Il Consiglio UE ha adottato una raccomandazione per rafforzare il sostegno alle famiglie a rischio di perdere la casa, prevenire gli sfratti e aumentare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili, contrastando l’esclusione abitativa e la condizione di senza dimora nei 27 Stati membri
Il Consiglio dell'Unione europea (UE) ha adottato lunedì una raccomandazione con la quale gli Stati membri si impegnano a "profondere maggiori sforzi per prevenire e combattere la situazione di senza dimora e l'esclusione abitativa", si legge in un comunicato stampa pubblicato sul sito dell'istituzione. L'obiettivo è garantire "che le persone in situazioni vulnerabili abbiano un luogo che possano chiamare 'casa'".
Dalla raccomandazione emerge "un insieme completo di misure" che combinano il "sostegno di emergenza" con "soluzioni a lungo termine per prevenire la situazione di senza dimora e garantire l'accesso a un alloggio adeguato e sicuro", offrendo a questi cittadini una casa dove dispongano dei servizi di base e di condizioni di sicurezza.
Attraverso questo strumento, il Consiglio dell'Unione europea, organo decisionale che riunisce i governi di tutti gli Stati membri del blocco europeo, invita i 27 Paesi "ad adottare quadri strategici per combattere l'esclusione abitativa e la situazione di senza dimora, o a rafforzare ulteriormente quelli già esistenti".
Si tratta di cornici che, precisa l'istituzione, "devono basarsi su politiche incentrate sulla persona e orientate all'alloggio, e devono includere obiettivi pertinenti, con scadenze definite, realizzabili e misurabili".
Un'altra misura inclusa in questo approccio proposto dal Consiglio dell'UE riguarda la necessità di effettuare "la rilevazione e identificazione precoce dei nuclei familiari a rischio di perdere l'abitazione, in particolare attraverso sistemi di allerta" concepiti a tale scopo.
L'istituzione suggerisce inoltre "interventi mirati per sostenere i nuclei familiari a rischio, compresa la consulenza in materia di debiti, le garanzie contro gli sfratti forzati, sostegno di emergenza per il pagamento degli affitti e mediazione".
D'altra parte, la raccomandazione prevede anche "l'impegno, da parte degli Stati membri dell'UE, a garantire che nessun bambino sia privato di un alloggio adeguato e che i minori e i giovani che lasciano istituti o percorsi di affido familiare abbiano accesso a un alloggio e a sostegno".
È prevista anche la creazione di uno "sportello unico", nell'ambito di quella che dovrebbe essere "un'impostazione semplificata che garantisca" che le persone che si trovano già in situazione di senza dimora o di esclusione abitativa "possano accedere facilmente ai servizi di cui hanno bisogno".
In tale "sportello" è previsto che i cittadini "possano ottenere rinvii tempestivi e semplificati agli enti di sicurezza sociale, di assistenza sociale e ai servizi sociali e sanitari competenti".
Il Consiglio dell'Unione europea "sollecita inoltre la creazione di piani di sostegno personalizzati", che dovrebbero basarsi "su valutazioni individuali, con sostegno e orientamento forniti da squadre di intervento comunitarie e multidisciplinari", comprendendo "professionisti della salute, assistenti sociali e banche alimentari".
Infine, questo organo decisionale "riconosce che la mancanza di alloggi sociali e a prezzi accessibili svolge un ruolo significativo nell'aumento dei tassi di esclusione abitativa e di persone in situazione di senza dimora nell'UE".
Per questo motivo "propone misure volte a incrementare l'offerta di alloggi sociali e a prezzi accessibili", tra cui "investimenti pubblici e privati in abitazioni nuove e ristrutturate, un uso più efficiente del patrimonio abitativo esistente e il sostegno a modelli di alloggio alternativi e senza scopo di lucro".
Trattandosi di una raccomandazione, questa iniziativa del Consiglio dell'Unione europea non è giuridicamente vincolante, come previsto dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).
Funziona quindi come un orientamento politico per incoraggiare i 27 Paesi del blocco europeo ad agire per contrastare, in questo caso, il problema dell'esclusione abitativa.
Inoltre, gli Stati membri sono incoraggiati "ad aggiornare la Commissione europea, ogni cinque anni, sull'efficacia delle loro strategie per combattere l'esclusione abitativa e la situazione di senza dimora nei rispettivi Paesi".
Sulla base di tali relazioni, l'esecutivo comunitario "analizzerà i progressi compiuti a livello nazionale e presenterà una relazione al Consiglio cinque anni dopo l'adozione della raccomandazione".
Secondo il Consiglio dell'UE, questa raccomandazione rientra "negli sforzi continui" del blocco europeo "per far fronte alla crisi dell'alloggio in Europa" ed è stata "annunciata nell'ambito del Plano Europeu de Habitação a Preços Acessíveis (Piano europeo per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili)".
Un problema che si sta diffondendo in tutta Europa
Questa iniziativa del Consiglio dell'UE arriva in un momento in cui si stanno moltiplicando le proteste per il diritto alla casa in diversi Paesi d'Europa.
È il caso del Portogallo, dove negli ultimi giorni migliaia di manifestanti hanno organizzato accampamenti nei centri delle città di Porto e Lisbona.
Azioni ispirate a quelle che sono iniziate alla fine di settembre in Puerta del Sol, una delle piazze più famose della capitale spagnola, Madrid. Le rivendicazioni, in entrambi i casi, sono le stesse: i manifestanti chiedono alloggi dignitosi a prezzi accessibili e molti denunciano che avere un lavoro non basta più per riuscire ad affittare un appartamento nei grandi centri urbani.
Di fatto, i dati del Deutsche Bank Research Institute, citati da Euronews a luglio 2025, mostrano che Lisbona è stata, in quell'anno, la città europea in cui la percentuale dello stipendio destinata alle spese di affitto era più alta, con il rapporto tra salario e affitto fissato al 116%. Seguivano Barcellona (74%), Madrid (74%) e Milano (72%), in Italia, un'altra delle città in cui si registrano, in questo mese di ottobre, mobilitazioni contro il caro vita.