingresso".

Bce: in Europa l’IA non sta ancora sostituendo i posti di lavoro

L’intelligenza artificiale non ha provocato finora perdite diffuse di posti di lavoro in Europa, ha scritto mercoledì la Banca centrale europea in un post sul suo blog.

Secondo la Bce, le aziende che fanno un uso intensivo dell’IA hanno il 4% di probabilità in più di assumere personale rispetto a quelle che non la utilizzano, e molte hanno aumentato gli organici proprio per implementare gli strumenti di IA ed espandere la produzione.

Pur restando incerti gli effetti di lungo periodo, per ora l’impatto dell’IA sull’occupazione è neutrale o leggermente positivo, ha concluso l’istituto.

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