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Belgio concede visti ai talebani per colloqui UE sulla migrazione

Un combattente talebano è di guardia mentre alcune donne aspettano di ricevere razioni alimentari distribuite da un'organizzazione umanitaria.
Un combattente talebano fa la guardia mentre alcune donne attendono di ricevere le razioni alimentari distribuite da un'organizzazione umanitaria Diritti d'autore  Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Leticia Batista Cabanas
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L'UE si prepara ad accogliere rappresentanti dei talebani per la prima volta dal ritorno del gruppo al potere in Afghanistan

Il Belgio ha rilasciato visti a una delegazione dei talebani per partecipare a una riunione sulla migrazione a Bruxelles, aprendo la strada alla prima visita di rappresentanti talebani a un evento ospitato dall’UE da quando il gruppo è tornato al potere in Afghanistan nel 2021.

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I colloqui previsti hanno già suscitato critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani, secondo cui avviare un dialogo con i talebani rischia di compromettere l’impegno dell’Unione europea nella tutela dei diritti fondamentali.

Il governo belga ha confermato di aver approvato cinque visti per membri della delegazione dopo verifiche di sicurezza che non hanno evidenziato rischi specifici. I permessi prevedono tuttavia severe restrizioni: consentono l’ingresso esclusivamente in Belgio, senza accesso al resto dello spazio Schengen, e sono validi per una sola giornata.

Le autorità belghe non hanno reso pubblica la data esatta dell’incontro per ragioni di sicurezza, ma fonti europee riferiscono che la riunione era prevista poco dopo il rilascio dei visti.

Focus sui rimpatri dei migranti afghani

Secondo funzionari europei, i colloqui si concentreranno principalmente sulla gestione della migrazione e sul possibile rimpatrio dei cittadini afghani che non hanno diritto a rimanere nell’Unione europea.

A maggio, la Commissione europea aveva annunciato l’intenzione di invitare funzionari talebani a Bruxelles “nel prossimo futuro” per discutere del ritorno dei migranti in Afghanistan.

L’esecutivo europeo ha precisato che l’incontro si svolge a livello tecnico e non rappresenta un riconoscimento formale del governo talebano. Bruxelles insiste sul fatto che il dialogo mira esclusivamente ad affrontare questioni pratiche legate alla gestione dei flussi migratori.

Le critiche delle organizzazioni per i diritti umani

Il tema resta altamente controverso a livello internazionale. Da quando sono tornati al potere nell’agosto 2021, i talebani hanno imposto dure restrizioni alle donne e alle ragazze, limitando accesso all’istruzione, lavoro e libertà di movimento.

Organizzazioni come Human Rights Watch e Amnesty International hanno chiesto all’UE di cancellare l’incontro, sostenendo che qualsiasi interlocuzione con i talebani dovrebbe concentrarsi sulla responsabilità politica e sul rispetto dei diritti umani, piuttosto che facilitare i rimpatri verso un Paese considerato sempre più instabile e pericoloso.

Divisioni politiche in Belgio

La vicenda ha evidenziato anche tensioni interne al governo belga. Il ministro degli Esteri Maxime Prévot si è detto contrario all’invito rivolto ai rappresentanti talebani, ma ha spiegato che il Belgio non poteva respingere la richiesta di visto poiché ospita le istituzioni europee e stava agendo nell’ambito di attività ufficiali dell’UE.

I colloqui arrivano mentre diversi governi europei affrontano crescenti pressioni politiche per rafforzare le politiche migratorie. Sebbene gli afghani continuino a essere tra le nazionalità che ottengono più frequentemente protezione internazionale nell’UE, alcuni Stati membri chiedono controlli più severi e maggiore cooperazione sui rimpatri delle domande di asilo respinte.

Nel frattempo, l’Afghanistan continua ad affrontare una grave crisi umanitaria. Secondo le Nazioni Unite, milioni di persone vivono in condizioni di insicurezza alimentare e forte difficoltà economica, mentre il Paese deve gestire anche l’arrivo di un numero crescente di rimpatriati provenienti da Iran e Pakistan.

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