Ferenc Biró guiderà l'ENPE fino al 2028. Al centro del mandato, controlli digitali, tutela dei fondi europei e indipendenza delle autorità nazionali
L'Ungheria assume la presidenza della rete europea delle autorità anticorruzione per il biennio 2026-2028. A guidare l'European Network for Public Ethics (ENPE) sarà Ferenc Biró, presidente dell'Autorità per l'Integrità ungherese, eletto all'unanimità durante la plenaria di Coimbra, in Portogallo. Il suo mandato raccoglie il testimone dell'Autorità Nazionale Anticorruzione italiana (ANAC), guidata da Giuseppe Busia.
Per Budapest si tratta di una doppia novità: è la prima volta che un'istituzione ungherese presiede la rete ed è anche la prima volta che l'incarico viene affidato a un rappresentante dell'Europa centro-orientale. Busia si è congratulato con Biró per l'elezione.
Le cinque priorità della presidenza ungherese
La nuova presidenza si apre in una fase importante per le politiche anticorruzione dell'Unione europea. Tra le sfide più urgenti c'è l'attuazione della nuova direttiva europea, che introduce requisiti comuni per gli Stati membri in materia di strategie nazionali, analisi dei rischi e prevenzione della corruzione. I Paesi dell'UE dovranno tradurre le nuove disposizioni in pratica entro giugno 2028.
Parallelamente, la Commissione europea sta lavorando a una nuova strategia anticorruzione e si prepara il prossimo bilancio pluriennale dell'Unione, nel quale le garanzie legate allo Stato di diritto assumono un peso crescente.
In questo contesto, Biró ha presentato a Coimbra un programma articolato in cinque priorità:
- Attuare la direttiva europea: offrire sostegno pratico alle autorità nazionali per applicare le nuove regole.
- Coordinare le strategie anticorruzione: favorire un contributo coerente dei Paesi membri alla futura strategia dell'UE.
- Rafforzare i controlli digitali: promuovere strumenti basati sui dati, soprattutto per verificare le dichiarazioni patrimoniali e individuare i conflitti di interesse.
- Proteggere i fondi europei: garantire l'integrità delle risorse dell'UE, degli appalti pubblici e delle spese per la difesa.
- Difendere l'indipendenza delle autorità: rafforzare le garanzie per gli organismi nazionali e aprire maggiormente la rete ai Paesi candidati all'adesione.
Secondo l'Autorità per l'Integrità ungherese, la cooperazione tra gli organismi nazionali sarà decisiva per affrontare i cambiamenti normativi e assicurare che le nuove disposizioni siano applicate efficacemente. Le autorità dovranno poter contare anche su un adeguato supporto tecnico.
Che cos'è la rete europea anticorruzione
L'ENPE riunisce autorità indipendenti degli Stati membri che si occupano di etica pubblica, integrità e prevenzione della corruzione. La rete punta a rafforzare gli standard nel settore pubblico, favorire la convergenza delle pratiche nazionali e rappresentare una posizione comune presso le istituzioni europee.
Fin dalla sua nascita, la presidenza è stata affidata ad autorità francesi e italiane. La rete è stata promossa dall'Alta Autorità francese per la trasparenza della vita pubblica (HATVP), che ha guidato il primo mandato e continua a svolgere le funzioni di segretariato.
L'Autorità per l'Integrità ungherese
Istituita nel 2022, l'Autorità per l'Integrità (Integritás Hatóság) è un organismo amministrativo autonomo incaricato di tutelare l'integrità nell'impiego dei fondi pubblici europei e nazionali, con particolare attenzione agli appalti pubblici. Secondo le informazioni diffuse dall'istituzione, conta attualmente 150 dipendenti.
Ferenc Biró è alla guida dell'organismo dalla sua fondazione. Specializzato in anticorruzione e conformità normativa (compliance), vanta diversi decenni di esperienza internazionale in ruoli dirigenziali.
La sua elezione alla presidenza dell'ENPE attribuisce all'autorità ungherese un ruolo di primo piano nella cooperazione europea, proprio mentre l'UE punta a rendere più omogenee le politiche di prevenzione della corruzione e a rafforzare le garanzie sull'utilizzo delle risorse pubbliche.