Si amplia il fronte delle compagnie che introducono un tetto ai prezzi dei carburanti. Dopo Eni e IP, anche Q8 applicherà prezzi calmierati su benzina e gasolio dal 1° ottobre. Il governo rivendica il risultato, mentre i consumatori chiedono sconti più trasparenti e misure estese fino a fine anno
Q8 entra nel piano di contenimento dei prezzi dei carburanti promosso dal governo italiano, ha comunicato la compagnia del Kuwait in una nota martedì.
Dopo i tagli entrati in vigore lunedì nella rete Eni e in parte di quella IP (controllata da Socar, compagnia statale azera), i distributori Q8 applicheranno un tetto ai prezzi di benzina e gasolio per 30 giorni a partire dal 1° ottobre, con l'obiettivo di offrire un beneficio agli automobilisti in questa fase di tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati energetici.
L'azienda ha spiegato che la misura sarà adottata con modalità differenziate all'interno della propria rete distributiva e che verranno previsti aiuti per garantire la sostenibilità economica dei gestori.
La decisione del Kuwait, che era stato invitato a misure di solidarietà dall'esecutivo italiano, rafforza la strategia perseguita dalla premier Giorgia Meloni, che nelle ultime settimane ha puntato sulla collaborazione con le principali compagnie energetiche per limitare gli aumenti alla pompa senza introdurre nuove imposte sul settore.
Il governo punta sull'effetto domino tra le compagnie
L'annuncio è stato accolto positivamente da Palazzo Chigi. In una nota Meloni ha ringraziato il Kuwait e il gruppo che controlla il marchio in Italia per avere aderito all'iniziativa, definendo la decisione "un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane".
Sulla stessa linea il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui l'ingresso di Q8 nel piano rappresenta "un effetto domino che aiuta l'economia di famiglie e imprese" e conferma l'efficacia della linea seguita dal governo nei confronti delle compagnie energetiche.
Da parte sua il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha accolto con favore la scelta del gruppo. Secondo il ministro, il coinvolgimento dei grandi operatori potrebbe favorire benefici lungo tutta la filiera distributiva, con possibili effetti anche sugli impianti che non fanno parte delle principali reti nazionali.
In vista dell'incontro dell'8 ottobre con i principali operatori del settore, Pichetto ha evidenziato anche la necessità di fare il punto sulla capacità di raffinazione italiana.
Secondo il ministro l'Italia è sostanzialmente autosufficiente per il gasolio, da cui dipende gran parte dei trasporti e della filiera commerciale, ma presenta carenze in segmenti strategici come il carburante per l'aviazione, dal momento che il Paese consuma circa 5 milioni di tonnellate di jet fuel all'anno ma ne produce meno di 3 milioni, sottolineando come il problema sia ancora più grave a livello europeo.
Prezzi carburanti in calo, ma i consumatori chiedono trasparenza
Intanto arrivano i dati aggiornati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Martedì 29 settembre il prezzo medio nazionale self service della benzina è di 2,126 euro al litro, mentre quello del gasolio si attesta a 2,335 euro al litro.
Sulla rete autostradale i prezzi medi sono invece di 2,180 euro per la benzina e 2,383 euro per il diesel.
I numeri mostrano una lieve flessione rispetto ai giorni precedenti, anche se resta da verificare quale sarà l'effetto complessivo delle iniziative adottate dalle compagnie sulla spesa sostenuta dagli automobilisti.
Assoutenti ha accolto favorevolmente la decisione di Q8, ma chiede maggiore chiarezza sull'entità degli sconti applicati nei singoli distributori. Per l'associazione dei consumatori è necessario indicare con precisione quanto scenderanno i prezzi e quanti impianti aderiranno all'iniziativa.
Secondo il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso, "le compagnie petrolifere hanno ampi margini per far scendere i listini rinunciando ad una parte dei loro enormi profitti", mentre price cap e sconti non dovrebbero limitarsi a 30 giorni ma essere prorogati almeno fino alla fine dell'anno.
Anche le opposizioni hanno giudicato le concessioni dei grandi marchi della produzione e della distribuzione di carburanti come una mossa tattica, dal momento che la rinuncia a uno o comunque a pochi mesi di utili ha evitato misure più pesanti come una tassazione degli extraprofitti accumulati negli ultimi anni grazie ai rincari innescati dalle guerre all'Ucraina e all'Iran.