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Maiorca abbandona il carbone, Spagna in boom rinnovabili ma fatica a elettrificarsi

Veduta aerea del porto di Alcudia a Maiorca, con la centrale elettrica di Es Murterar.
Veduta aerea del porto di Alcudia, a Maiorca, con la centrale elettrica di Es Murterar -  Diritti d'autore  Farid Asrov via Unsplash
Diritti d'autore Farid Asrov via Unsplash
Di Liam Gilliver
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È stata concessa l'autorizzazione a chiudere definitivamente le ultime unità a carbone di Maiorca, segnando l'inizio di una nuova era per l'isola.

Maiorca dice addio al carbone per sempre, mentre la Spagna continua a raccogliere i frutti del boom delle energie rinnovabili.

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È stata concessa l'autorizzazione alla chiusura definitiva delle unità a carbone tre e quattro della centrale di Es Murterar ad Alcudia, nel nord dell'isola.

Endesa, la maggiore società elettrica della Spagna, afferma che la decisione non comprometterà la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, ma che continuerà a gestire due turbine a gas nel sito.

Maiorca chiude l'impianto a carbone con quattro anni di anticipo

La chiusura, che il governo regionale considera un passo avanti nella decarbonizzazione della regione, arriva con quattro anni di anticipo rispetto al calendario.

“La scommessa del Paese sulle rinnovabili sta dando i suoi frutti”, afferma l'organizzazione non profit Beyond Fossil Fuels, con sede in Germania.

“Eliminando gradualmente il carbone ed espandendo il solare invece di puntare sul gas, la Spagna ha reso le bollette energetiche meno vulnerabili alla crisi del gas rispetto alla maggior parte dei Paesi europei.”

L'annuncio arriva mentre l'Agenzia internazionale per l'energia (IEA (fonte in inglese)) pubblica un rapporto che mette in evidenza come la rapida espansione dell'energia rinnovabile in Spagna abbia “rafforzato la sicurezza energetica e la competitività, riducendo al tempo stesso i costi di importazione dei combustibili”.

Le rinnovabili fanno risparmiare miliardi alla Spagna, ma resta un ostacolo

Tra il 2011 e il 2024 la Spagna ha risparmiato 26 miliardi di dollari (circa €23,27 miliardi) sui costi legati alle importazioni di gas naturale, un risultato attribuito in gran parte allo sviluppo di solare ed eolico.

La capacità del Paese di produrre elettricità da fonti rinnovabili è più che raddoppiata, arrivando a 119 gigawatt (GW) nell'ultimo decennio, mentre le emissioni di gas serra sono diminuite di un quinto.

Secondo il think tank energetico Ember, nel 2025 il solare ha rappresentato il 21,9 per cento della produzione elettrica della Spagna, mentre l'eolico ha coperto il 20,4 per cento del suo mix elettrico.

Il carbone, spesso definito la forma di energia più inquinante, ha rappresentato solo lo 0,9 per cento della produzione elettrica lo scorso anno, mentre il gas ha coperto il 21,5 per cento.

Mentre la quota crescente di energia rinnovabile in Spagna contribuisce a ridurre i prezzi all'ingrosso dell'elettricità e la sua esposizione ai combustibili importati, l'elettricità rappresenta solo il 25 per cento del consumo finale di energia.

È ben al di sotto dell'obiettivo del Paese di arrivare al 35 per cento entro il 2030, un traguardo ribadito da Türkiye in vista del vertice climatico ONU COP31.

“La diffusione dei veicoli elettrici (EV) è relativamente limitata, in particolare per le flotte aziendali, mentre il riscaldamento alimentato da combustibili fossili resta molto diffuso e l'industria deve affrontare elevati costi di investimento iniziali”, si legge nel rapporto.

Una combinazione di tasse, imposte e oneri di rete mantiene elevati i prezzi dell'elettricità per gli utenti finali, mentre i combustibili fossili in Spagna sono soggetti a oneri relativamente più bassi.

Tuttavia il rapporto rileva che la Spagna sta adottando misure per affrontare la situazione, tra cui l'abolizione nel 2026 della tassa sulla produzione di elettricità.

“Un ulteriore riequilibrio della dinamica dei prezzi dell'energia a livello nazionale, proteggendo al tempo stesso i consumatori vulnerabili, potrebbe rafforzare gli incentivi per famiglie e imprese a elettrificare e aiutare l'industria a cogliere i vantaggi competitivi dell'energia rinnovabile”, aggiunge il rapporto.

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