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Il Vertice iberoamericano di Madrid si chiude tra assenze, scontri e la visita di Zelensky

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Foto di famiglia prima della plenaria del Vertice Iberoamericano, tenutosi a Madrid il 5 novembre 2026.
Foto di famiglia prima della plenaria del Vertice iberoamericano, svoltosi a Madrid il 5 novembre 2026. -  Diritti d'autore  Pool EFE/Javier Lizón
Diritti d'autore Pool EFE/Javier Lizón
Di Rafael Salido
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Il summit ha riunito rappresentanti di 22 Paesi dalle forti divergenze politiche. Milei protagonista. Grandi assenti Lula, Sheinbaum e Delcy Rodríguez. Nonostante le differenze, il Vertice si conclude puntando sul dialogo

Si è concluso il trentesimo Vertice iberoamericano, che giovedì ha riunito a Madrid i rappresentanti dei 22 Paesi che compongono la comunità. L'incontro è stato segnato dalle assenze di alcuni dei suoi principali leader, dai contrasti politici tra i partecipanti e da una visita inattesa: quella del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

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L'incontro, che celebra i 35 anni di storia del summit, si svolge in un contesto di differenze ideologiche e diplomatiche che ha complicato la ricerca di una posizione comune su alcuni dei principali temi dell'agenda internazionale.

Nel suo discorso di chiusura, il re Felipe VI, che in mattinata aveva chiesto ai partecipanti di attenersi a uno stesso "spartito", ha difeso il valore della cooperazione tra i Paesi iberoamericani in uno scenario internazionale segnato da rivalità e divisioni. "Siamo il contrappunto a un tempo geopolitico segnato dai fronti, dai blocchi, dalla rivalità e dalla competizione", ha affermato.

Il monarca, ritenendo che lo spirito dei vertici esca rafforzato da Madrid, ha sottolineato gli accordi raggiunti, tra cui la Strategia di Cooperazione 2027-2030, l'Alleanza per l'Intelligenza Artificiale, la Rete di Gestione Integrale del Rischio, la Carta sulla Mobilità Accademica e la Carta delle Cure.

In termini analoghi si è espresso il segretario iberoamericano, Andrés Allamand, dopo la chiusura dell'incontro, affermando che "se si dovesse definire con un solo concetto questo Vertice, questo è il vertice della riaffermazione". "Quello che fanno i Paesi è fare un passo avanti nella cooperazione e si impegnano a portare avanti quattro obiettivi, quattro iniziative, che sono tra le più incisive che la comunità iberoamericana si sia posta".

Da parte sua, durante la plenaria, il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha difeso il dialogo, la cooperazione e la pace di fronte a chi punta sul "ripiegamento e l'unilateralismo". Tuttavia, le differenze tra i presenti sono apparse evidenti fin dall'inizio dell'appuntamento.

Il vertice si è chiuso con il passaggio della segreteria pro tempore all'Honduras, che assumerà per la prima volta questa responsabilità fino al prossimo vertice, previsto per il 2028. Il suo presidente, Nasry Asfura, ha ricevuto il testimone dalle mani di Felipe VI. È stato inoltre deciso che il Portogallo ospiterà il successivo vertice, nel 2030.

Zelensky punta il dito contro la Russia

La sorpresa del vertice è stata l'arrivo a Madrid del presidente Zelensky, il cui viaggio è stato tenuto segreto per motivi di sicurezza fino all'atterraggio del suo aereo nella capitale spagnola mercoledì.

La visita del capo di Stato ucraino ha aggiunto una dimensione internazionale al vertice. Zelensky ha accusato la Russia di aver iniziato a mandare a combattere nelle sue fila alcuni dei minori che erano stati trasferiti in territorio russo all'inizio dell'invasione del 2022.

"Ora stiamo vedendo che la Russia ha iniziato a mandare alcuni di questi bambini, bambini che ci hanno rubato e che ora sono cresciuti, e li ha arruolati nell'esercito russo. Questo è perverso e deve finire", ha denunciato. Zelensky ha stimato in decine di migliaia i minori ucraini sequestrati e ha chiesto che la comunità internazionale venga a conoscenza di quanto sta accadendo.

In una conferenza stampa successiva alla chiusura del vertice, il premier spagnolo ha ribadito il "sostegno" della Spagna e dell'Unione europea a Kiev e ha lanciato un appello a non dimenticare il perché del conflitto, esprimendo il suo rifiuto di "equiparare l'aggredito con l'aggressore".

"Prima della guerra, e neppure dopo, l'Ucraina non ha mai rappresentato una minaccia per la sicurezza e l'integrità territoriale della Russia", ha sostenuto Sánchez. "Pertanto, devono esserci altre ragioni", ha aggiunto, assicurando che uno degli obiettivi del Cremlino è "indebolire" il "progetto comune" rappresentato dall'Unione europea.

L'agenda ha incluso incontri bilaterali con Sánchez e Felipe VI, oltre a una riunione con diversi rappresentanti internazionali giunti a Madrid, tra cui il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, e il presidente del Consiglio europeo, António Costa.

