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Fmi: crescita mondiale in lieve ripresa, incertezza politica frena eurozona

Fmi: crescita mondiale in lieve ripresa, incertezza politica frena eurozona
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Di Euronews
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Il Fondo Monetario Internazionale rivede lievemente al rialzo le previsioni di crescita per il 2017 a livello mondiale, la prima volta nel giro degli ultimi tre…

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Il Fondo Monetario Internazionale rivede lievemente al rialzo le previsioni di crescita per il 2017 a livello mondiale, la prima volta nel giro degli ultimi tre anni.

Il prodotto interno lordo aumenterà del 3,5%, mentre per il 2018 la previsione resta invariata, +3,6%, grazie alla ripresa degli investimenti, del settore manifatturiero e del commercio.

Il capo-economista Maurice Obstfeld mette anche in guardia da una “possibile guerra commerciale” alimentata da spinte protezionistiche.

“Questo miglioramento dipende innanzitutto dalle buone notizie economiche da Europa e Asia e anche dalle continue aspettative di una crescita più forte quest’anno negli Stati Uniti”, spiega Obstfeld.

+2,3% e +2,5% rispettivamente per quest’anno e il prossimo: l’Fmi resta ottimista su un’accelerazione negli Stati Uniti, approvando di fatto il programma di riduzione delle tasse e di rilancio delle infrastrutture del presidente Trump.

Non suscita preoccupazioni per il momento l’economia britannica: secondo l’Fmi gli effetti negativi della Brexit potrebbero materializzarsi meno velocemente del previsto. E il Regno Unito crescerebbe del 2% nel 2017, una revisione al rialzo di mezzo punto, dell’1,5 l’anno prossimo.

In lieve rialzo la crescita nella zona euro per il 2017, con un potenziale frenato dall’incertezza politica legato alle elezioni in Francia e Germania secondo l’Fmi. Il Pil dei 19 aumenterà dell’1,7%, invariata invece la stima per il 2018.

L’Italia è in fondo alla classifica, con la crescita più debole dei Paesi della zona euro, +0,8 sia nel 2017 che nel 2018, previsioni inferiori a quelle del governo (1,1% e 1,0%).

A look at the growth numbers: world, regions, countries. #WEOhttps://t.co/7bXzSIwMzKpic.twitter.com/qj3hQBFLfb

— IMF (@IMFNews) 18 avril 2017

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