Hanno fermato la perdita, ma l'inquinamento da petrolio ha colpito quasi 6.600 m² e finora dall’area sono stati rimossi 200 mila litri di olio fuoriuscito.
Una massiccia fuoriuscita di petrolio dalla conduttura danneggiata di Janaf ha provocato un grave inquinamento ambientale nei pressi della località di Prvac. Oltre mezzo milione di litri di greggio è fuoriuscito dall’oleodotto croato di Janaf, dopo che venerdì, durante i lavori di manutenzione, un componente caduto da un mezzo di cantiere ha danneggiato il tubo nel tratto tra Sisak e Slavonski Brod, vicino alla località di Prvca.
Dopo l’incidente del 6 novembre la perdita è stata fermata e finora è stato possibile recuperare quasi 200 mila litri dall’area contaminata. Secondo le informazioni, l’inquinamento avrebbe interessato quasi 6.600 metri quadrati, colpendo soprattutto il suolo e la vegetazione presente. Secondo il gestore, la popolazione e l’approvvigionamento di acqua potabile non sono a rischio. Anche la qualità dell’aria è monitorata costantemente. Non ci sono informazioni sulla dimensione esatta del danno, si legge in un comunicato pubblicato sul sito della compagnia petrolifera (fonte in ceco).
Janaf per il momento non ha comunicato quando il trasporto potrà riprendere.
Secondo le informazioni diffuse dalla compagnia petrolifera croata, la popolazione e l’approvvigionamento di acqua potabile non sono minacciati. L’azienda ha reso noto che l’odore di petrolio è un fenomeno locale, che si attenuerà gradualmente con l’avanzare delle operazioni di bonifica.
Janaf gestisce il sistema croato dell’oleodotto Adria e svolge trasporti anche per il gruppo Mol. La rete si dirama in più direzioni.
L’itinerario verso l’Ungheria è Sisak–Virje–Gola, mentre il tratto attualmente danneggiato corre tra Sisak e Slavonski Brod. Nella documentazione tecnica di Janaf i due segmenti dell’oleodotto sono elencati separatamente. Non è ancora chiaro quale livello di disservizio abbia finora provocato il danno nel trasporto di greggio.