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Spagna e Marocco: così sono le forze armate dei due Paesi nel 2026

Mohammed VI passa in rassegna le truppe sabato 7 novembre 2015 e Felipe VI il 12 ottobre 2026, nel Giorno della Hispanidad
Mohammed VI passa in rassegna le truppe sabato 7 novembre 2015 e Felipe VI il 12 ottobre 2026, nel Giorno della Hispanidad. -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Cristian Caraballo
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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La Spagna spende tre volte più del Marocco in difesa e primeggia in aria e in mare, ma Rabat ha più truppe e artiglieria a razzi. Il suo riarmo, sostenuto dagli USA, ne rafforza le capacità e riduce il divario con la Spagna. Analizziamo il potenziale militare dei due Paesi.

Il primo F-16 Block 72 della Reale Aeronautica militare del Marocco ha effettuato il suo primo volo il 6 ottobre a Greenville (Carolina del Sud), come ha annunciato Lockheed Martin, ed è già nelle prove preliminari prima della consegna, dopo alcuni ritardi nel programma. È il pezzo più vistoso di un riarmo seguito con molta attenzione in Spagna.

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Ma, con i numeri davanti, quanto pesa oggi la forza militare del Marocco rispetto a quella spagnola? La Spagna resta molto avanti per bilancio e domina il mare con relativa facilità. Rabat, invece, ha più soldati e un'artiglieria a razzi di cui l'Esercito spagnolo è privo da 15 anni.

Spesa per la Difesa: oltre sei a uno

La differenza più netta è nel portafoglio. Secondo l'ultimo rapporto del Sipri (Istituto Internazionale di Studi per la Pace di Stoccolma), la Spagna ha destinato alla Difesa nel 2025 circa 34,3 miliardi di euro, il 50% in più rispetto all'anno precedente, portando il peso della spesa militare al 2,1% del PIL. Il Marocco si è fermato a 5,6 miliardi di euro, contro i 4,9 del 2024. Questo aumento lo mantiene come secondo maggiore investitore militare dell'Africa, dietro l'Algeria, che ha speso 22,7 miliardi.

Alla base c'è la dimensione di ciascuna economia. Il Marocco ha chiuso il 2025 con un PIL di 138,7 miliardi di euro, secondo la Banca Mondiale, mentre l'economia spagnola si è attestata intorno a 1,69 bilioni. Dodici volte di più.

Il Marocco spende il 10% del suo PIL in Difesa?

È uno dei numeri che circolano di più e non coincide con le serie del Sipri. Lo stesso Istituto colloca la spesa militare marocchina del 2025 al 3,54% del PIL. Il 10% assomiglia molto di più a un altro indicatore: il peso della Difesa sulla spesa pubblica, che il Sipri calcola al 10,28% per il 2025.

Con i bilanci accade qualcosa di simile. La legge di finanza marocchina per il 2026 ha autorizzato impegni di spesa futura per l'Amministrazione della Difesa Nazionale pari a 157,2 miliardi di dirham, circa 14,7 miliardi di euro, un capitolo pluriennale che spesso viene presentato come se fosse la spesa di un solo esercizio. Quello che verrà effettivamente pagato nel 2026, i crediti di pagamento, ammonta a 55,3 miliardi di dirham (5,2 miliardi di euro).

La Spagna, dal canto suo, ha raggiunto il 2% del PIL nel 2025 e punta a consolidarlo nel 2026, pur restando l'unico alleato che ha rifiutato di assumere l'obiettivo del 5% entro il 2035.

Effettivi: più soldati a sud dello Stretto

Qui il piatto della bilancia si sposta. Diverse fonti concordano nel ritenere che il Marocco abbia tra 195.000 e 200.000 militari in servizio attivo e circa 150.000 riservisti. Inoltre, a differenza della Spagna, il Marocco mantiene il servizio militare obbligatorio, reintrodotto nel 2019. Per numero di truppe, la forza militare del Marocco supera ampiamente quella spagnola.

