L'Ue e il Canada puntano a rafforzare i rapporti al prossimo vertice di Montréal su commercio, energia, difesa e materie prime critiche. Intanto il Regno Unito cerca di avvicinarsi a Bruxelles a dieci anni dalla Brexit
L'Unione europea ha offerto al Canada qualcosa che non aveva mai proposto a nessun altro Paese: la partecipazione come membro associato. Il significato concreto resta per ora poco chiaro, ma Bruxelles e Ottawa sono decise a trasformare i valori condivisi e un rapporto sempre più stretto in una nuova forma di partenariato, in un mondo scosso dalla politica estera imprevedibile di Donald Trump.
L'esperimento è seguito con attenzione a Londra, dove il primo ministro Andy Burnham cerca di ricostruire il rapporto del Regno Unito con l'Ue dopo la Brexit, sollevando la questione se in futuro un accordo analogo possa essere disponibile anche per il Regno Unito.
L'offerta, avanzata il mese scorso dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ha sollevato interrogativi su cosa rappresenti davvero lo status di membro associato: una nuova posizione significativa, un titolo onorifico o qualcosa a metà strada.
Al vertice di Montreal della prossima settimana le due parti cominceranno a dare sostanza all'idea, puntando a una cooperazione più stretta su commercio, difesa, tecnologia ed energia senza che il Canada entri formalmente nel blocco.
Ma mentre il Canada cerca un nuovo quadro, il Regno Unito prova a migliorare quello esistente: i leader di Ue e Regno Unito si incontreranno il mese prossimo per cercare un necessario reset nelle loro relazioni.
"Questo è il momento di agire con chiarezza e ambizione. Rafforzando l'allineamento economico, tecnologico e strategico, Canada e Ue stanno costruendo un'Alleanza per il futuro basata sulla fiducia e sui valori condivisi", recita l'ultima bozza della dichiarazione congiunta Ue-Canada, discussa dagli ambasciatori mercoledì.
Un foglio bianco
Da quando la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha invitato il Canada, il mese scorso, a diventare il primo "membro associato" dell'Ue, Bruxelles e Ottawa stanno esplorando come potrebbe essere questo partenariato privilegiato.
Il primo ministro canadese Mark Carney preferisce parlare di una "Alliance for the Future" (Alleanza per il futuro). Ha glissato sulle domande sul fatto che si senta a proprio agio con l'etichetta di "associate membership", sottolineando che conta più la sostanza del nome.
Il vertice di Montreal del 29-30 ottobre è la prima vera occasione per definire il partenariato in modo più dettagliato. L'ultima bozza usa "associate membership" e "Alliance for the Future" in modo intercambiabile.
Elemento cruciale, la proposta prevede di offrire al Canada una presenza più regolare al tavolo dell'Ue, con la partecipazione a vertici, riunioni ministeriali e discussioni tecniche.
Si parla di "consultazioni precoci sulle principali iniziative politiche e regolatorie, con la partecipazione del Canada a questi processi in qualità di membro associato dell'Unione".
Resta aperta la questione se il termine sopravviverà nel testo finale. In ogni caso, "la portata completa di questa associate membership sarà definita dal vertice Canada-Ue del 2027", si legge nelle conclusioni.
Dal commercio alla difesa
Il documento cerca comunque di aggiungere elementi concreti. Si basa sul Comprehensive Economic and Trade Agreement (Ceta) del 2016, che dieci Paesi dell'Ue devono ancora ratificare, per rimuovere le barriere commerciali rimanenti e garantire un accesso reciproco ai mercati.
"Garantiremo un trattamento reciprocamente favorevole nelle rispettive misure di sicurezza economica, basato sul principio di reciprocità nei settori industriali in cui entrambe le parti hanno convenuto di allineare le misure esterne per raggiungere lo stesso risultato", recita la bozza della dichiarazione.
Sul fronte energetico, le conclusioni aprono alla "creazione di scambi di gas naturale liquefatto", in particolare attraverso uno studio congiunto di fattibilità di lungo periodo sulle esportazioni di GNL verso l'Europa.
In ambito tecnologico, il Canada aderirà all'iniziativa europea sui supercomputer, una nuova partnership digitale affronterà questioni come l'intelligenza artificiale e l'identità digitale, ed è in preparazione un accordo per facilitare i flussi transfrontalieri di dati.
Anche le materie prime critiche, uno dei principali asset del Canada per l'Ue, sono sul tavolo. Le due parti hanno concordato che la Banca europea per gli investimenti avrà un ruolo nei progetti sui minerali critici, dall'estrazione e lavorazione alla produzione e al riciclo.
Per la difesa, il Canada è già coinvolto in diversi progetti dell'Ue, tra cui la cooperazione strutturata permanente (Pesco) e la Capability Coalition, e entrambe le parti intendono approfondire la cooperazione sulla sicurezza marittima, la gestione delle crisi e la collaborazione industriale.
