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L'Unione europea saluta la svolta politica in Serbia dopo la fine del potere di Vučić

Persone festeggiano davanti all'Assemblea nazionale dopo che Aleksandar Vucic, leader del Partito progressista serbo di destra (SNS), ha ammesso la sconfitta alle elezioni parlamentari.
Persone festeggiano davanti all'Assemblea nazionale dopo che Aleksandar Vucic, leader del partito di destra SNS, ha ammesso la sconfitta alle legislative. -  Diritti d'autore  AP Photo/Armin Durgut
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Di Luca Bertuzzi
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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I leader dell'UE e alti funzionari hanno salutato la vittoria elettorale della Student List (Lista degli Studenti) in Serbia, promettendo sostegno alle riforme e un percorso verso l'adesione dopo che Vučić ha riconosciuto la sconfitta

La vittoria della Student List in Serbia raccoglie le congratulazioni dei vertici europei e riaccende le prospettive di un riavvicinamento tra Belgrado e Bruxelles. Dopo quasi due anni di proteste per la democrazia e contro la corruzione, il risultato elettorale viene accolto dalle istituzioni europee come un’occasione per rilanciare le riforme e sbloccare il percorso di adesione del Paese all’Unione.

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La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa hanno espresso congiuntamente la disponibilità dell’UE a sostenere il nuovo corso politico. «Siamo pronti a sostenere le riforme sullo stato di diritto, la libertà dei media, la lotta contro la corruzione e istituzioni democratiche solide, e a lavorare insieme per far avanzare il futuro della Serbia nell’Unione europea», hanno dichiarato.

Anche la commissaria europea per l’Allargamento Marta Kos ha salutato il risultato, sottolineando la partecipazione dei cittadini dopo mesi di mobilitazione. "Per la Serbia può iniziare un nuovo capitolo. La porta dell’UE è aperta e siamo pronti ad andare avanti insieme", ha scritto su X.

Berset: "Una transizione democratica pacifica"

Un messaggio di sostegno è arrivato anche da Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa, che ha accolto con favore l’accettazione del risultato da parte di Aleksandar Vučić e il suo impegno per una transizione democratica pacifica.

Berset ha assicurato la disponibilità dell’organizzazione a collaborare con la nuova leadership serba per rafforzare i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto, sottolineando il valore della perseveranza e dell’impegno dei cittadini nei confronti dei principi europei.

Dal Montenegro, il primo ministro Milojko Spajić ha ricordato che la volontà popolare e il diritto dei cittadini di scegliere liberamente il proprio futuro sono alla base di ogni cambiamento democratico. Spajić ha inoltre auspicato che i rapporti tra i due Paesi si misurino sui risultati concreti della cooperazione, piuttosto che sulle incomprensioni diplomatiche.

Anche il primo ministro ungherese Péter Magyar ha telefonato ai leader della Student List per congratularsi con loro, assicurando il sostegno dell’Ungheria. Magyar ha ricordato come la vittoria del suo movimento in aprile abbia rappresentato un incoraggiamento per gli studenti serbi nella loro mobilitazione.

Il percorso europeo resta una sfida

L’apertura di Bruxelles non significa tuttavia che il percorso di adesione della Serbia sia destinato a sbloccarsi automaticamente. I negoziati sono in stallo da anni, frenati dalle criticità sullo stato di diritto, dalla libertà dei media e dalla lotta alla corruzione, oltre che dal mancato allineamento di Belgrado alle sanzioni europee contro la Russia.

A luglio, otto Stati membri avevano bloccato l’avanzamento dei negoziati, impedendo l’apertura di un nuovo cluster. A complicare ulteriormente i rapporti erano stati, a settembre, i funerali del criminale di guerra condannato Ratko Mladić, ai quali avevano partecipato alti funzionari serbi con modalità che avevano suscitato la condanna dei vertici europei.

Il risultato elettorale apre dunque una nuova possibilità di dialogo, ma la distanza tra le dichiarazioni di disponibilità e i progressi concreti dipenderà dalle scelte del nuovo governo. Per Bruxelles, la priorità resta trasformare le aspettative suscitate dal voto in riforme verificabili e in un impegno più coerente con i valori e la politica estera dell’Unione.

"Ora è il momento dello stato di diritto, delle riforme e di istituzioni che servano tutti i cittadini. Questo dovrebbe essere il percorso verso l’UE", ha scritto sui social Tonino Picula, eurodeputato croato del gruppo dei Socialisti e Democratici e relatore del Parlamento europeo per la Serbia.

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