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Serbia, chi è Ilija Srdanović: il cardiologo che potrebbe diventare il nuovo premier

Il leader della Students' List, Ilija Srdanovic, aspetta di votare alle elezioni parlamentari a Novi Sad, Serbia, domenica 25 ottobre 2026.
Ilija Srdanovic, leader della Students' List, attende di esprimere il suo voto alle elezioni parlamentari a Novi Sad, in Serbia, domenica 25 ottobre 2026. -  Diritti d'autore  AP Photo/ Armin Durgut
Diritti d'autore AP Photo/ Armin Durgut
Di Luca Bertuzzi & Ljubiša Ivanović
Pubblicato il
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Dalle proteste contro Vučić alla vittoria elettorale della Student List: chi è Ilija Srdanović, il cardiologo diventato il volto internazionale del cambiamento in Serbia

Fino a due anni fa era un professore universitario poco conosciuto, lontano dai riflettori della politica. Oggi è l'uomo che i leader europei cercano per primo quando vogliono parlare con la nuova forza politica che ha conquistato la Serbia. Ilija Srdanović, 56 anni, cardiologo e docente all'Università di Novi Sad, è diventato il volto internazionale della Student List, il movimento nato dalle proteste studentesche che ha appena messo fine a 14 anni di dominio del Partito progressista serbo (SNS) di Aleksandar Vučić. E potrebbe diventare il prossimo primo ministro.

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L'ultimo riconoscimento è arrivato lunedì dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha annunciato su X di aver avuto una conversazione con Srdanović, definendolo il capo della Student List. "Gli ho ribadito l'amicizia della Francia verso la Serbia e la nostra determinazione a continuare a sostenerla nel suo percorso europeo", ha scritto il capo dell'Eliseo.

La telefonata di Macron si aggiunge a una serie di contatti internazionali avviati dopo le elezioni del 25 ottobre. Tra i leader che si sono congratulati con il movimento figurano il presidente del Consiglio europeo António Costa, il primo ministro croato Andrej Plenković, il premier ungherese Péter Magyar, il capo del governo della Macedonia del Nord Hristijan Mickoski e la commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos. In molti casi, il principale interlocutore è stato proprio Srdanović.

La Student List ha conquistato 140 seggi su 250, ottenendo la maggioranza assoluta in Parlamento e la possibilità di formare un governo senza alleati. Un risultato che ha ribaltato gli equilibri politici del Paese dopo oltre un decennio di predominio dell'SNS.

Dalle proteste di Novi Sad alla scena politica

Nato a Novi Sad e cresciuto a Vrbas, Srdanović lavora dal 1997 all'Istituto per le Malattie Cardiovascolari della Vojvodina, a Sremska Kamenica, e insegna alla Facoltà di Medicina dell'Università di Novi Sad.

La sua ascesa politica è legata alla tragedia del 1° novembre 2024, quando il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad provocò la morte di 16 persone. Il disastro innescò un'ondata di proteste che si trasformò rapidamente in una contestazione più ampia del sistema di potere costruito da Vučić e dal suo partito.

Per molti manifestanti, la tragedia è diventata il simbolo della corruzione, della mancanza di responsabilità delle istituzioni e della concentrazione del potere nelle mani dell'SNS. Srdanović si è progressivamente affermato come una delle voci più critiche nei confronti del presidente, contestando in particolare la repressione delle manifestazioni da parte della polizia e le interferenze nell'autonomia delle università.

"Coloro che non sono consapevoli che questa ondata inarrestabile è presente oggi nella società e non riescono a capirla, purtroppo, non sono all'altezza del tempo in cui vivono e non servono questo momento storico", aveva dichiarato al quotidiano serbo Nova nel settembre 2025.

Due mesi prima delle elezioni era stato scelto per guidare la lista dei 250 candidati del movimento, diventando uno dei personaggi pubblici più riconoscibili del Paese.

L'Europa, la Russia e il nodo Kosovo

Sul piano internazionale, Srdanović ha indicato con chiarezza alcune delle priorità della Student List: adesione all'Unione europea, lotta alla corruzione, indipendenza della magistratura e libertà dei media. "Rimaniamo impegnati nell'integrazione europea", ha dichiarato a Radio Free Europe in un'intervista pubblicata il 27 ottobre.

