Il Pontefice conclude in Uruguay la prima tappa del suo viaggio apostolico, invitando i fedeli a vivere la fede con coraggio e i governanti a lavorare per il bene comune. Poi l'arrivo in Argentina, tra le polemiche anti-Milei
Leone XIV ha concluso in Uruguay la prima tappa del suo viaggio in America Latina, facendo appello ai fedeli a dirsi cristiani con orgoglio e ai governanti a lavorare per il "bene di tutti".
Bisogna "vivere la nostra fede con coraggio, non avere paura di dire: sono cristiano, sono cattolico, credo in Gesù Cristo", ha detto il Papa davanti ad almeno 50mila fedeli riunitisi davanti alla Cattedrale di Florida, a una novantina di chilometri da Montevideo, dopo le tappe in giornata a Pyasandu e proprio nella capitale.
"Il popolo dell'Uruguay è capace di grandi cose", ha aggiunto, "ciò che abbiamo ricevuto e offriamo gratuitamente con la grazia di Dio si moltiplica, apre orizzonti e arricchisce le nostre vite dando loro un senso nuovo".
Questa "la matematica della fede" del pontefice, il primo della storia di origini americane, che ha esaltato il ruolo della donne nella trasmissione della fede ed esortato i padri di famiglia a "pregare e vivere onestamente" e "trattare le mogli con rispetto" per dare il migliore esempio ai più giovani.
Nella sua omelia il Santo Padre ha avuto parole anche per l'attentato a Cracovia, per cui si è detto "profondamente addolorato".
Dopo l'Uruguay Papa Leone va in Argentina
La visita pastorale arriva a meno di un mese dall'operazione subita dal Papa per asportare un tumore maligno a un polmone.
In serata l'atterraggio a Buenos Aires con il benvenuto alla Casa Rosada del presidente argentino, Javier Milei. La polizia federale ha arrestato un uomo di 49 anni, nella provincia della capitale, con l'accusa di avere minacciato di morte il Papa.
Un'occasione per una minima tensione, che si respira peraltro tra i critici del leader argentino e della sua retorica aggressiva, simboleggiata dal leone, animale spesso richiamato da Milei. "Finalmente un leone che unisce", si legge su manifesti comparsi in città in occasione dell'arrivo di Papa Prevost.
Questa tappa, la seconda prima della chiusura in Perù, vedrà Leone impegnato tra Buenos Aires, Córdoba e Luján.
Per i cattolici argentini la visita vale moltissimo, dal momento che questo viaggio sudamericano era uno dei desideri di Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio e argentino di nascita, deceduto il giorno di Pasquetta del 2025.