La procura di Asuncion accusa l'ormai ex presidente di irregolarità nella gestione di fondi pubblici depositati presso Ueno Bank. Solo la centrale idroelettrica di Itaipú reclama oltre 163 milioni di dollari depositati presso l'istituto
Un giudice del Paraguay ha disposto sabato la custodia cautelare per l'ex presidente Santiago Peña, indagato per il suo presunto coinvolgimento in irregolarità legate alla banca Ueno Bank e alla gestione di fondi pubblici.
La decisione è stata presa da un giudice per i reati economici dopo un'udienza tenuta ad Asunción, durante la quale Peña ha scelto di non rendere dichiarazioni. L'ex capo di Stato resterà detenuto presso il Regimiento Escolta Presidencial, vale a dire l'unità militare che ha il compito di proteggere le massime autorità del Paraguay.
La Procura accusa Peña di abuso di fiducia e di amministrazione a beneficio personale. L'ex presidente avrebbe partecipato a decisioni sul deposito e il mantenimento di fondi pubblici e previdenziali presso Ueno Bank, un istituto con il cui gruppo imprenditoriale avrebbe mantenuto legami economici.
I pubblici ministeri hanno inoltre chiesto il congelamento dei conti e dei beni. del presidente. Da parte sua, la difesa nega che Peña sia intervenuto nelle operazioni della banca e sostiene che non esista rischio di fuga né di ostacolare l'indagine, secondo quanto riporta il quotidiano paraguaiano 'ABC Color'.
Itaipú reclama oltre 163 milioni di dollari
L'indagine coincide con l'annuncio da parte dell'ente che gestisce la centrale idroelettrica di Itaipú di avere oltre 163 milioni di dollari depositati presso Ueno Bank e di avere già avviato azioni legali per recuperare i fondi.
Il caso ha acceso i riflettori sul rapporto tra la banca privata e la gestione delle risorse pubbliche in Paraguay, mentre la giustizia indaga sulla possibile responsabilità dell'ex capo di Stato.