È davvero la tomba di Gesù? Ricercatori italiani hanno scoperto sotto il Santo Sepolcro a Gerusalemme un antico sito funerario, in linea con i racconti biblici sulla sua sepoltura
Un antico giardino, tracce di ulivi e viti e tombe scavate nella roccia. Sotto il pavimento della Chiesa del Santo Sepolcro, a Gerusalemme, gli archeologi hanno individuato resti che aiutano a ricostruire il paesaggio esistente ai tempi di Gesù. Le scoperte sono compatibili con alcuni dettagli raccontati nei Vangeli, ma non dimostrano che il luogo in cui i cristiani venerano da secoli la tomba di Cristo sia davvero quello della sua sepoltura.
Gli scavi sono stati condotti nell'ambito dei lavori di restauro dell'edificio, uno dei luoghi più sacri del cristianesimo. A guidare la ricerca archeologica è Francesca Romana Stasolla, dell'Università La Sapienza di Roma, che interpreta i reperti come indizi di un'antica area funeraria, un tempo caratterizzata anche da terreni coltivati.
Il giardino sotto la chiesa e le tracce di ulivi e viti
Il progetto di restauro del pavimento, avviato nel 2022, ha offerto l'occasione per approfondire le indagini archeologiche sotto la basilica. I ricercatori hanno individuato una cava abbandonata, terreni agricoli, un giardino e diverse tombe scavate nella roccia.
È soprattutto la presenza del giardino ad attirare l'attenzione. Nel Vangelo secondo Giovanni, infatti, il luogo della crocifissione viene descritto come un'area in cui si trovava un giardino, all'interno del quale c'era un sepolcro nuovo. Anche gli altri Vangeli raccontano che Gesù fu deposto in una tomba scavata nella roccia.
Secondo quanto riferito dal Times of Israel, citando Stasolla, gli scavi suggeriscono che tra il Golgota, il luogo tradizionalmente identificato con quello della crocifissione, e la tomba si estendessero terreni coltivati.
Gli archeologi hanno inoltre trovato tracce di ulivi e viti, associate a una datazione intorno al 33 d.C., l'epoca in cui viene generalmente collocata la morte di Gesù. Questi resti vegetali contribuiscono a delineare l'antico paesaggio del sito, ma non costituiscono una prova diretta della presenza di Cristo.
Il Santo Sepolcro, luogo sacro da quasi 1.700 anni
La Chiesa del Santo Sepolcro si trova nel quartiere cristiano della Città Vecchia di Gerusalemme. Per i cristiani ortodossi è nota anche come Chiesa della Resurrezione: secondo la tradizione, sorge sul luogo della crocifissione, della sepoltura e della resurrezione di Gesù.
La sua costruzione fu voluta dall'imperatore romano Costantino il Grande e la prima basilica venne consacrata nel 335 d.C. Nel corso dei secoli l'edificio fu distrutto, danneggiato e ricostruito più volte. Una delle devastazioni più gravi risale al 1009, quando il califfo fatimide al-Hakim ordinò la distruzione della chiesa.
Dopo la conquista crociata di Gerusalemme nel 1099, furono avviati importanti lavori di ricostruzione e modifica. L'aspetto attuale è il risultato di numerose fasi edilizie, restauri e interventi realizzati nel corso dei secoli..
La gestione dell'edificio è condivisa tra diverse confessioni cristiane, i cui diritti e le cui responsabilità hanno a lungo reso particolarmente complessi gli interventi strutturali. Nel 2016 è stato avviato un nuovo programma di restauro, che ha portato anche all'apertura di un'importante stagione di indagini archeologiche.
Gli scavi non dimostrano che qui fu sepolto Gesù
Le scoperte offrono elementi interessanti per ricostruire il contesto storico e geografico della Gerusalemme del I secolo, ma non risolvono il problema dell'identificazione della tomba di Gesù.
Gli archeologi non hanno trovato iscrizioni che colleghino direttamente il sepolcro a Cristo. Non è stato possibile dimostrare neppure che la tomba fosse stata preparata appositamente per lui o che appartenesse a Giuseppe d'Arimatea, l'uomo che, secondo i Vangeli, mise a disposizione il proprio sepolcro per la sepoltura di Gesù.
Anche la datazione dei resti vegetali non consente, allo stato attuale, di stabilire con certezza che ulivi e viti fossero presenti proprio al momento della crocifissione.
Il valore delle ricerche è quindi soprattutto archeologico: il sito presenta caratteristiche compatibili con alcuni elementi del racconto evangelico e permette di comprendere meglio come fosse organizzata quell'area in epoca romana. Ma la corrispondenza tra i reperti e le descrizioni bibliche non equivale a una conferma scientifica della tradizione religiosa.
La domanda sull'esatta ubicazione della tomba di Gesù rimane aperta. Gli scavi aggiungono nuovi tasselli alla conoscenza del Santo Sepolcro, senza trasformare una tradizione millenaria in una certezza archeologica.