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Ryanair, utili in netto calo: pesa la multa dell’Autorità antitrust

Un aereo Ryanair in Portogallo
Un aereo Ryanair in Portogallo Diritti d'autore  Armando Franca/AP Photo
Diritti d'autore Armando Franca/AP Photo
Di Andrea Barolini
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La multa comminata nello scorso mese di dicembre dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato italiana, da oltre 255 milioni di euro, ha pesato fortemente sui risultati del terzo trimestre dell’anno fiscale in corso

La compagnia aerea Ryanair ha annunciato un netto calo degli utili nel terzo trimestre dell’anni fiscale, chiuso a dicembre. A pesare sui conti dell’azienda irlandese è stata soprattutto la pesante multa comminata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato italiana.

Utili al netto delle imposte in calo dell'80 per cento, a 30 milioni di euro

L’utile, al netto delle imposte, è risultato pari a 30 milioni di euro, in calo dell’80 per cento rispetto ai 149 milioni dell’anno precedente. Ciò malgrado un aumento del numero di passeggeri - sempre anno su anno, nei tre mesi in questione - che sono passati da un totale di 44,9 milioni a 47,5 milioni.

Il 23 dicembre scorso, la compagnia low cost è stata condannata dall’autorità antitrust al pagamento di una multa pari a 255,7 milioni di euro, per "abuso di posizione dominante" e per aver ostacolato le attività di agenzie di viaggi e intermediari.

La multa dell'Autorità antitrust per abuso di posizione dominante e per aver ostacolato agenzie e intermediari

Secondo l’organismo di controllo, infatti Ryanair ha attuato “una complessa strategia”, finalizzata a "bloccare, ostacolare o rendere più difficile, nonché economicamente o tecnicamente oneroso, l’acquisto dei voli sul sito ryanair.com da parte delle agenzie di viaggio, online e fisiche, in combinazione con voli di altri vettori o con altri servizi turistici e assicurativi”.

Il Garante aveva in particolare spiegato che la compagnia aerea ha operato in tre fasi. Dapprima, ha introdotto il "riconoscimento facciale per gli utilizzatori finali dei biglietti acquistati tramite agenzia sul proprio sito", penalizzando le attività degli intermediari. Poi ha “bloccato in modo totale o intermittente i tentativi di prenotazione da parte delle agenzie di viaggio sul proprio sito (ad esempio, tramite il blocco dei mezzi di pagamento e la cancellazione degli account).

Solo nel 2025 Ryanair ha ripristinato corrette condizioni concorrenziali

Infine, a inizio 2024, “Ryanair ha imposto accordi di partnership alle agenzie di viaggio online” e, in seguito, anche alle agenzie fisiche, “con condizioni limitative della possibilità delle agenzie di offrire il volo Ryanair combinato con altri servizi, utilizzando quale strumento di ‘persuasione’ il blocco intermittente delle prenotazioni e un’aggressiva campagna di comunicazione nei confronti delle agenzie che non sottoscrivevano questi accordi”.

Solo lo scorso anno, la compagnia aerea ha introdotto modifiche tecniche e strategiche che hanno consentito "il ripristino delle corrette condizioni concorrenziali”. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha chiesto d’altra parte all’azienda di Michael O’Leary di cessare tutti i "comportamenti distorsivi della concorrenza”.

La compagnia irlandese resta però ottimista per il prossimo anno fiscale

Nonostante i dati negativi, la compagnia low cost ha indicato in un comunicato una previsione di crescita del traffico nell’anno fiscale 2026 pari al 4 per cento. “Prevediamo - si legge nella nota - di raggiungere i 208 milioni di passeggeri”.

Viene in oltre precisato che i costi sono previsti in aumento soltanto “modesto”, grazie alle consegne di nuovi aeromobili e alla copertura del rischio di fluttuazione dei prezzi dei carburanti che dovrebbero consentire di compensare alcune spese che risulteranno in crescita.

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