L’iniziativa si inserisce nel percorso di stesura della legge di bilancio e mira a contrastare gli effetti dell'inflazione e a salvaguardare il potere d’acquisto dei cittadini. A quanto si apprende, si tratta di una lettera congiunta di Italia e Repubblica Ceca
Il governo italiano ha formalizzato una richiesta di cooperazione finanziaria indirizzata alle istituzioni comunitarie e la Commissione europea la ha ricevuta.
Lo ha riferito all’Ansa un portavoce dell’esecutivo europeo, precisando che si tratta di una lettera congiunta di Italia e Repubblica Ceca.
Ricordiamo che martedì scorso Meloni è stata in visita ufficiale a Praga dove ha avuto un bilaterale con Andrej Babis.
Mercoledì 30 settembre 2026, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha quindi inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per sollecitare una maggiore elasticità nell’applicazione delle regole di bilancio.
L’iniziativa dell’esecutivo mira a contrastare gli effetti dellaspinta inflazionistica originata dai costi delle materie prime energetiche e a salvaguardare il potere d’acquisto dei cittadini.
La trattativa avviata con le istituzioni di Bruxelles si inserisce nel percorso di stesura del documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) che andrà approvato e trasmesso al parlamento entro il 2 ottobre e fornirà la base per la manovra di bilancio, i cui spazi restano esigui.
Per uscire dalla procedura nel 2027 il deficit 2026 dovrà restare sotto il 3%.
E qui si incrocia il dossier della clausola europea: Roma ha chiesto a Bruxelles flessibilità per circa 36 miliardi nel triennio 2026-2028, tra difesa ed energia. Ma usare nuovo deficit rendere più difficile rispettare il traguardo.
Qual è la richiesta di Meloni a Bruxelles
Nel testo inviato ai vertici dell’Unione europea, la leader dell’esecutivo sottolinea la necessità di strumenti straordinari per evitare processi di deindustrializzazione all’interno del mercato unico.
Il governo chiede di sottrarre gli investimenti strategici destinati alla transizione energetica dal calcolo del deficit strutturale monitorato dalla Commissione Europea.
La misura si rende indispensabile, secondo la maggioranza, per sostenere le imprese nazionali senza compromettere la stabilità dei conti pubblici nei prossimi cicli di programmazione economica.