Nelle principali città italiane cominciano le occupazioni degli istituti scolastici. Venerdì uno sciopero studentesco nazionale porterà in piazza i motivi delle rivendicazioni contro carovita, guerra, razzismo e repressione. Valditara: "Non è con le occupazioni che si risolvono i problemi"
Continuano ad aumentare di giorno in giorno le proteste di studenti e studentesse così come il numero degli istituti italiani interessati da una “mobilitazione permanente” che guarda come esempio alle più recenti proteste francesi contro “razzismo, guerra e scuola-caserma”. Si parla di diritto allo studio, il definanziamento della scuola pubblica e le condizioni del tutto inadeguate di tante strutture. Venerdì 16 ottobre è prevista una giornata di sciopero studentesco.
I video e i comunicati sui social delle scuole di Torino, partita il 5 ottobre con le occupazioni in anticipo rispetto alle altre città, stanno girando in tutta Italia.
Rimini, Lecce, Genova, Roma e Bologna hanno risposto alla scia di mobilitazione partita da Torino e collegata alla Francia. Diversi istituti tra le decine di scuole occupate hanno organizzato chiamate con i colleghi studenti francesi. In alcune scuole di Roma e Torino sono stati denunciati atti vandalici.
Il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha espresso il suo dissenso. "Non è con le occupazioni che si risolvono i problemi", ha detto a Novegro, in provincia di Milano, per il Salone dello Studente e del Prof.
"Martedì ho incontrato i rappresentanti delle consulte studentesche che sono le legittime rappresentanze degli studenti che sono stati eletti da tutti gli studenti italiani. Con loro si è avviato un dialogo molto positivo", ha spiegato il ministro ribadendo poi: "Io credo che violare la legge sia sempre negativo".