Il trionfo dell'AfD in Sassonia-Anhalt divide la destra italiana. Salvini esulta, Tajani prende le distanze, Meloni tace. Sullo sfondo c'è il futuro della politica tedesca ed europea. Con l'interrogativo più grande sui rapporti con la Russia
L'ultradestra ha trionfato in Germania e la destra italiana si è spaccata.
L'AfD ha ottenuto il 43,8 per cento dei voti in Sassonia-Anhalt, in un risultato storico che fa tremare il governo di Berlino. La scossa è arrivata fino a Roma, dove le reazioni dei partiti di governo sono state contrastanti. Forza Italia e Lega si sono posizionate su poli opposti, mentre la premier Giorgia Meloni ha scelto il silenzio.
Il risultato delle elezioni di domenica in Sassonia-Anhalt è "un segnale preoccupante", ha detto il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Un segnale negativo", ha aggiunto, su cui però non bisogna "drammatizzare", ha detto in un'intervista a Il Messaggero.
"Era largamente atteso, si sapeva che AfD avrebbe potuto avere una netta affermazione. Del resto, in Germania dell'Est raccolgono gran parte dei loro successi", ha detto il vicepremier. "Quella regione rappresenta la parte più povera della Germania e l'estremismo arriva sempre dove ci sono maggiori difficoltà economiche".
Di tutt'altra opinione il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini. "Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro", ha detto il leader della Lega in un post su X.
"Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama DEMOCRAZIA. Un’altra Europa è possibile", ha concluso.
Sull'AfD i due vicepremier hanno idee diametralmente opposte e Giorgia Meloni ha preferito non esprimersi. Al suo posto è intervenuto Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera.
"Non è una valutazione positiva o negativa", ha dichiarato. "Quando il popolo degli elettori si esprime va accettato sempre e comunque il risultato elettorale".
"Rilasciare patenti di democrazia o meno a una forza che comunque ha partecipato al gioco democratico ed è stata democraticamente eletta, ci pare una valutazione pregiudiziale", ha aggiunto Bignami.
Il nodo Vannacci e l'ascesa dei filorussi
Il risultato elettorale in Sassonia-Anhalt, il più povero dei Länder tedeschi, ha reso più complicato il nodo politico di come gestire l'ascesa politica dell'ex generale Roberto Vannacci.
L'ex comandante della Brigata Folgore, ora europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, ha esultato sui social per la vittoria dell'AfD. "L'Europa cambia", ha scritto su Facebook, "Merz ha l’ulcera. Monti dovrà dedicare la sua scarsa energia anche a loro. Nessun dorma".
Le linee politiche di Vannacci e AfD convergono. Al centro dei loro discorsi politici ci sono critiche all'UE, proposte di "remigrazione" forzata e taglio degli aiuti all'Ucraina.
Secondo le ultime rilevazioni di YouTrend, il partito di Vannacci raccoglie il 7,9 per cento, più di Forza Italia (7,1 per cento) e Lega (4,4 per cento). Senza l'ex generale, Meloni rischia di perdere le prossime elezioni.
L'ex generale però ha attaccato la coalizione di governo a più riprese, criticando la gestione, a suo parere poco dura, dell'immigrazione e gli aiuti a Kiev. Le posizioni sull'Ucraina, in particolare, sono valse a Vannacci l'epiteto di "cavallo di Troia della Russia", attribuitogli dal Financial Times.
È sul dossier Russia che si consuma una delle fratture maggiori a destra. Sul tema, l'AfD si è schierata apertamente contro gli aiuti all'Ucraina, che dal 2022 affronta l'invasione russa. La leader dell'ultradestra tedesca, Alice Weidel, ha anche proposto di abolire le sanzioni alla Russia e tornare ad acquistare gas e petrolio da Mosca.
Non sorprende che il risultato in Sassonia-Anhalt sia piaciuto al Cremlino. "La storica vittoria dell'AfD umilia l'arroganza, la ristrettezza mentale, il bellicismo, l'inettitudine e l'ipocrisia della screditata coalizione di governo tedesca". Ha esultato così, in un post su X, Kirill Dmitriev, inviato speciale presidenziale e amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti.
L'onda filorussa che potrebbe governare la Germania, rappresentata in Italia da Vannacci, mette in difficoltà Meloni, che a più riprese ha garantito il suo sostegno all'Ucraina. L'intesa tra Roma e Kiev è stata anche sottolineata dalla nomina, da parte del ministro della Difesa Guido Crosetto, di Mykhailo Fedorov, già ministro della Difesa ucraino, a consigliere per l'innovazione militare.
Le distanze a destra si vedono in Europa
I rapporti tra la destra italiana e l'AfD sono segnati da profonde differenze, soprattutto sulla politica estera e sul rapporto con la Russia.
La distanza più marcata è quella tra AfD e Forza Italia, quest'ultima schierata su posizioni nettamente atlantiste. Pilastro italiano del Partito Popolare Europeo (PPE), Forza Italia sostiene l'idea di un "cordone" che blocchi l'AfD nell'UE. Posizione simile a quella dei riformisti europei (ECR), di cui fa parte Giorgia Meloni.
In Europa, Lega e AfD sono state alleate nel gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà e poi in Identità e Democrazia fino al 2024. A maggio di quell'anno però la Lega votò per l'espulsione dell'AfD dal gruppo dopo le controverse dichiarazioni sulle SS naziste del capolista tedesco Maximilian Krah. Oggi la Lega siede nei Patrioti per l'Europa, mentre l'AfD guida il gruppo Europa delle Nazioni Sovrane.