Le denunce di detenzione illegale e torture in un edificio della Guardia nazionale vicino a Kiev sono diventate virali. Gli inquirenti ucraini sospettano che i disordini seguiti siano stati organizzati per rapire un militare
Il Servizio di sicurezza ucraino (SBU) ha identificato circa 100 persone sospettate di aver partecipato ai disordini scoppiati lunedì davanti a un edificio utilizzato dalla Guardia nazionale a Petropavlivska Borshchahivka, sobborgo di Kiev. Secondo gli investigatori, gli scontri potrebbero essere stati organizzati con l'obiettivo di rapire un militare che aveva abbandonato la propria unità senza autorizzazione.
Il vice capo dell'SBU, Ivan Rudnytskyi, ha dichiarato martedì che sono in corso perquisizioni nelle abitazioni di alcune delle persone identificate. Gli inquirenti stanno valutando eventuali fermi e l'apertura di procedimenti penali. Almeno una donna è già stata arrestata.
Gli incidenti sono iniziati il 2 novembre, quando circa 100 persone si sono radunate davanti a una proprietà privata in seguito alla diffusione sui social media di accuse secondo cui decine di uomini sarebbero stati trattenuti contro la loro volontà nel seminterrato dell'edificio.
Alcuni post avevano descritto la struttura come una "casa degli orrori", sostenendo che i militari ospitati al suo interno fossero sottoposti a torture.
Successivamente è emerso che la proprietà veniva utilizzata per alloggiare personale della Guardia nazionale, compresi militari che erano rientrati dopo aver lasciato le proprie unità senza autorizzazione.
La protesta è degenerata in uno scontro con le forze dell'ordine. Secondo l'Ufficio statale di indagine ucraino, durante i disordini sono stati esplosi colpi d'arma da fuoco e alcuni veicoli della polizia sono stati danneggiati.
Sul posto sono arrivati lunedì sera anche il comandante della Guardia nazionale, Oleksandr Pivnenko, e il capo dell'Ufficio del presidente, Kyrylo Budanov.
Quest'ultimo ha dichiarato martedì che è ormai accertato che gli eventi non siano avvenuti senza influenze esterne. "Le specifiche persone e gli ideatori di questi eventi saranno senza dubbio identificati e puniti", ha affermato, annunciando l'avvio di un'indagine da parte dell'Ufficio del procuratore generale e delle autorità competenti.
I dubbi sull'ambulanza e sulle accuse di tortura
Tra le persone che hanno contribuito a diffondere le accuse sui presunti abusi c'era anche una donna arrivata sul posto a bordo di un'ambulanza, presentandosi come operatrice sanitaria.
Un'inchiesta del media ucraino Slidstvo.Info ha però sollevato dubbi sulla sua identità e sull'attività del mezzo. La clinica Med-Prestige, che la donna sosteneva di rappresentare, ha cessato le attività nel 2023. Il proprietario ha inoltre dichiarato al sito che l'ambulanza era stata venduta nel 2024, con l'obbligo per gli acquirenti di rimuovere il marchio della società.
Secondo Rudnytskyi, gli investigatori ritengono che i disordini siano stati deliberatamente organizzati per rapire un militare della Guardia nazionale, precedentemente allontanatosi senza autorizzazione dalla propria unità e successivamente fermato.
L'SBU ha aperto procedimenti penali per ostacolo alle legittime attività delle forze armate e divulgazione non autorizzata di informazioni relative a installazioni militari. Anche l'indagine sui disordini di massa, inizialmente affidata alla Polizia nazionale, è stata incorporata nel procedimento.
Un'indagine separata sulle condizioni dei militari
Parallelamente, le autorità stanno verificando anche le accuse relative al trattamento riservato ai militari ospitati nell'edificio.
Il ministro dell'Interno, Ivan Vyhivskyi, ha respinto le ricostruzioni secondo cui la proprietà sarebbe stata utilizzata come luogo di tortura. L'Ufficio statale di indagine ha tuttavia avviato un procedimento separato per possibili abusi di autorità da parte di ufficiali militari.
Gli investigatori stanno esaminando le condizioni in cui i militari erano alloggiati, le eventuali pressioni esercitate nei loro confronti e il comportamento delle persone coinvolte negli scontri. Quattro militari sono stati trasferiti in ospedale.
Anche l'Ufficio del difensore civico militare ha avviato verifiche per ricostruire come i militari siano arrivati nella struttura, concentrandosi anche sulle visite mediche effettuate e sulla loro idoneità al servizio.
L'Ufficio statale di indagine ha invitato alla cautela di fronte alle numerose versioni dell'accaduto circolate online, alcune delle quali prive di riscontri sufficienti. Tutte le segnalazioni relative a possibili violazioni dei diritti umani, ha assicurato, saranno esaminate.
Lo Stato maggiore ucraino ha chiesto un'indagine imparziale, sottolineando la necessità di accertare eventuali comportamenti scorretti da parte del personale militare, ma anche di proteggere i soldati da minacce e azioni illegali.
Il rientro in servizio dei militari che hanno lasciato le proprie unità senza autorizzazione, ha aggiunto, deve avvenire nel rispetto della legge e della dignità umana.
Restano quindi aperti due filoni d'indagine: quello sui disordini e sul presunto tentativo di rapimento e quello sulle possibili irregolarità nel trattamento dei militari alloggiati nella proprietà.