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Nuova strategia di difesa Nato: "Non cerchiamo guerra con nessuno ma siamo pronti", dice comandante Grynkewich

Alexus Gregory Grynkewich della NATO
Alexus Gregory Grynkewich della NATO -  Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Shona Murray
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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Il generale Alexus Grynkewich ha detto al Warsaw Security Forum che la nuova strategia mira a togliere agli avversari ogni base e a smantellarne le capacità militari. La NATO è pronta a bloccare, contenere e spezzare qualsiasi attacco, ha detto il militare USA che guida il comando alleato

Il comandante supremo alleato in Europa della NATO (SACEUR), Alexus Grynkewich, ha presentato una nuova strategia di difesa che punta a rendere "del tutto vano" qualsiasi attacco contro l'Alleanza, mentre i Paesi sul fianco orientale della NATO devono fare fronte a sabotaggi, incendi dolosi e incursioni di droni russi.

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Intervenendo al Warsaw Security Forum, Grynkewich ha spiegato che la strategia, denominata "Theory of War" ("Teoria della guerra"), è pensata per impedire agli avversari di penetrare nel territorio NATO e di mantenere un attacco.

"Se verremo attaccati, siamo pronti a combattere già stasera", ha dichiarato il generale statunitense tra gli applausi del pubblico, "continueremo a prepararci e ad esercitarci ogni giorno, così saremo più pronti domani e ancora più pronti dopodomani".

Grynkewich ha spiegato che la strategia punta sia a rassicurare il miliardo di persone che vive sotto l'ombrello di sicurezza della NATO, sia a fare capire ad avversari come la Russia che l'Alleanza è pronta a reagire a un'invasione.

"Le unità nemiche saranno private dei rifornimenti. I comandanti nemici non saranno in grado di controllare le proprie forze. Le forze nemiche e le capacità di supporto saranno ridotte e distrutte", ha affermato. "In breve, faremo in modo che qualsiasi attacco, contro qualunque alleato, risulti del tutto vano", ha detto il SACEUR.

Approvato da tutti i 32 membri della NATO, il piano combina le capacità militari convenzionali, incluse le forze di terra e gli equipaggiamenti, con tecnologie avanzate come droni, sistemi anti-drone e intelligenza artificiale.

La strategia si basa anche sulle lezioni della guerra moderna, in particolare dei combattimenti a terra e nei cieli sopra l'Ucraina. "Stiamo imparando moltissimo dai partner ucraini", ha detto il 55enne generale al forum.

Tre fasi della difesa NATO: bloccare, smorzare e spezzare

La strategia si basa su tre principi — "block" (bloccare), "blunt" (smorzare) e "break" (spezzare) — che Grynkewich ha definito semplici ma centrali per l'approccio della NATO.

"Bloccheremo l'attacco iniziale. Se l'attacco dovesse proseguire, lo smorzeremo e impediremo qualsiasi avanzata nemica. E, se necessario, spezzeremo le forze del nemico e il sistema operativo di guerra schierato contro di noi", ha detto.

Bloccare: impedire l'avanzata iniziale

La prima fase è incentrata sul fermare le forze ostili prima che possano conquistare territorio alleato.

Le truppe di terra della NATO ingaggerebbero le formazioni in avanzata, ne conterrebbero i movimenti e distruggerebbero le unità che tentano di penetrare nel territorio dell'Alleanza.

"Bloccheremo le formazioni nemiche e impediremo la conquista del territorio dell'Alleanza", ha detto Grynkewich. "Le forze terrestri attaccheranno il nemico e distruggeranno le sue forze in avanzata", ha aggiunto.

Smorzare: fermare ulteriori attacchi

Se l'attacco iniziale dovesse continuare, la NATO dispiegherebbe un ventaglio più ampio di capacità per disorientare e contrastare le forze in avanzata.

Tra queste rientrerebbero sensori avanzati e sistemi autonomi, in grado di individuare e valutare le minacce con un intervento umano limitato o nullo.

Grynkewich ha spiegato che la strategia integrerà capacità in diversi domini operativi per impedire alle forze nemiche di compiere ulteriori avanzate.

Spezzare: compromettere la capacità di combattere del nemico

L'ultima fase della strategia presentata dalla NATO prenderebbe di mira non solo le truppe nemiche, ma anche i sistemi che ne permettono l'operatività.

Tra questi rientrerebbero le strutture di comando, le reti di rifornimento e altre infrastrutture logistiche, utilizzando capacità come attacchi di precisione a lungo raggio e reti di sensori.

L'obiettivo sarebbe quello di interrompere l'insieme delle operazioni militari dell'avversario e lasciare le sue forze incapaci di sostenere un attacco.

"Questo approccio si ispira anche alle lezioni della guerra moderna in Ucraina e in Medio Oriente", ha aggiunto Grynkewich.

La NATO insiste: la strategia è difensiva

Grynkewich ha sottolineato che la strategia della NATO è pensata per proteggere il territorio alleato, non per perseguire ambizioni territoriali.

"Non abbiamo piani, intenzioni o ambizioni che vadano oltre la protezione della nostra popolazione e la difesa del nostro territorio", ha dichiarato.

Il generale USA ha definito basso il rischio di un attacco imminente contro l'Alleanza, ma ha avvertito che la NATO reagirà se un avversario deciderà di colpire. "Se qualcuno sarà abbastanza sconsiderato da attaccarci, combatteremo".

Le dichiarazioni a Varsavia arrivano in un momento di crescenti timori per la sicurezza tra i membri della NATO, in particolare sul fianco orientale, dove le autorità hanno segnalato episodi di sabotaggio, incendi dolosi e incursioni di droni, alcuni dei quali con esplosivi di tipo militare.

Grynkewich ha affermato che il contesto di sicurezza, sempre più complesso, evidenzia la necessità per la NATO di dimostrare la propria prontezza a difendere il territorio alleato.

Alla domanda invece se la strategia resti sostenibile alla luce delle preoccupazioni di alcuni Stati membri sull'impegno degli Stati Uniti nella NATO, il comandate in capo dell'Alleanza ha richiamato il principio di difesa collettiva dell'Alleanza.

Washington ha sottoscritto, al vertice NATO di luglio, una dichiarazione che ribadisce il suo "incrollabile impegno nei confronti dell'Articolo 5", ha ricordato Grynkewich.

L'Articolo 5 è il pilastro del principio di difesa collettiva della NATO, secondo cui un attacco armato contro uno dei membri è considerato un attacco contro tutti.

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