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Canada "membro associato" dell'Ue: la formula di von der Leyen non convince le capitali

Il primo ministro Mark Carney, a sinistra, e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen partecipano a un bilaterale al Parlamento europeo a Strasburgo.
Il premier canadese Mark Carney (a sinistra) e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen partecipano a un incontro al Parlamento europeo di Strasburgo. -  Diritti d'autore  AP Photo/ Justin Tang
Diritti d'autore AP Photo/ Justin Tang
Di Luca Bertuzzi
Pubblicato il
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Germania, Italia e Grecia si sono opposte a una bozza di dichiarazione Ue‑Canada che cita l'offerta di adesione associata proposta da von der Leyen, temendo incertezza giuridica e un precedente per altri Paesi terzi prima del vertice di Montréal di giovedì e venerdì

Lo scorso mese la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha fatto al Canada una proposta clamorosa: diventare il primo “associate member” (membro associato) dell’Ue. Ora però il termine risulta difficile da accettare per diversi Stati membri, compresa la Germania.

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In vista del vertice Ue‑Canada, chiamato a definire quella che molti considerano la partnership più stretta tra l’Unione e un Paese non membro, le capitali europee guidate da Berlino hanno contestato l’uso di un termine che non è ancora stato chiaramente definito, come hanno spiegato a Euronews cinque diplomatici europei.

"La principale preoccupazione è che si tratta di una terminologia nuova, potrebbe creare incertezze giuridiche e aspettative da parte di altri Paesi terzi", ha detto uno dei diplomatici. "La Commissione non ne aveva parlato in precedenza. Non sappiamo esattamente di cosa stiamo discutendo".

La scorsa settimana una bozza rivista della dichiarazione congiunta menzionava esplicitamente il concetto, promettendo scambi regolari con le autorità canadesi sulle principali iniziative politiche e regolatorie e impegnandosi a definirne pienamente il perimetro al vertice del 2027.

Citare il termine in modo esplicito in quello che sarebbe il primo documento ufficiale dell’Ue di rilievo politico a includerlo ha provocato una forte opposizione da parte di Germania, Italia e Grecia, e suscitato scetticismo in altri Paesi, tra cui la Francia.

Una nuova bozza circolata lunedì sera ha aggiunto una formulazione che prende le distanze dal concetto, specificando che è stato "proposto dalla Commissione europea".

Il testo doveva essere adottato martedì attraverso la cosiddetta procedura silenziosa, in base alla quale un documento passa se nessuno Stato membro solleva obiezioni. Germania, Italia e Grecia hanno tutte presentato obiezioni prima della scadenza.

L’ufficio del presidente del Consiglio europeo António Costa dovrebbe ora diffondere una nuova versione, con un altro giro di negoziati a livello di ambasciatori mercoledì, prima dell’apertura del vertice a Montréal giovedì.

Von der Leyen ha avanzato l’idea di offrire al Canada uno status di membro associato nel suo discorso annuale sullo Stato dell’Unione al Parlamento europeo, a settembre, con il primo ministro Mark Carney come ospite d’onore.

Anche il Canada spiazzato dalla formula di "membro associato"

La proposta era già stata presentata ai canadesi, ma non era mai stata discussa con gli Stati membri né all’interno della Commissione, cogliendo di sorpresa le capitali, tra cui Parigi e Berlino.

Neanche Carney sembrava del tutto convinto della formula, preferendo parlare di una "alleanza del futuro". "Ciò che conta è la sostanza", ha detto quando gli è stato chiesto se si sentisse a suo agio con il termine.

Ora che i governi stanno finalizzando la dichiarazione congiunta che sarà adottata al vertice di giovedì e venerdì, quella iniziale mancanza di consultazione torna a pesare sull’iniziativa.

Per Berlino, la questione centrale è che gli Stati membri dovrebbero prima definire il contenuto del pacchetto di cooperazione, e solo in seguito concordare i termini della dichiarazione, non il contrario.

Su un punto il consenso è ampio: si vuole rafforzare la cooperazione con il Canada in ambiti come difesa, materie prime critiche, energia, commercio e sicurezza delle frontiere. Il problema è proprio l’etichetta di membro associato, che viene analizzata con molta attenzione.

Altri governi hanno sollevato dubbi sulle implicazioni giuridiche, sostenendo che devono essere esaminate con cura prima che il termine entri in una dichiarazione politica.

"Non significa nulla, non è previsto dai trattati", ha affermato un secondo diplomatico dell’Ue, aggiungendo però che "vogliamo trovare un modo per far funzionare il concetto".

Non è la prima volta che von der Leyen presenta un'iniziativa in solitaria

Non è la prima volta che von der Leyen lancia nuove idee e va avanti con iniziative senza consultare gli Stati membri. Nel 2023 ha annunciato un accordo sulla migrazione con la Tunisia e si è attirata critiche per aver agito senza un mandato formale.

"Nel caso della Tunisia, gli Stati membri erano pienamente d’accordo sull’obiettivo di ridurre gli arrivi, ma hanno dovuto dire che non erano al 100% d’accordo con le modalità. Qui la situazione è un po’ simile", ha spiegato a Euronews un terzo diplomatico.

Secondo quest'ultimo, l’Ue non dovrebbe considerare l’etichetta soltanto come un concetto istituzionale, ma come un modo per dare una cornice politica a quello che altrimenti apparirebbe inevitabilmente come un esercizio tecnico, settore per settore, per avvicinare il Canada al blocco.

Per i critici di von der Leyen, la presidente ha l’abitudine di fare grandi annunci prima di valutarne a fondo le conseguenze. Per i suoi sostenitori, il suo punto di forza è invece stare un passo avanti, delineare una visione politica e lasciare che la macchina burocratica si occupi del resto.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è stato il primo a proporre uno status di membro associato, ma lo aveva presentato come uno strumento per ancorare l’Ucraina all’Ue, garantendo la sicurezza mentre Kiev avanza nel processo di adesione.

Applicare il concetto al Canada ha una connotazione molto diversa: offrirebbe un modello per la partnership più stretta possibile con un Paese non europeo che non potrà mai entrare nel blocco.

"Molti altri Paesi vogliono avvicinarsi all’Ue, ma non sappiamo cosa possiamo offrire loro. Qualunque accordo raggiungeremo con il Canada potrebbe diventare un importante incentivo per altri", ha dichiarato un funzionario europeo a Euronews.

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