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Corea del Sud multa Google e Apple: costringono sviluppatori di app ai propri sistemi di pagamento

Il presidente del KMCC Kim Jong-cheol interviene durante una riunione al complesso governativo di Gwacheon, in Corea del Sud, il 28 ottobre 2026
Il presidente del KMCC Kim Jong-cheol interviene durante una riunione al complesso governativo di Gwacheon, Corea del Sud, 28 ottobre 2026. -  Diritti d'autore  The Korea Media and Communications Commission via AP
Diritti d'autore The Korea Media and Communications Commission via AP
Di Quirino Mealha
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La Corea del Sud ha multato Google e Apple per 63,7 miliardi di won (42,7 milioni di euro) per aver spinto gli sviluppatori a usare i propri sistemi di pagamento e rallentato le revisioni delle app, aggiungendo nuove sanzioni alle regole degli app store.

Mercoledì l'autorità sudcoreana per i media e le telecomunicazioni ha ordinato a Google e Apple di pagare complessivamente 63,7 miliardi di won (42,7 milioni di euro), accusandole di sfruttare il controllo sugli app store per spingere gli sviluppatori verso i propri strumenti di pagamento e di rallentare la revisione delle app.

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Le due società statunitensi hanno già subito sanzioni simili in altri Paesi, compresa l'UE.

La Commissione sudcoreana per i media e le comunicazioni (KMCC) ha multato Google per 42,9 miliardi di won (28,7 milioni di euro) e Apple per 20,8 miliardi di won (13,9 milioni di euro) al termine di un'indagine avviata nell'agosto 2022.

È emerso che entrambe le aziende hanno violato una legge del 2021 che vieta agli operatori di app store di obbligare gli sviluppatori a usare un determinato sistema di pagamento, una norma che la Corea del Sud è stato il primo Paese al mondo ad applicare.

Sulla carta, Google e Apple consentivano agli sviluppatori di offrire altri sistemi di pagamento all'interno delle app. In pratica però applicavano una commissione del 26% su tali pagamenti, di poco inferiore al 30% richiesto per i propri sistemi, e limitavano alcune funzionalità, il che secondo la Commissione lasciava agli sviluppatori un margine di scelta molto ridotto.

I pagamenti tramite siti web esterni erano inoltre completamente bloccati.

L'autorità ha inoltre rilevato che le aziende ritardavano le revisioni delle app senza spiegare in modo adeguato agli sviluppatori i motivi dei rinvii né indicare quando sarebbero riprese.

È emerso anche che Apple ha applicato commissioni più elevate agli sviluppatori sudcoreani rispetto a quelli di altri Paesi tra il 2015 e gennaio 2023, calcolandole su prezzi comprensivi dell'imposta sul valore aggiunto.

ARCHIVIO. Un modello di iPhone Duo è esposto all'esterno dell'Apple Store sulla Fifth Avenue nel giorno del lancio a New York, 23 ottobre 2026
ARCHIVIO. Un modello di iPhone Duo è esposto all'esterno dell'Apple Store sulla Fifth Avenue nel giorno del lancio a New York, 23 ottobre 2026 AP Photo/Ryan Murphy

Le due società dovranno ora consentire agli sviluppatori sudcoreani di inserire nelle loro app collegamenti a opzioni di pagamento esterne e migliorare le modalità di revisione delle app. Hanno un mese di tempo per presentare i piani e tre mesi per attuare i cambiamenti.

Il presidente della Commissione, Kim Jong-cheol, ha dichiarato di sperare che le sanzioni portino a un cambiamento concreto del mercato, ribadendo che la legge sudcoreana sarà applicata in modo uniforme alle aziende nazionali e straniere.

Google e Apple non hanno ancora commentato pubblicamente la decisione.

Una battaglia già nota in Europa

Il caso richiama le controversie aperte nell'UE, dove il Digital Markets Act (DMA), la normativa che stabilisce le regole per le principali piattaforme online, vieta ai cosiddetti gatekeeper di impedire agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso offerte più convenienti.

Nell'aprile 2025 Apple è stata multata per 500 milioni di euro dalla Commissione europea ai sensi del DMA per aver bloccato questo tipo di indirizzamento sul proprio app store, una decisione contro cui ha presentato ricorso.

Nell'agosto di quest'anno, dopo quella che ha definito una stretta collaborazione con la Commissione, Apple ha annunciato nuovi termini per l'UE in vigore dal 1º ottobre.

Le nuove condizioni riducono la commissione standard sugli acquisti in-app dal 30% al 26% e fissano un'aliquota del 15% quando gli sviluppatori rimandano gli utenti altrove per completare l'acquisto.

Nel frattempo, a luglio Google è stata multata per 890 milioni di euro da Bruxelles, di cui 430 milioni per aver limitato gli sviluppatori su Google Play nell'indirizzare gli utenti verso opzioni di acquisto più economiche.

Da allora il gruppo ha modificato parte delle commissioni e delle condizioni su Google Play, che la Commissione sta ancora valutando, e ha impugnato le sanzioni.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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