L’incidente è avvenuto il 28 aprile, quando la suora 48enne camminava in abito religioso vicino alla Tomba di Davide, nei pressi della Città Vecchia di Gerusalemme.
Il tribunale di pace di Gerusalemme ha dichiarato non penalmente responsabile Yona Simha Schreiber, il colono israeliano accusato di aver aggredito violentemente una suora cattolica francese alla fine di aprile nei pressi della tomba del re Davide, sul Monte Sion.
La decisione è arrivata dopo una perizia psichiatrica che ha stabilito che, al momento dell'aggressione, Schreiber si trovava in uno stato psicotico che gli impediva di comprendere la natura delle proprie azioni o di controllarle. Il tribunale ha quindi disposto il suo ricovero in una struttura psichiatrica per un periodo massimo di sei anni, con la possibilità di una dimissione anticipata in base all'evoluzione delle sue condizioni.
L'aggressione ripresa dalle telecamere
L'episodio risale al 28 aprile. La suora, 48 anni, stava camminando in abito religioso quando Schreiber, 36 anni, le si è avvicinato alle spalle e l'ha spinta violentemente a terra. Poco dopo è tornato indietro e l'ha colpita con un calcio. Un passante intervenuto per fermarlo è stato a sua volta aggredito.
Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno documentato l'attacco. La religiosa ha riportato contusioni e ferite.
Secondo l'accusa, il fatto che la vittima indossasse l'abito religioso e fosse quindi chiaramente riconoscibile come suora aveva sollevato interrogativi sulla possibile motivazione dell'aggressione.
La perizia psichiatrica
Il giudice Ofer Tishler ha riconosciuto che Schreiber ha compiuto gli atti contestati, ma ha accolto le conclusioni dello psichiatra distrettuale, secondo cui l'uomo soffriva di schizofrenia ed era in uno stato psicotico al momento dei fatti.
La decisione, quindi, non stabilisce che l'aggressione non sia avvenuta. L'uomo è stato considerato non penalmente responsabile per le sue condizioni mentali al momento dell'attacco.
Il ricovero non equivale a una condanna detentiva fissa: una commissione psichiatrica valuterà periodicamente le sue condizioni e potrà decidere se prolungare il trattamento o autorizzarne la conclusione prima dei sei anni.
Le reazioni
L'aggressione aveva provocato forti reazioni in Israele e in Francia. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot aveva definito l'attacco "un atto vile", esprimendo preoccupazione per le manifestazioni di ostilità contro i cristiani nei Luoghi Santi.
Anche il ministero degli Esteri israeliano aveva condannato l'episodio, definendolo "vergognoso" e ribadendo l'impegno a proteggere la libertà religiosa.
Olivier Poquillon, direttore della Scuola Biblica e Archeologica Francese di Gerusalemme, dove la religiosa lavora come ricercatrice, ha parlato di un'aggressione ingiustificata e ha espresso rammarico per l'assenza di una pena penale.
Le tensioni sui simboli cristiani
Il caso si inserisce in un quadro più ampio di episodi che hanno alimentato le preoccupazioni per la sicurezza dei cristiani e dei loro simboli nella regione.
Nel sud del Libano, un soldato israeliano era stato ripreso mentre abbatteva con un martello una statua di Gesù Cristo in un villaggio a maggioranza maronita. In un altro episodio, un militare era stato filmato mentre metteva una sigaretta in bocca a una statua della Vergine Maria. L'esercito israeliano aveva condannato entrambi i comportamenti e annunciato provvedimenti.
La nuova sentenza riporta così al centro il tema della sicurezza dei religiosi e dei luoghi cristiani a Gerusalemme, in una fase di forte tensione nella regione.