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Trump e Xi promettono cooperazione e una "competizione sana" tra Cina e Stati Uniti

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha elogiato la "amicizia davvero straordinaria" che ha sviluppato con Xi Jinping.
Il presidente USA Donald Trump ha elogiato la "vera grande amicizia" che ha sviluppato con Xi Jinping -  Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Peter Barabas
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Il presidente cinese Xi Jinping avvia una visita di Stato molto attesa negli Stati Uniti, mentre i nodi più spinosi dominano i colloqui: "I due Paesi hanno una responsabilità storica".

Il presidente statunitense Donald Trump ha esaltato la "vera grande amicizia" sviluppata con Xi Jinping, mentre il presidente cinese dava giovedì il via alla sua visita di Stato negli Stati Uniti.

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Nel suo intervento iniziale, prima dei colloqui ufficiali alla Casa Bianca, Xi ha detto a Trump di essere "pronto a lavorare con lei per tenere il grande vascello delle relazioni Cina-Stati Uniti su una rotta stabile verso il futuro" e che i due Paesi "devono mantenere la linea del no conflitto e della non confrontazione".

Il leader cinese ha sottolineato che Cina e Stati Uniti sono le due superpotenze che, di fronte ai cambiamenti nel mondo e nel nostro tempo, "si assumono una responsabilità storica nel promuovere lo sviluppo e il progresso dell’umanità".

Trump: con Xi costruita dal 2016 "una vera grande amicizia"

"Possiamo certamente trovare la giusta via perché due grandi Paesi convivano su questo pianeta che entrambi chiamiamo casa"", ha affermato Xi, aggiungendo che "attraverso un dialogo franco, approfondito e continuo, i nostri due Paesi possono capirsi meglio, cercare un terreno comune mettendo da parte le divergenze e costruire una fiducia reciproca".

Anche se l’attesissima visita di Xi a Washington è iniziata con i due leader che hanno rivendicato il loro rapporto di lunga data, i due rivali economici globali si preparano ad affrontare, nei colloqui formali, i nodi più difficili.

"Dal momento della mia prima elezione nel 2016, il presidente Xi e io abbiamo costruito un’amicizia, una vera grande amicizia, in realtà, fondata sul rispetto reciproco e sugli interessi vitali dei nostri popoli", ha dichiarato Trump, ricordando anche la cooperazione durante la Seconda guerra mondiale.

Guardando al futuro, Trump ha detto che Stati Uniti e Cina stanno lavorando per relazioni commerciali "più equilibrate" e che i colloqui si concentreranno su politica estera, commercio, cooperazione finanziaria, sicurezza e intelligenza artificiale, individuata come tema centrale.

Xi, da parte sua, ha detto di auspicare che "le aziende cinesi siano trattate in modo equo qui negli Stati Uniti", mentre la Cina è pronta ad accogliere le imprese statunitensi, e che "la competizione deve essere sana e mantenuta entro limiti ragionevoli".

La Cina ha resistito alle pressioni e alle minacce economiche dell’amministrazione Trump affinché sfruttasse la propria notevole influenza per convincere l’Iran ad accettare le condizioni fissate dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Iran, nonostante Pechino dipenda dal petrolio del Golfo molto più di Washington.

Pechino ha condannato la guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e Xi, in passato, aveva già espresso il timore che il conflitto segnasse un ritorno a quella che aveva definito "la legge della giungla".

Si prevede che Xi torni a fare pressione su Trump, come già aveva fatto quando i due leader si sono incontrati a Pechino in maggio, per ottenere una fine definitiva della vendita di armi a Taiwan, che Pechino considera la questione più delicata nel rapporto tra Stati Uniti e Cina.

Lo scorso maggio, Trump aveva definito le forniture di armi a Taiwan "un’ottima carta negoziale" nei confronti della Cina. Sul fronte commerciale, Pechino sta premendo perché Washington allenti le restrizioni all’esportazione di chip avanzati di ultima generazione.

Mercoledì le due parti hanno concordato di prorogare di due mesi la tregua commerciale di un anno, che sarebbe scaduta il 10 novembre, mentre cercano di raggiungere un accordo più duraturo. "Dev’essere una corsa in cui ci si insegue a vicenda, non un braccio di ferro in cui uno vince e l’altro perde", ha dichiarato Xi.

Xi: Cina e Stati Uniti devono garantire che l’AI resti "sempre sotto il controllo umano"

Xi ha fatto riferimento all’intelligenza artificiale anche nelle osservazioni iniziali, affermando che i due Paesi hanno la responsabilità di garantire che siano sempre gli esseri umani a gestire l’AI.

"Abbiamo sia le capacità sia la responsabilità di sviluppare e gestire l’AI a fin di bene e di garantire che il suo sviluppo resti sempre sotto controllo umano e al servizio del benessere delle persone", ha detto il leader cinese.

Trump ha scritto in un post sui social media, pubblicato giovedì mattina, che l’intelligenza artificiale sarà uno dei temi principali dell’agenda, in un contesto di crescente inquietudine globale per i rischi che la tecnologia pone all’umanità. "Voglio lasciarla esattamente dov’è", ha aggiunto Trump. "Questa è anche la posizione della Cina".

All’inizio della settimana si sono incontrati i ministri delle Finanze dei due Paesi, e Washington ha proposto un nuovo "meccanismo di notifica" per gli incidenti legati all’AI tra le due nazioni.

Concludendo le dichiarazioni iniziali, Xi ha inoltre annunciato che la Cina inviterà nei prossimi cinque anni 100mila giovani statunitensi a recarsi nel Paese per studi e scambi e che invierà due panda allo zoo di Atlanta. Il presidente cinese ha definito i popolari animali "messaggeri di amicizia".

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