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Caro-carburanti in Italia, anche SOCAR interviene: tetto ai prezzi sulla rete IP

Pompa di benzina in Italia - archivio
Pompa di benzina in Italia - archivio -  Diritti d'autore  GREGORIO BORGIA/AP2001
Diritti d'autore  GREGORIO BORGIA/AP2001
Di Stefania De Michele
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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La compagnia statale azera SOCAR annuncia un price cap progressivo sulla rete IP dopo l'acquisizione di Italiana Petroli. Da lunedì anche nei distributori ENI sarà introdotto un tetto massimo per il prezzo di benzina e gasolio

SOCAR annuncia un tetto ai prezzi di benzina e gasolio sulla rete Italiana Petroli (IP). La compagnia energetica statale dell'Azerbaigian, che lo scorso maggio ha acquisito il controllo del gruppo italiano, ha deciso di intervenire sul caro-carburanti fissando un limite ai prezzi praticati dai distributori.

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Il meccanismo sarà introdotto progressivamente a partire dalla rete a marchio IP. SOCAR non ha ancora indicato quale sarà il valore massimo alla pompa: nella nota diffusa domenica spiega che il livello del tetto sarà definito tenendo conto delle diverse esigenze e della sostenibilità economica della filiera.

La società prevede inoltre di studiare le modalità per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori che acquistano carburanti da IP e li distribuiscono attraverso i propri marchi.

La pressione sui prezzi e l'intervento delle compagnie

Il provvedimento di SOCAR si inserisce in un quadro di forte criticità in relazione all'andamento dei prezzi alla pompa. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) pubblica ogni giorno le medie nazionali, mentre i prezzi effettivamente praticati dai singoli distributori sono raccolti attraverso l'Osservatorio prezzi carburanti.

Il tema riguarda in particolare il gasolio, il cui prezzo ha continuato a risentire delle tensioni sui mercati energetici e delle difficoltà lungo le catene di approvvigionamento.

SOCAR non è l'unica grande compagnia ad aver annunciato un intervento sui prezzi: anche ENI ha introdotto un meccanismo di price cap sulla propria rete, in un contesto nel quale il governo ha chiesto agli operatori di contribuire a contenere l'impatto del caro-carburanti su famiglie e imprese.

La differenza, nel caso di SOCAR, è che il provvedimento arriva pochi mesi dopo l'acquisizione di IP e rappresenta quindi anche uno dei primi segnali della nuova strategia del gruppo azero sul mercato italiano.

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha rivendicato la scelta di SOCAR di introdurre il tetto massimo, ricordando di aver chiesto all'azienda un intervento sui prezzi all'inizio del mese di settembre.

SOCAR, la compagnia petrolifera statale dell'Azerbaigian

SOCAR è la State Oil Company of the Republic of Azerbaijan, la compagnia petrolifera statale azera. Il gruppo opera lungo diverse fasi della filiera energetica, dalla produzione di petrolio e gas alla raffinazione, alla logistica e alla commercializzazione.

La sua presenza in Italia si è rafforzata nel 2026 con l'acquisizione di Italiana Petroli, il gruppo proprietario della rete IP. L'operazione è stata perfezionata l'8 maggio, quando SOCAR ha acquisito da API Holding il 99,82 per cento del capitale di IP.

IP ha una presenza capillare sul territorio italiano e dispone di un sistema integrato che comprende attività di raffinazione, depositi e distribuzione. L'ingresso di SOCAR ha quindi portato sotto il controllo del gruppo azero una delle principali reti italiane di vendita di carburanti.

Carburanti, i prezzi del 27 settembre

L'annuncio della compagnia azera arriva mentre i prezzi dei carburanti restano su livelli elevati. Secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), oggi, domenica 27 settembre, il prezzo medio nazionale in modalità self service sulla rete stradale è di 2,159 euro al litro per la benzina e 2,377 euro per il gasolio.

Sulla rete autostradale la media sale a 2,254 euro al litro per la benzina e 2,459 euro per il gasolio. Il MIMIT calcola le medie nazionali sulla base dei prezzi comunicati dagli esercenti e aggiorna i dati quotidianamente.

Il dato sul diesel è particolarmente significativo: sulla rete autostradale il prezzo medio si avvicina ormai a 2,50 euro al litro.

Il price cap partirà dalla rete IP

Il nuovo meccanismo annunciato da SOCAR sarà applicato inizialmente ai distributori con marchio IP. La compagnia afferma di voler sostenere anche i gestori e i retisti, cioè gli operatori che gestiscono gli impianti, tenendo conto della necessità di mantenere in equilibrio l'intera filiera.

La compagnia azera spiega che il prezzo massimo sarà stabilito sulla base delle diverse esigenze, con l'obiettivo dichiarato di garantire la continuità della filiera e sostenere famiglie e imprese in una fase caratterizzata da prezzi particolarmente elevati.

L'azienda studierà poi come estendere il sistema alle stazioni Esso e agli altri operatori che si riforniscono da IP. L'eventuale estensione potrebbe quindi interessare una rete più ampia rispetto ai soli impianti direttamente riconducibili al marchio IP.

SOCAR e il rapporto con l'Italia

L'intervento sui carburanti arriva inoltre mentre SOCAR consolida i propri rapporti con l'Italia anche al di fuori del settore energetico.

La compagnia azera ha infatti ufficializzato una partnership strategica con la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).

La decisione di porre un tetto ai prezzi di benzina e gasolio sulla rete Italiana Petroli, "conferma la vicinanza di SOCAR all'Italia, nel momento in cui la compagnia azera ufficializza una partnership strategica con la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), diventando Partner energetico globale delle nazionali di calcio maschile e femminile dal 1 gennaio 2027 al 31 dicembre 2030, con la possibilità di estensione per ulteriori due anni" si legge in una nota della compagnia.

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