Frank S. è accusato di aver narcotizzato e stuprato alcune donne. Oggi si attende la sentenza del tribunale di Berlino
In Germania un uomo di 68 anni rischia 13 anni di carcere per aver drogato e violentato ripetutamente delle donne, filmando le aggressioni. Il processo a carico di Frank S., accusato di 22 reati ai danni di 14 donne, è arrivato alla fase conclusiva davanti al Tribunale regionale di Berlino. La sentenza è attesa per oggi, 28 ottobre.
Secondo la Procura, i fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2016 e il 2022. Le indagini sulle registrazioni video sequestrate nell'appartamento dell'imputato hanno però fatto emergere sospetti relativi a un arco temporale più ampio, che arriverebbe fino al 2010. Il numero delle possibili vittime sarebbe molto più elevato di quello delle donne coinvolte nel procedimento: numerosi episodi, tuttavia, non possono più essere perseguiti perché caduti in prescrizione.
Il caso richiama quello di Gisèle Pelicot in Francia, drogata per anni dal marito e violentata da lui e da altri uomini mentre era priva di coscienza. Entrambe le vicende hanno riportato al centro del dibattito la cosiddetta sottomissione chimica, cioè l'uso di sostanze per rendere una persona incapace di opporsi a una violenza sessuale.
L'accusa: bevande con sostanze sedative e stupri filmati
Secondo l'atto d'accusa, Frank S. avrebbe conosciuto le donne attraverso piattaforme online, per poi invitarle nel suo appartamento nel quartiere berlinese di Lichtenberg. Qui avrebbe offerto loro bevande alcoliche contenenti sostanze narcotiche e sedative.
Una volta che i farmaci avevano fatto effetto, l'uomo avrebbe abusato sessualmente delle donne nella propria camera da letto, registrando gli episodi. Secondo la Procura, le vittime si trovavano almeno in uno stato di quasi incoscienza e non erano fisicamente in grado di opporre resistenza.
In alcune registrazioni, stando a quanto emerso durante il procedimento, si sentirebbero le donne tentare di difendersi verbalmente. Gli effetti delle sostanze avrebbero inoltre impedito loro di ricordare quanto accaduto. Diverse presunte vittime avrebbero scoperto di essere state violentate soltanto dopo l'avvio delle indagini, grazie all'analisi dei filmati.
All'inizio del processo, l'imputato aveva ammesso, attraverso il proprio difensore, le accuse di stupro relative a 14 donne. Non aveva invece preso posizione sulle contestazioni riguardanti la somministrazione di sostanze sedative e anestetizzanti.
Le indagini partite da una segnalazione dalla Bassa Sassonia
Il caso è emerso grazie alla collaborazione tra le forze di polizia di diversi Länder tedeschi. Nel marzo 2025, gli investigatori della Bassa Sassonia hanno segnalato ai colleghi di Berlino i contatti tra Frank S. e un uomo sospettato di reati analoghi.
L'analisi dei video rinvenuti nell'abitazione dell'imputato ha richiesto quasi un anno. Le registrazioni hanno consentito agli investigatori di ricostruire una serie di presunte aggressioni e di individuare elementi utili all'identificazione delle vittime.
Frank S. è stato arrestato nel marzo 2026 e da allora si trova in custodia cautelare. Secondo le ricostruzioni emerse dalle indagini, il materiale video documenterebbe episodi risalenti anche a prima del periodo contestato nel processo.
Le cifre riportate durante il procedimento variano in base alla fase delle indagini e ai casi considerati: le contestazioni al centro del processo riguardano 14 donne, mentre gli investigatori hanno individuato molte altre possibili vittime. Alcune persone riprese nei filmati non sono state ancora identificate.
Le udienze si sono svolte da agosto a ottobre, con più di una dozzina di sessioni. Le 14 donne coinvolte nel procedimento sono state ascoltate a porte chiuse per tutelarne la privacy; quattro si sono costituite parte civile. Tra le presunte vittime figura anche l'ex compagna dell'imputato.
Il 14 ottobre la Procura ha chiesto una condanna a 13 anni di reclusione, seguita dalla custodia di sicurezza, una misura prevista dall'ordinamento tedesco per determinate categorie di condannati ritenuti ancora pericolosi. La pronuncia della sentenza, inizialmente prevista per il 1° ottobre e poi rinviata al 14, è attesa per il 28 ottobre.
Dal caso Pelicot al dibattito sulla sottomissione chimica
La vicenda di Berlino si inserisce in una serie di procedimenti giudiziari in Germania legati a violenze sessuali commesse con l'uso di sostanze. Il caso di Gisèle Pelicot, diventato uno dei più noti a livello internazionale, ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla necessità di riconoscere e perseguire queste forme di abuso.
Per oltre dieci anni, il marito di Pelicot l'ha drogata e violentata, coinvolgendo anche altri uomini nelle aggressioni. Nel dicembre 2024 è stato condannato a 20 anni di carcere; anche gli altri imputati hanno ricevuto condanne.
In Germania, altri processi hanno portato alla luce modalità analoghe. A Monaco, uno studente di 28 anni è stato condannato a 11 anni e tre mesi di reclusione per aver drogato e violentato la fidanzata. A Berlino, un medico è stato condannato a cinque anni per reati legati alla diffusione di indicazioni su come somministrare sostanze a insaputa delle vittime in una chat di gruppo. In un altro procedimento, un uomo è stato condannato a 14 anni di carcere con successiva custodia di sicurezza per lo stupro di una donna nel 2024.
Ad Hannover è inoltre in corso un processo contro Grzegorz C., accusato di aver violentato ripetutamente la sua ex compagna: le contestazioni comprendono 103 episodi.
Il dibattito riguarda anche i tempi di prescrizione, che possono impedire di perseguire fatti scoperti dalle vittime soltanto anni dopo, e l'adeguatezza delle norme penali rispetto alla diffusione di registrazioni delle violenze. In Germania, il caso di Claudia Wuttke ha contribuito a riportare l'attenzione sui limiti temporali entro cui è possibile denunciare e perseguire gli abusi.
Un'altra vicenda, quella dell'attrice Collien Fernandes, ha invece acceso i riflettori sulla diffusione online di immagini manipolate con l'intelligenza artificiale, i cosiddetti deepfake, e sulla necessità di aggiornare la legislazione per contrastare le nuove forme di violenza digitale.
Per chi sospetta di aver subito una violenza sessuale, in Germania sono disponibili centri di consulenza e servizi di assistenza. La Commissaria federale contro gli abusi mette a disposizione un portale con informazioni e risorse per le persone coinvolte e una banca dati nazionale dei centri di assistenza.