È qui che conviene diffidare dei 400.000 diventati virali in vari media. Il dato arriva dalla scheda di Global Firepower aggiornata al 21 gennaio 2026, che attribuisce al Paese africano anche circa 250.000 riservisti e, alla data di chiusura di questo articolo, nessun altro registro indipendente lo conferma.

L'Esercito spagnolo ha un problema di organici. Al 1º gennaio 2025 contava 116.739 militari in servizio attivo, al di sotto del minimo legale di 130.000 fissato dalla Legge sulla carriera militare, e l'anno si è chiuso con 832 effettivi in meno. La riserva è ancora più debole: all'inizio del 2024 c'erano 3.091 riservisti volontari.

Aviazione: Eurofighter contro F-16 Viper

La Spagna vola con più velivoli e con un'incognita di lungo periodo. L'annuario World Air Forces 2026 di FlightGlobal le attribuisce 81 EF-18 Hornet e 67 Eurofighter, con altri 45 ordinati. Il primo Halcón (Falco), un biposto, è uscito dallo stabilimento di Getafe il 1º giugno e il secondo lotto inizierà a essere consegnato nel 2030.

Il problema è il dopo. La Spagna ha accantonato l'F-35 nell'agosto 2025 per puntare su un caccia europeo e, nel giugno 2026, il FCAS, il velivolo su cui puntava, si è incrinato tra Francia e Germania. Parigi svilupperà il proprio aereo da sola.

Il Marocco segue un'altra strada. Washington ha approvato nel 2019 la vendita di 25 F-16 Block 72 per circa 3,38 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 23 kit per modernizzare gli F-16 già in servizio.

Una serie di aerei
Una serie di aerei AP Photo

E l'F-35? Ci sono indizi di colloqui avanzati, ma l'operazione resta nel campo del possibile e richiederebbe l'approvazione finale dell'Amministrazione statunitense e del Congresso. Media specializzati hanno parlato di 32 velivoli per circa 13,5 miliardi di euro spalmati su 45 anni, manutenzione inclusa, senza conferma ufficiale.

Per gli elicotteri, Rabat dispone già di 12 dei 24 AH-64E Apache ordinati e aspetta il resto a lotti tra il 2026 e il 2027. La Spagna modernizzerà i suoi 18 Tigre allo standard MKIII. Il Marocco ha inoltre completato la ricezione del sistema israeliano Barak MX, con tre batterie e 225 missili intercettori con una gittata fino a 70 chilometri, secondo il database del SIPRI.

Forze terrestri: dove Rabat spinge

È a terra che la forza militare del Marocco si avvicina di più a quella spagnola. Rabat utilizza il carro statunitense M1A2 Abrams e, sebbene l'opacità del Paese impedisca un conteggio esatto, si stimano circa 200 unità in servizio e altre 150 ordinate. La Spagna dispone di 220 Leopardo 2E e di una cinquantina di 2A4, che prevede di aggiornare allo standard 2A8.

La asimmetria più evidente riguarda i lanciarazzi. Global Firepower attribuisce al Marocco 185 sistemi e alla Spagna nessuno; l'Esercito di Terra ha perso questa capacità quando ha ritirato il Teruel nel 2011. Il Marocco, invece, combina sistemi cinesi con l'israeliano PULS, già operativo, e aspetta l'HIMARS statunitense, di cui Washington ha approvato la vendita di 18 lanciatori.

C'è un paradosso. Il programma spagnolo Silam doveva basarsi proprio sul PULS, ma il contratto è stato annullato a causa dell'embargo sulla tecnologia militare israeliana decretato dal Governo; il 30 dicembre 2025 Escribano e Rheinmetall Expal hanno presentato alla Difesa un'alternativa nazionale. Nel frattempo, l'Esercito marocchino riceve già blindati 8x8 WhAP assemblati nel Paese.

