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Vertice a Milano per analizzare e prevenire gli scontri di piazza: da sabato 500 militari e droni in città

Carabinieri officers talk to people in Duomo square, Milan, Italy, a day after rioters clashed with police, looted stores and set property on fire, Monday, Oct. 16, 2026
Carabinieri officers talk to people in Duomo square, Milan, Italy, a day after rioters clashed with police, looted stores and set property on fire, Monday, Oct. 16, 2026 -  Diritti d'autore  AP Photo/Luca Bruno
Diritti d'autore AP Photo/Luca Bruno
Di Cecilia Attanasio Ghezzi
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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Il ministro degli interni sminuisce l'ipotesi di una regia "russa" nelle manifestazioni dello scorso fine settimana, ma il sindaco di Milano sottolinea che i ragazzi fermati (per lo più minorenni) sono manovrabili. Mattarella: “Non si guardi ai giovani con indifferenza o meschina sottovalutazione"

Mercoledì 21 ottobre, all'indomani dell'approvazione del nuovo decreto legge sulla sicurezza, il cosiddetto decreto Cortei, si è tenuto un importante vertice in prefettura nella città di Milano.

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La riunione è stata convocata per fare un'analisi approfondita di quanto avvenuto lo scorso fine settimana e per pianificare il dispositivo di sicurezza e prevenzione per scongiurare il rischio di nuovi scontri nei prossimi weekend end.

Hanno partecipato, oltre al prefetto Claudio Sgaraglia, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il capo della polizia Vittorio Pisani, i vertici delle forze dell'ordine, il sindaco Giuseppe Sala, il sottosegretario dell'Interno Nicola Molteni, il comandante delle Forze operative terresti dell'Esercito italiano Lorenzo D'Addario e il comandante di Strade sicure Francesco Lamura. Presente anche il vicepremier Matteo Salvini, che non era stato annunciato.

Qual è la strategia per contrastare nuovi disordini a Milano

La strategia per sabato se dovessero esserci dei nuovi disordini a Milano è "più persone, più forze di polizia, più integrazione tra le forze e, per quanto riguarda noi, lo schieramento di tutte le forze disponibili della polizia locale, credo 300 persone".

Lo ha affermato il sindaco della città, Giuseppe Sala, al termine del vertice in Prefettura. "È chiaro che la polizia locale non è che fronteggia i manifestanti. La polizia locale aiuta a portare in questura i fermati - ha aggiunto -, daremo la possibilità di utilizzare anche i nostri droni, quindi sarà di supporto, ma all'interno di questa regola di ingaggio tutta la disponibilità che abbiamo la metteremo in campo".

Come previsto dal decreto legge firmato martedì, ci saranno i 500 militari che, afferma il ministro dell'interno Matteo Piantedosi nella stessa occasione, "avranno più libertà di movimento rispetto al solito". Sulla questione torna anche il vicepremier e ministro dei trasporti Matteo Salvini che a chi gli chiede cosa pensa dello stop del Colle sull'ipotesi di dare poteri di polizia all'esercito risponde: "Rispettiamo le decisioni di tutti, i 500 parà da Siena arriveranno a Milano e sanno perfettamente cosa fare e come farlo".

Qual è l'analisi dei politici presenti sui disordini di sabato scorso a Milano

"Io non mi sono pentito, come ho detto a tutti i colleghi, di aver detto che a mio giudizio c'erano poche forze dell'ordine in campo, ma non è un'accusa, è una constatazione", ha esordito il sindaco di Milano.

"Obiettivamente vi dico che non c'è ancora nessuna evidenza di legami con la Francia e con la Russia", ha detto il ministro degli Interni Matteo Piantedosi. Anche se nella maggioranza prende corpo l’ipotesi di un atto di guerra ibrida.

Proprio quello che martedì aveva denunciato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, secondo il quale i disordini di Milano sarebbero stati "portati avanti con strumenti non convenzionali", come TikTok.

E che rievoca anche Giuseppe Sala quando gli se ne chiede conto: "No, non escludiamo per nulla che ci sia qualche tentativo di infiltrarsi in questi mondi giovanili, che a volte fanno magari anche un po' fatica a capire perché sono in piazza".

E ha aggiunto: "È evidente che questi ragazzi sono manovrabili e quindi, se c'è qualcuno che ha interesse a manovrarli, certo che ha un'occasione".

I dati riferiti sono che solo il 20% delle 343 persone fermate (la gran parte - ricordiamo minorenne: il più giovane di 11 anni) dopo i disordini del fine settimana è milanese. Un altro 20% è composto da cittadini stranieri. "Dire stranieri può voler dire qualcosa perché sono seconda generazione, comunque tecnicamente sono il 20% stranieri", ha osservato Sala.

Per il sindaco di Milano questi numeri dimostrano che quanto accaduto non può essere ricondotto soltanto alle periferie milanesi. "Se cadiamo nella retorica "attenzione alle periferie" la chiudiamo lì, ha aggiunto il sindaco. "Ma questo è un fenomeno molto più largo".

"Qua stiamo parlando di qualcuno che dice 'siamo a disagio' e poi ha telefonini da 1700 euro", ha dichiarato il ministro di Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini sempre a margine del vertice in prefettura. "Qua hanno saccheggiato negozi di abbigliamento, scarpe e telefonia quindi non c'entra nulla il disagio, c'entra un'età durante la quale tu dovresti essere a scuola o in oratorio".

"Se qualcuno pensa di venire a Milano, a Como, a Bergamo, a Brescia a saccheggiare sbaglia, ha concluso Salvini. "Papà e mamma ne pagano le conseguenze anche economicamente parlando, grazie al decreto approvato ieri".

Il sindaco Sala ha ricordato che al vertice erano presenti anche i questori delle altre province lombarde, dove sono state segnalate possibili nuove mobilitazioni per sabato.

Cos'ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sui giovani

Mercoledì, in un discorso al Quirinale per la consegna delle onorificenze ai cavalieri del lavoro nominati il 27 maggio, il presidente Sergio Mattarella che era stato tra i primi a condannare le violenze di Milano come "inaccettabili", ha ricordato che la nostra società "non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza, o peggio di meschina sottovalutazione".

E ha parlato del destino dei giovani in tempi "così tumultuosi e incerti" come di "una grande questione sociale, una priorità che deve vedere sensibili le istituzioni e tutte le forze della società".

Inoltre, partendo dallo squilibrio demografico e dalle accelerazioni tecnologiche che rendono "più problematica" l'alleanza tra generazioni, Mattarella ha ricordato come diritto al lavoro e diritto alla scuola debbano realizzarsi "necessariamente insieme".

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