Il Centro europeo per i diritti digitali, noto come Noyb, ha presentato denunce contro la startup di San Francisco Scale AI per il modo in cui la sua piattaforma di formazione Outlier monitora 900.000 lavoratori.
Un importante gruppo europeo per la protezione dei dati ha annunciato di aver presentato cinque denunce in Europa contro la startup statunitense Scale AI, accusandola di violare i diritti dei lavoratori attraverso il modo in cui la sua piattaforma di formazione Outlier li traccia.
Le iniziative arrivano mentre le aziende di IA sono sottoposte a un crescente scrutinio in Europa, con l’Ufficio europeo per l’intelligenza artificiale che questo mese ha aperto indagini su OpenAI e Anthropic. Negli Stati Uniti, invece, il presidente Donald Trump ha firmato un accordo con le sei maggiori aziende statunitensi di IA che consente loro di autoregolamentarsi, segnale di crescenti divisioni su come governare questa tecnologia a livello globale.
A livello mondiale aumentano anche le preoccupazioni sul fatto che l’IA possa sostituire posti di lavoro e venga usata per scopi dannosi.
Il Centro europeo per i diritti digitali, noto come Noyb, ha dichiarato in un comunicato diffuso martedì 27 ottobre di aver presentato due denunce in Austria, una in Francia, una nei Paesi Bassi e un’altra in Italia. I ricorsi riguardano il modo in cui i lavoratori vengono tracciati e la mancanza di tutele garantite dal modello di contratti freelance utilizzato per reclutare il personale.
La piattaforma Outlier di Scale AI ingaggia freelance ed esperti di settore per contribuire ad addestrare, valutare e migliorare i modelli di intelligenza artificiale, usando un modello di lavoro su piattaforma simile a quelli di Uber e dei servizi di consegna di cibo.
Secondo Noyb, la piattaforma si avvale di oltre 900.000 freelance per valutare e correggere le risposte dei sistemi di IA, con clienti tra cui Meta, OpenAI, Google e il governo statunitense. L’organizzazione descrive il processo come uno in cui i lavoratori "di fatto mettono le loro competenze a disposizione delle grandi aziende tecnologiche statunitensi".
Outlier "raccoglie enormi quantità di dati personali e costringe i lavoratori a sottoporsi a una verifica biometrica invasiva per poter guadagnare", ha affermato l’ONG.
"In Europa, questa ampia sorveglianza sul luogo di lavoro viola chiaramente il diritto fondamentale dei lavoratori alla protezione dei dati", si legge nel testo.
Noyb sostiene che, mentre lavorano sulla piattaforma Outlier, sui dispositivi degli utenti vengono installati tracker di aziende come TikTok, LinkedIn e Facebook, che ottengono così accesso ai loro dati personali.
Ciò include indirizzi IP, dati di contatto e informazioni utilizzabili per pubblicità mirata e profilazione, ha aggiunto il gruppo.
"Un tracciamento così costante ed esteso durante l’attività lavorativa va davvero contro ogni aspettativa ragionevole. Perché LinkedIn o Facebook dovrebbero sapere su quali compiti stai lavorando?" ha dichiarato Lisa Steinfeld Leiser, avvocata specializzata in protezione dei dati presso Noyb.
Noyb afferma inoltre che Scale AI obbliga ripetutamente i lavoratori a sottoporsi a un processo di verifica biometrica gestito da una società chiamata Persona, che include la registrazione video del volto e il caricamento di un documento d’identità.