Scaduto lo sconto di 4,9 centesimi sulle accise del gasolio: senza proroga scatta un aumento potenziale di 2,44 euro a pieno. I dati Mimit mostrano prezzi fermi e sotto controllo grazie ai price cap delle compagnie
È scaduto sabato l'ultimo sconto di 4,9 centesimi sulle accise del gasolio, prorogato dal 28 ottobre al 7 novembre. Il provvedimento ministeriale aveva temporaneamente ridotto l'aliquota sul diesel da 672,90 a 632,90 euro per mille litri. La misura ha potuto contare su una copertura finanziaria complessiva di 38,7 milioni di euro, garantita dall'extragettito Iva registrato nel mese di settembre.
Nessun segnale di rinnovo è giunto dalla Gazzetta Ufficiale pubblicata sabato, dove non compare alcuna proroga del taglio. Con la fine dell'agevolazione fiscale decisa dal governo Meloni per contenere i costi, le accise tornano a salire. L'impatto stimato dall'associazione per i consumatori Adusbef equivale a un incremento di 4,88 centesimi al litro comprensivi di Iva, traducendosi in un maggior costo di 2,44 euro su un pieno di 50 litri.
Prezzi di benzina e gasolio fermi, riporta il ministero delle Imprese e del Made in Italy
A dispetto dello stop ai tagli, i prezzi praticati alla pompa sono rimasti temporaneamente fermi, senza registrare rialzi immediati. I dati più recenti dell'osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy rilevano prezzi medi in modalità self-service pari a 2,000 euro al litro per la benzina e 2,223 euro per il gasolio sulla rete stradale nazionale. Lungo la rete autostradale si attestano invece a 2,029 euro per la benzina e 2,277 euro per il gasolio.
Il ministero sottolinea come l'adesione delle principali compagnie a un price cap stia mantenendo i listini medi sotto la soglia dei 2 euro per la benzina e dei 2,20 euro per il diesel su gran parte della rete. Parallelamente, il recente calo delle quotazioni del greggio potrebbe attutire gli effetti negativi dello stop fiscale. Il presidente di Adusbef, Antonio Tanza, ha infatti evidenziato una discesa del Brent del 16,2% rispetto ai picchi di oltre 117 dollari registrati a fine ottobre.
Secondo l'associazione dei consumatori, la contrazione del prezzo del petrolio apre uno spiraglio concreto per un'ulteriore riduzione dei listini da parte dei marchi di distribuzione. Anche in assenza di un intervento statale sulle accise, la combinazione tra le ultime rilevazioni ministeriali e la discesa delle quotazioni internazionali potrebbe spingere i grandi operatori del settore ad applicare nuovi sconti al consumo.