Il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, insieme al segretario generale iberoamericano, Andrés Allamand, in conferenza stampa, il 5 novembre 2026.
Il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, insieme al segretario generale iberoamericano, Andrés Allamand, in conferenza stampa, il 5 novembre 2026. Euronews / Rafael Salido

Assenze di rilievo e aspri contrasti

La partecipazione dei capi di Stato e di governo è stata condizionata da assenze importanti. Tra i leader che non si sono recati a Madrid figurano il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, la presidente messicana, Claudia Sheinbaum, e la presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez. Queste assenze, soprattutto quelle dei leader di Brasile e Messico, hanno lasciato Sánchez come principale leader progressista al Vertice.

Giovedì, il ministro degli Affari esteri, José Manuel Albares, aveva minimizzato queste assenze, assicurando che chi non ha partecipato al vertice o non è solito effettuare viaggi ufficiali all'estero oppure è in questi giorni concentrato su questioni interne, come nel caso di Lula, che è stato appena rieletto presidente del Brasile.

Al contrario, il presidente argentino, Javier Milei, è stato protagonista di uno dei momenti di maggiore tensione politica della giornata. Il capo di Stato, che mercoledì non ha partecipato né alla cerimonia inaugurale al Teatro Real né alla cena di gala al Palazzo Reale, ha preso parte giovedì alla sessione plenaria dopo essersi incontrato con il leader del partito di estrema destra Vox, Santiago Abascal.

Nel suo intervento, Milei ha attaccato il socialismo, che ha equiparato al fascismo, e ha esortato i dirigenti iberoamericani a opporsi alle agende progressiste. "Il socialismo è fascista in politica e il fascismo è socialista in economia", ha affermato.

Più tardi, tuttavia, lo stesso Sánchez ha cercato di ridimensionare le parole del suo omologo argentino e ha ringraziato Milei per il suo "sforzo" nel partecipare al Vertice, nonostante le loro differenze ideologiche, pur manifestando il suo rifiuto per i toni usati dal presidente argentino.

"L'insulto non rientra nel mio modo di intendere né di fare politica", ha assicurato in conferenza stampa, in cui era affiancato dal presidente dell'Honduras, Nasry Asfura, e dal segretario generale iberoamericano, Allamand. "Ritengo che, pur avendo idee diverse, il rispetto per la verità e il rispetto, naturalmente, per il modo di fare politica siano fondamentali".

Raggiunti degli accordi nonostante le divergenze

Nonostante le differenze politiche, gli organizzatori del vertice hanno chiuso la riunione con una dichiarazione consensuale che mirava a evitare il tipo di controversie che avevano impedito di raggiungere un testo comune nella precedente edizione, celebrata nel 2024 a Cuenca (Ecuador).

Uno dei temi più delicati resta il blocco statunitense contro Cuba. La questione ha nuovamente diviso i partecipanti, dopo che i ministri degli Esteri di Brasile, Cuba, Messico, Uruguay e Nicaragua hanno condannato le misure di Washington contro l'isola. Per facilitare l'accordo tra i 22 Paesi, il testo finale di Madrid evita di menzionare espressamente il blocco.

Al di là delle differenze diplomatiche, la Dichiarazione di Madrid include quattro grandi accordi per rafforzare la cooperazione tra i Paesi iberoamericani, con impegni in materia di sviluppo sostenibile, prevenzione dei disastri, intelligenza artificiale e mobilità accademica.

Il primo accordo prevede di promuovere una cooperazione iberoamericana più strategica, concertata ed efficace, ispirata ai principi della cooperazione Sud-Sud e della cooperazione triangolare. Il documento punta a rafforzare l'impegno degli Stati e a promuovere alleanze tra i diversi attori, nel rispetto delle priorità nazionali.

In questo senso, i Paesi hanno approvato anche una nuova Strategia della Cooperazione Iberoamericana, i cui obiettivi includono promuovere l'istruzione, la cultura, la conoscenza e l'innovazione, favorire l'uguaglianza e la coesione sociale, avanzare nella sostenibilità ambientale, rafforzare la democrazia e lo Stato di diritto e spingere la trasformazione produttiva.

Un altro degli accordi è la creazione della Rete Iberoamericana di Riduzione del Rischio di Disastri e Protezione Civile, destinata a rafforzare le capacità di prevenzione, anticipazione e risposta alle emergenze. Tra i suoi strumenti figurano un sistema di allerta precoce multirischio e un meccanismo regionale di cooperazione per rispondere ai disastri, sostenuto da un fondo fiduciario.

La dichiarazione prevede inoltre la creazione dell'Alleanza Iberoamericana per l'Intelligenza Artificiale, che sarà coordinata dalla Segreteria Generale Iberoamericana. L'iniziativa intende rafforzare la sovranità tecnologica e culturale della regione, in linea con la Carta Iberoamericana di Principi e Diritti negli Ambienti Digitali. L'adesione dei Paesi sarà volontaria e la sua applicazione, graduale e complementare.

Infine, i capi di Stato e di governo hanno adottato la Carta Iberoamericana della Mobilità Accademica, il cui obiettivo è facilitare l'accesso alle istituzioni di istruzione superiore di altri Paesi della regione. L'accordo prevede meccanismi per favorire lo scambio temporaneo di studenti, il trasferimento dei fascicoli accademici, i doppi titoli e gli studi post-laurea, sempre in conformità con le legislazioni e le capacità nazionali.

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