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Francia, sciopero nazionale contro il bilancio di austerità del governo

Studenti si scontrano con la polizia durante una protesta contro la mancanza di risorse nelle scuole, a Parigi, il 3 novembre 2026.
Studenti si scontrano con la polizia durante una protesta contro le scuole sottofinanziate a Parigi, 3 novembre 2026. -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Estelle Nilsson-Julien
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Il giorno dopo che i parlamentari francesi hanno respinto la prima parte della legge di bilancio 2027, il Paese si prepara a uno sciopero nazionale

Centinaia di migliaia di persone sono attese giovedì nelle piazze francesi per una giornata di sciopero nazionale che coinvolgerà sindacati, studenti, gilet gialli e lavoratori di numerosi settori. La mobilitazione, che interesserà trasporti, sanità, istruzione e servizi pubblici, si inserisce in settimane di proteste contro il costo della vita, l'aumento dei prezzi dei carburanti e i tagli previsti dal bilancio 2027.

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Alla protesta dovrebbero partecipare controllori del traffico aereo, ferrovieri, lavoratori portuali e dipendenti delle poste, oltre al personale sanitario e scolastico. Le manifestazioni arrivano in un momento di forte tensione politica, dopo che mercoledì l'Assemblea nazionale ha respinto la prima parte del disegno di legge di bilancio per il 2027 con un voto trasversale ai partiti.

Il testo originario del governo passerà ora al Senato, dove è atteso un voto il 9 dicembre. Successivamente, una commissione parlamentare tenterà di trovare un compromesso prima del ritorno del provvedimento all'Assemblea nazionale.

Oltre 70.000 agenti per la giornata di protesta

Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha annunciato il dispiegamento di oltre 70.000 agenti delle forze dell'ordine. La loro "missione primaria", ha spiegato, sarà garantire che le manifestazioni si svolgano "pacificamente" e "senza incidenti".

Secondo Nuñez, i servizi di intelligence hanno rilevato un "notevole interesse" da parte dell'estrema sinistra e di gruppi violenti, che potrebbero cercare di provocare disordini, organizzare cortei non autorizzati o compiere saccheggi e atti di vandalismo contro negozi ed edifici pubblici.

A Parigi, le autorità hanno modificato il percorso proposto dai sindacati, autorizzando un itinerario alternativo. Le restrizioni rientrano nelle misure di sicurezza rafforzate dopo le violenze del 17 e 18 ottobre, quando manifestazioni in gran parte pacifiche erano state accompagnate da episodi di vandalismo e saccheggi.

Sindacati e organizzazioni per i diritti umani hanno contestato le misure, denunciando pratiche di polizia eccessive e provvedimenti "autoritari" volti a limitare il diritto di protesta. Le forze dell'ordine francesi sono state inoltre accusate di ricorrere a un uso sproporzionato della forza contro i manifestanti.

La battaglia sul bilancio e la crisi del costo della vita

Con le elezioni presidenziali di aprile a meno di sei mesi di distanza, il governo del presidente Emmanuel Macron cerca di far approvare il bilancio 2027 in un Parlamento privo di una maggioranza assoluta. Il piano prevede misure di austerità per contenere debito e deficit, in una situazione che ha allarmato i mercati finanziari e attirato le pressioni dell'Unione europea.

I principali sindacati hanno criticato duramente la manovra. In un comunicato diffuso giovedì, hanno sostenuto che il bilancio "aggrava la situazione colpendo i più vulnerabili e le persone malate, congelando le prestazioni sociali e indebolendo il ruolo di protezione del sistema di sicurezza sociale".

La protesta affonda le radici anche nel malcontento degli studenti, scesi in piazza da metà settembre contro classi sovraffollate, carenza di insegnanti e difficoltà di accesso all'università. Le rivendicazioni si sono poi estese alla crisi del costo della vita e all'aumento dei prezzi dell'energia.

Il 26 ottobre il governo ha annunciato riforme per l'istruzione, tra cui 4 miliardi di euro in prestiti agevolati per ristrutturare le scuole e 15.000 nuovi posti universitari tra il 2027 e il 2028. I sindacati studenteschi hanno giudicato le misure insufficienti, definendole "poco più che una facciata". Chiedevano 10 miliardi di euro di investimenti diretti nelle strutture scolastiche, mentre alcune organizzazioni sostengono la creazione di 250.000 posti universitari aggiuntivi.

Carburanti, lo scontro con le compagnie energetiche

Il rincaro dei carburanti ha ulteriormente alimentato la protesta, in un contesto di shock globale dell'offerta legato al conflitto in Medio Oriente e alla chiusura dello stretto di Hormuz. I parlamentari francesi hanno criticato le compagnie energetiche per i profitti record mentre le famiglie affrontano bollette e costi di trasporto sempre più elevati.

Il governo ha iniziato il 1° novembre a rilasciare 10 milioni di barili di diesel dalle riserve strategiche. L'esecutivo ha poi segnalato una riduzione dei prezzi in migliaia di stazioni di servizio.

Secondo il ministro dell'Economia Roland Lescure, intervenuto mercoledì su BFMTV, il prezzo del diesel è sceso in media di 15 centesimi al litro, con riduzioni fino a 20 centesimi in oltre 3.000 stazioni. In Francia si contano più di 10.000 stazioni di servizio, secondo l'Unione francese delle industrie petrolifere e della mobilità (UFIP).

La crisi economica pesa anche sul quadro politico: nei sondaggi in vista delle presidenziali, la leader del Rassemblement National Marine Le Pen è in testa, seguita da Jean-Luc Mélenchon, esponente della sinistra radicale di La France insoumise.

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