I partner immaginano anche un quadro di cooperazione per tutelare lo spazio informativo e proteggere l'integrità elettorale, con un meccanismo di allerta precoce e un dialogo dedicato alle interferenze straniere.
Altri ambiti in discussione includono la cooperazione sulla sicurezza delle frontiere con l'agenzia europea Frontex, la giustizia penale, la sicurezza climatica, i trasporti e l'Artico.
Nel loro insieme, le proposte delineano un partenariato che va ben oltre i tradizionali accordi commerciali, anche se la sua forma istituzionale resta incerta.
In cerca di un nuovo inizio
La crescente vicinanza tra Ue e Canada arriva mentre il Regno Unito cerca un nuovo rapporto con il blocco, a dieci anni dal referendum sulla Brexit.
Il contrasto è netto. Mentre a Ottawa viene offerto uno status nuovo, ancora indefinito ma potenzialmente di ampia portata, Londra continua a negoziare miglioramenti alla sua relazione con Bruxelles, in gran parte settore per settore.
Il prossimo vertice Ue-Regno Unito, rinviato dall'estate dopo le dimissioni di Keir Starmer e l'arrivo di Burnham a Downing Street, offre l'opportunità di avanzare.
Se già il governo britannico cercava di rivedere i legami con il blocco, l'approccio del Canada verso l'Ue ha definitivamente infranto una delle principali speranze dei sostenitori della Brexit, che puntavano a trasformare la cosiddetta Anglosfera in un'area di libero scambio comprendente Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda.
"Non sorprende che la Brexit non abbia mantenuto quella promessa e i sondaggi britannici abbiano iniziato lentamente a spostarsi a favore di un ritorno nell'Ue", ha dichiarato a Euronews Charles Tannock, ex eurodeputato conservatore che aveva fatto campagna per il Remain.
Da quando è diventato primo ministro, Burnham ha segnalato più volte di voler avvicinare il Regno Unito all'Ue. Ritiene lo status quo "non sufficientemente adeguato" e ha promesso di valutare opzioni che vanno dal seguire l'esempio del Canada fino a un rientro nel blocco.
Mentre Burnham ha riaperto il dibattito interno sul ritorno nell'Ue, il rapporto post-Brexit tra Bruxelles e Londra non è sempre stato semplice, e alcuni funzionari britannici si chiedono perché lo status di "associate membership" non possa essere previsto anche per loro.
"In un mondo ideale, con il Regno Unito avremmo legami ancora più stretti, nella misura in cui il Regno Unito è un Paese europeo e, se lo desidera, l'ambizione non dovrebbe essere una membership associata, ma una piena adesione", ha dichiarato a Euronews Tobias Cremer (Germania/S&D), uno dei principali parlamentari impegnati sui rapporti UE-Canada.
Rapporti Regno Unito-Ue: è ora di guardare avanti
Intervenendo durante un dibattito al Parlamento europeo mercoledì, Bernd Lange, socialista tedesco e presidente della Commissione per il commercio internazionale, ha salutato il "nuovo clima" nelle relazioni Ue-Regno Unito.
Ha suggerito che il Regno Unito potrebbe perseguire una soluzione simile a quella della Svizzera con il blocco, affiancando una cooperazione politica e di sicurezza più stretta e un'unione doganale.
Ma Bruxelles ha respinto il modello svizzero come schema per il Regno Unito durante i negoziati sulla Brexit.
La complessa rete di accordi bilaterali della Svizzera frustra da tempo i funzionari dell'Ue, che sostengono come simili intese siano difficili da monitorare e far rispettare, soprattutto quando prevedono accesso a parti del mercato unico senza tutte le relative obbligazioni.
Invece, i negoziatori britannici e dell'Ue stanno lavorando su accordi specifici che riguardano il commercio agricolo, lo scambio di quote di emissione e la mobilità dei giovani.
Una recente proposta franco-tedesca per includere il Regno Unito nelle norme "Made in Europe" ha rimosso un punto di frizione, ma Londra spera di estenderla ad altri settori in cui percepisce una politica industriale dell'Ue sempre più protezionista.
Nel campo della difesa, l'Ue ha bisogno del Regno Unito come parte di una più ampia architettura europea della sicurezza, ma le due parti non sono riuscite a trovare un accordo per includere Londra nel programma di approvvigionamento della difesa Security Action for Europe (Safe).
Bruxelles ha offerto al Canada condizioni molto migliori per Safe, con un versamento iniziale simbolico di circa 10 milioni di euro. Al Regno Unito ha chiesto invece 6,5 miliardi di euro, senza alcuna garanzia che la sua industria ottenesse contratti, portando a un fallimento dei negoziati.
"Burnham è in fase di apprendimento, a essere sinceri", ha commentato Tannock. "Ne ha bisogno. È stato sindaco di Manchester per diversi anni. Non si è concentrato su questa questione. Ora cercherà di mettersi pienamente al passo con le opzioni disponibili".
Peggy Corlin ha contribuito alla realizzazione di questo servizio.