Soldati dell'esercito marocchino sfilano durante le celebrazioni per il 50º anniversario delle Forze Armate Reali del Marocco il 14 maggio 2006
Soldati dell'esercito marocchino sfilano durante le celebrazioni per il 50º anniversario delle Forze Armate Reali del Marocco il 14 maggio 2006 AP Photo

In mare, la distanza è enorme

La Marina è il grande cuscinetto della Spagna. La sua spina dorsale sono le cinque fregate F-100 della classe Álvaro de Bazán, mentre Rabat ha come nave ammiraglia un'unica fregata FREMM. A queste si aggiungono la LHD Juan Carlos I, che funge da portaeromobili, e le due navi anfibie della classe Galicia.

Sott'acqua non c'è paragone possibile, perché la capacità sottomarina è una delle carenze storiche del Marocco. Il sottomarino S-81 Isaac Peral è in servizio da novembre 2023, e l'S-82 Narciso Monturiol è in prove di porto e di mare dall'estate, con consegna prevista per l'ultimo trimestre dell'anno; sarà il primo a uscire dal cantiere con la propulsione indipendente dall'aria. In superficie, la fregata F-111 Bonifaz, prima della nuova serie, entrerà in servizio nella Marina nel 2028.

Il fattore Washington nella forza militare del Marocco

Ciò che è cambiato nel 2026 è il sostegno politico che accompagna gli acquisti. Marocco e Stati Uniti hanno firmato al Pentagono una roadmap di cooperazione militare per il periodo 2026-2036 e, a febbraio, le FAR hanno già testato il sistema di comunicazione tattica Link-16, finora riservato ai membri della NATO.

Il Senato statunitense ha fatto un passo ulteriore: una clausola della sua legge sulla Difesa incarica il Pentagono di presentare entro 180 giorni un piano decennale per trasformare il Marocco nel suo partner militare più capace in Africa. Gli Stati Uniti concentrano già intorno al 60% delle importazioni di armamenti marocchine.

Rabat punta anche a produrre in casa. Il Governo ha autorizzato dieci progetti industriali nel settore Difesa per un investimento di circa 231 milioni di euro, e una lettera d'intenti prevede di fabbricare nel Paese un sistema d'attacco autonomo a lungo raggio, l'Irifi, con un raggio dichiarato di circa 2.000 chilometri.

La Spagna gioca con altre carte. La sua industria la colloca tra i pochi Paesi capaci di progettare e costruire sottomarini d'attacco convenzionali e appartiene alla NATO, anche se l'ambito geografico definito dall'articolo 6 del Trattato di Washington non include in modo esplicito Ceuta e Melilla.

Ciò che i ranking non misurano

Nell'indice Global Firepower 2026, la Spagna occupa il 18º posto su 145 e la forza militare del Marocco appare al 56º. È la classifica più citata, ma non pubblica una metodologia verificabile e ammette di basarsi sul CIA World Factbook e su fonti non identificate.

La tendenza, in ogni caso, è al rialzo. La forza militare del Marocco era al 59º posto nell'edizione 2025 e al 61º in quella 2024. La graduatoria non segue neppure il ritmo delle consegne: attribuisce alla Spagna zero aerei cisterna, mentre l'Esercito dell'Aria riceve quest'anno il suo terzo A330 MRTT.

La frizione reale tra i due Paesi, inoltre, non è passata finora per caccia o blindati. Alla fine di luglio, l'arrivo di migranti a Ceuta si è tradotto in un ingresso massiccio via mare e attraverso il molo di confine, la crisi più grave tra i due Paesi dal 2021.

Il prossimo dato che verrà esaminato al dettaglio a Madrid arriverà presto. Mohamed VI ha presieduto sabato a Rabat il Consiglio dei ministri che ha approvato gli orientamenti generali del bilancio per il 2027, e lo stanziamento per la Difesa si conoscerà quando il progetto arriverà in Parlamento.

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