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Paraguay: destituito il presidente Santiago Peña, è ai domiciliari per il crac di Ueno Bank

ARCHIVIO: Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, saluta durante la sua cerimonia di insediamento ad Asunción il 15 agosto 2023. (Foto AP/Jorge Saenz, archivio).
ARCHIVIO: Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, saluta durante la sua cerimonia di insediamento ad Asunción, Paraguay, il 15 agosto 2023. (Foto AP/Jorge Saenz, archivio). -  Diritti d'autore  Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved
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Di Christina Thykjaer Agenzie: AP
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Il Senato del Paraguay ha approvato all'unanimità la destituzione del presidente, accusato di irregolarità legate alla banca Ueno. Peña è agli arresti domiciliari mentre migliaia di cittadini chiedono la restituzione dei loro risparmi

Santiago Peña è stato destituito questo venerdì dalla carica di presidente del Paraguay ed è stato posto agli arresti domiciliari per sospetti di lesione di fiducia, traffico di influenze e altri reati legati al collasso della banca Ueno, il cui commissariamento ha lasciato milioni di cittadini senza accesso ai propri risparmi.

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I 44 senatori presenti hanno votato a favore della sua destituzione per cattivo esercizio delle sue funzioni. Peña è diventato così il secondo presidente paraguayano rimosso tramite un giudizio politico dalla fine della dittatura di Alfredo Stroessner nel 1989. La decisione ha provocato festeggiamenti davanti al Congresso, dove migliaia di manifestanti chiedevano responsabilità per la crisi finanziaria.

Le autorità hanno ordinato che Peña rimanesse nella sua residenza di Asunción fino alla comparizione davanti alla procura. L’ormai ex presidente deve affrontare accuse che potrebbero comportare pene fino a dieci anni di carcere. I legislatori lo accusano di aver presumibilmente utilizzato la sua influenza politica per indirizzare centinaia di milioni di dollari di fondi pubblici verso Ueno, mentre i regolatori ignoravano operazioni finanziarie ad alto rischio. Peña nega di aver commesso irregolarità.

La procura ha ordinato anche l’arresto di Carlos Carvallo, ex responsabile della finanziaria che ha dato origine a Ueno e nominato presidente della Banca Centrale da Peña nel 2023. Dopo la destituzione, il vicepresidente Pedro Alliana ha assunto la presidenza del Paraguay per completare il mandato fino ad agosto 2028. Alliana è anch’egli indagato per i suoi possibili legami con la banca.

Crisi della banca Ueno: milioni di paraguaiani colpiti

Il commissariamento della banca Ueno ha impedito ai clienti di prelevare contanti, accedere ai propri risparmi o usare le carte bancarie. L’istituto aveva registrato una crescita rapida grazie a una strategia rivolta ai settori a basso reddito e alle persone che in precedenza non avevano accesso al sistema finanziario. Secondo la stessa banca, oltre un milione di paraguaiani vi hanno aperto il loro primo conto.

Le conseguenze hanno colpito anche l’occupazione e le finanze pubbliche. Una applicazione di trasporto ha sospeso le sue operazioni, lasciando senza lavoro 3.000 autisti, mentre 21 milioni di dollari destinati a opere pubbliche sono rimasti bloccati. La crisi ha provocato inoltre perdite sui bond paraguaiani e un deprezzamento del guaraní rispetto al dollaro.

Manifestanti protestano davanti alla residenza del presidente destituito del Paraguay, Santiago Peña. 6 novembre 2026.
Manifestanti protestano davanti alla residenza del presidente destituito del Paraguay, Santiago Peña. 6 novembre 2026. Foto AP/Jorge Saenz

Quando recupereranno il loro denaro i clienti di Ueno?

Alcuni risparmiatori hanno iniziato a riottenere i propri fondi, inizialmente quelli con depositi fino a 10 milioni di guaraní, pari a circa 1.500 dollari (circa 1.300 euro).

La Banca Centrale assicura che i depositi sono garantiti fino a circa 35.000 dollari, una copertura che riguarda il 97% dei clienti. Sostiene inoltre che si tratta di un caso isolato e che il sistema finanziario resta stabile.

Parallelamente, 27 persone sono state incriminate per presunti reati finanziari, tra cui Miguel Vázquez, fondatore ed ex amministratore delegato di Ueno, attualmente in detenzione preventiva.

I legami di Santiago Peña con la banca Ueno

In pochi anni Ueno è passata da essere un istituto poco conosciuto a diventare una delle principali banche del Paraguay, grazie a oltre 800 milioni di dollari di fondi pubblici.

Le accuse contro Peña comprendono la sua precedente partecipazione azionaria nella società madre della banca, la nomina di Carvallo alla guida della Banca Centrale e l’autorizzazione di depositi per 355 milioni di dollari provenienti dal fondo statale delle pensioni, presumibilmente oltre i limiti legali.

Secondo gli analisti, questi legami politici hanno contribuito a proteggere l’istituto da una supervisione più rigorosa.

Horacio Cartes e la caduta politica di Santiago Peña

La destituzione è stata segnata anche dalla rottura tra Peña e il suo ex mentore, l’ex presidente Horacio Cartes, leader del Partido Colorado. Cartes aveva promosso la carriera politica di Peña, ma le tensioni sono aumentate quando il capo dello Stato ha cercato di costruire una propria base di potere.

A settembre, senatori vicini a Cartes hanno iniziato a mettere in discussione le operazioni finanziarie di Ueno. Dopo il collasso della banca, l’ex presidente ha ritirato il suo sostegno a Peña e ha chiesto pubblicamente la sua destituzione. Andrew Nickson, esperto di Paraguay dell’Università di Birmingham, ha dichiarato ad AP: "Cartes ha messo l’ultimo chiodo sulla bara".

La caduta di Peña lascia il Paraguay in una profonda crisi istituzionale ed economica, con un nuovo governo costretto a riconquistare la fiducia dei cittadini, garantire i risparmi e chiarire le responsabilità per il collasso bancario.

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