Ad agosto Trump ha detto ai giornalisti che il leader nordcoreano Kim Jong-un aveva "57 armi nucleari molto potenti" e ha ancora una volta esaltato il loro rapporto
Domenica la Corea del Nord ha effettuato il lancio di un "presunto missile balistico", ha reso noto l’ufficio del primo ministro giapponese, mentre i militari sudcoreani hanno riferito che Pyongyang ha sparato un "proiettile non identificato" nel Mar del Giappone.
Il test arriva dopo che, questa settimana, la Corea del Nord ha respinto una risoluzione dell’agenzia nucleare delle Nazioni Unite contro il suo programma atomico.
Un portavoce del ministero degli Esteri del Paese ha dichiarato che la risoluzione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) "non ha alcun effetto sulla posizione della RPDC come Stato dotato di armi nucleari".
Il rapporto tra USA e Corea del Nord con Trump alla Casa Bianca
Ad agosto Trump ha detto ai giornalisti che il leader nordcoreano Kim Jong-un dispone di "57 armi nucleari molto potenti", tornando a esaltare il rapporto tra i due.
"Sapete, il fatto che io vada d’accordo con lui è una cosa positiva, non negativa", ha affermato Trump, aggiungendo che l’arsenale nucleare di Pyongyang non avrebbe dovuto "mai" essere permesso.
In quella occasione Trump aveva annunciato l’intenzione di incontrare Kim più avanti nell’anno, senza però fornire ulteriori dettagli sul progetto, che sarebbe il loro primo faccia a faccia dal suo primo mandato alla Casa Bianca.
Venerdì il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha dichiarato di "sollecitare" Trump a mantenere il dialogo con Pyongyang, aggiungendo che Seul sta lavorando per favorire i colloqui tra il Nord e gli Stati Uniti.
"Non posso dire con certezza quanto sia probabile, ma è altrettanto chiaro che dobbiamo compiere ogni sforzo possibile per trasformare quella possibilità in realtà", ha aggiunto, riferendosi a un eventuale incontro tra funzionari statunitensi e nordcoreani.
Le speranze di un incontro imminente potrebbero però essersi affievolite dopo che la potente sorella del leader, Kim Yo Jong, ha criticato le recenti esercitazioni militari nel Pacifico occidentale, definendole una "prova di guerra guidata dagli Stati Uniti".
Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone hanno concluso l’esercitazione Freedom Edge 26 (Exercise Freedom Edge 26) l’11 settembre, manovra che, secondo il Comando del Pacifico degli Stati Uniti, ha migliorato la "prontezza trilaterale" nell’Indo-Pacifico.
"La nostra volontà di difendere la sovranità si esprimerà in azioni più incisive e non ci sarà mai alcun cambiamento nella linea di rafforzamento della deterrenza nucleare", ha aggiunto Kim Yo Jong in una dichiarazione diffusa venerdì dall’agenzia statale nordcoreana KCNA.