Ma il rapporto con Bruxelles potrebbe rivelarsi più complesso di quanto suggerisca questa apertura. La Student List è infatti un movimento eterogeneo, nato dall'incontro di sensibilità politiche molto diverse, dalla sinistra radicale rappresentata dal sociologo Jovo Bakić fino a posizioni più conservatrici. A tenerle insieme non è un programma ideologico condiviso, ma soprattutto l'opposizione a Vučić e la richiesta di un cambiamento istituzionale.

Durante la campagna elettorale, inoltre, i temi interni hanno dominato il dibattito, lasciando in secondo piano la politica estera. Srdanović ha annunciato che migliorare le relazioni con i Paesi vicini sarà una priorità, ma su alcune questioni strategiche la posizione di Belgrado potrebbe restare distante da quella europea.

Il nodo più delicato per Bruxelles riguarda la Russia. La Serbia continua a non allinearsi alle sanzioni europee contro Mosca, una scelta che trova sostegno in una parte significativa dell'opinione pubblica. Nella memoria collettiva serba restano infatti le conseguenze delle sanzioni occidentali contro il regime di Slobodan Milošević.

Un altro dossier irrisolto è quello del Kosovo. Il primo ministro albanese Edi Rama ha dichiarato a Euronews che la Student List non è disponibile a discutere il riconoscimento dell'indipendenza di Pristina e che, su questo fronte, "la musica a Belgrado non cambierà".

Srdanović ha sostenuto la necessità di proseguire il dialogo con il Kosovo, ma ha anche lasciato aperta la possibilità di rivedere gli accordi già raggiunti. Una posizione che non chiarisce ancora quale sarà l'approccio del futuro governo.

Un movimento senza leader cerca il suo premier

Nonostante la crescente visibilità internazionale, Srdanović non è ancora il leader indiscusso della Student List. Il movimento ha mantenuto per circa due anni una struttura decisionale collegiale, senza una figura di riferimento ufficiale e con una strategia di comunicazione che ha volutamente evitato di personalizzare le proteste.

La sua candidatura alla guida della lista, del resto, non era scontata. Secondo quanto riportato dal settimanale di Belgrado Vreme, il primo posto sarebbe stato inizialmente destinato al rettore dell'Università di Belgrado, Vladan Djokić, prima che una maggioranza risicata del plenum studentesco lo escludesse.

Tra le altre personalità che potrebbero aspirare alla guida del governo figurano Dejan Šoškić, ex governatore della Banca nazionale serba, e Radomir Saičić, professore universitario. Il presidente montenegrino Jakov Milatović ha avuto colloqui con entrambi, oltre che con Srdanović.

Lo stesso cardiologo ha ammesso di essere disponibile a candidarsi alla carica di primo ministro. Nell'intervista a Radio Free Europe ha però ribadito che la Student List non ha un unico leader e che le decisioni sulle candidature e sulla composizione del governo spetteranno collettivamente ai suoi rappresentanti.

Non è ancora chiaro, quindi, se Srdanović riuscirà a trasformare il suo ruolo di interlocutore privilegiato con le capitali europee in una leadership politica effettiva.

Anche il primo incontro di alto livello tra la Student List e la Commissione europea, avvenuto lunedì a Bruxelles con la commissaria Marta Kos, riflette questa fase di transizione. Euronews può confermare che Srdanović non faceva parte della delegazione di quattro persone ricevuta dalla commissaria. La riunione, non annunciata in anticipo, non è stata accompagnata dalla pubblicazione dei nomi dei partecipanti.

La cautela di Bruxelles è legata anche al fatto che i componenti della delegazione non sono ancora parlamentari e che l'establishment guidato da Vučić resta formalmente al potere. La Commissione elettorale serba ha infatti annunciato i risultati definitivi soltanto giovedì, facendo scattare i termini per la convocazione del nuovo Parlamento e la formazione del governo.

Per Srdanović si apre così una fase decisiva. Dopo essere diventato il volto internazionale di un movimento che ha conquistato la maggioranza parlamentare senza avere un leader riconosciuto, dovrà convincere i suoi stessi compagni che è la persona giusta per guidare il Paese. La sua candidatura a premier è sul tavolo, ma resta da capire se la Serbia avrà un nuovo leader politico o se il cardiologo continuerà a essere, almeno per il momento, soprattutto il volto più riconoscibile della svolta studentesca.

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