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Ceuta affronta la crisi alla frontiera: migliaia di migranti e oltre 860 minori sotto tutela

Un dodicenne che aveva oltrepassato il confine con la Spagna piange mentre un soldato spagnolo lo riaccompagna alla frontiera tra Spagna e Marocco dall'enclave
Un dodicenne che aveva attraversato il confine verso la Spagna piange mentre un soldato spagnolo lo scorta di nuovo al confine tra Spagna e Marocco dall'enclave Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. 3 de agosto de 2026
Diritti d'autore Copyright 2026 The Associated Press. 3 de agosto de 2026
Di Escarlata Sánchez
Pubblicato il
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La città autonoma cerca di tornare alla normalità dopo l'arrivo massiccio di migranti dal Marocco, mentre migliaia di persone restano a Ceuta. Le autorità stimano che tra 2.500 e 5.000 migranti siano ancora in città e devono gestire l'accoglienza di oltre 800 minori

Ceuta è ancora al collasso dopo l'ingresso massiccio di migranti avvenuto nella mattina di giovedì 30 luglio, attraverso il molo di confine della spiaggia del Tarajal e di Castillejos. Le forze di sicurezza stimano che circa 73.500 persone abbiano già lasciato Ceuta per rientrare in Marocco. Le autorità locali stimano tra 2.500 e 5.000 i migranti che restano ancora trattenuti o presenti in città.

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La crisi ha provocato un bilancio provvisorio di almeno 88 morti, confermati dalle autorità di Ceuta, oltre ai corpi recuperati dal Marocco nelle proprie acque.

Il presidente della Città autonoma di Ceuta, Juan Vivas, stima che tra 3.000 e 5.000 cittadini marocchini si trovino ancora in città quattro giorni dopo l'ingresso massiccio dal Marocco. Vivas ritiene che la situazione non sia ancora tornata alla normalità e che Ceuta continui a fare i conti con le conseguenze della crisi alla frontiera.

Inoltre il presidente della Città autonoma, Juan Vivas, afferma che nei giorni precedenti si erano già registrati tra 1.800 e 2.000 ingressi a nuoto. Una situazione che, ha sottolineato, metteva in evidenza la necessità di rafforzare la vigilanza e il coordinamento per evitare una nuova crisi di queste proporzioni.

Vivas ha sottolineato anche l'impatto emotivo lasciato dalla crisi sui cittadini di Ceuta, costretti a vivere giorni di incertezza, paura e di un senso di impotenza. In un'intervista al quotidiano 'El País', Juan Vivas ha dichiarato: "Il Marocco ha dimostrato di non essere affidabile, bisogna esigere rispetto".

Ceuta affronta l'emergenza dei minori al limite delle proprie risorse

La Città autonoma di Ceuta cerca di ampliare le proprie strutture di accoglienza per assistere i 862 minori che restano sotto tutela della città. Le autorità stimano che il numero potrebbe avvicinarsi al migliaio e ammettono che alcuni ragazzi potrebbero trovarsi ancora in strada senza essere stati censiti.

In attesa di nuovi spazi, i minori rimangono nelle strutture già disponibili, che sono ormai al limite della loro capacità.

L'enclave spagnola continua a rafforzare l'assistenza ai minori arrivati negli ultimi giorni e prepara nuove misure di accoglienza mentre valuta i possibili trasferimenti verso la penisola. I servizi della città hanno intensificato il sostegno con alloggio, alimentazione e indumenti, anche se sono ancora alla ricerca di alcuni minori che potrebbero trovarsi in strada. I più piccoli sono stati sistemati in condizioni migliori, mentre i più grandi occupano spazi provvisori in attesa di nuove risorse.

La tutela dei minori è diventata una delle principali priorità di Ceuta, con una struttura di circa 250 lavoratori dedicata a questo ambito. Le autorità non escludono che il numero di minori sotto tutela continui a crescere, poiché alcuni inizialmente restano con familiari o conoscenti prima di rivolgersi ai servizi della città. L'esperienza della crisi migratoria del 2021 porta il governo di Ceuta a prevedere che la cifra possa attestarsi tra 1.000 e 1.100 minori.

Posti per tutela dei minori occupati al 3.000% a Ceuta

Da quando ha iniziato ad applicare questo meccanismo, alla fine di settembre 2025, Ceuta ha trasferito sulla penisola 655 minori, ma l'arrivo di nuovi giovani ha nuovamente messo sotto pressione la sua capacità di accoglienza. La città è passata dall'assistere circa 200 minori a metà luglio agli attuali 862, mentre il governo di Ceuta chiede di accelerare le redistribuzioni previste dalla normativa statale per alleggerire la pressione sulle proprie risorse.

La capacità di accoglienza di Ceuta è ormai completamente superata: i suoi 29 posti ordinari per minori registrano un'occupazione vicina al 3.000%. Il governo cittadino sollecita una risposta urgente dallo Stato e maggiori risorse economiche, mentre apre nuovi spazi, come un capannone industriale a El Tarajal, per far fronte all'aumento degli arrivi. Chiede inoltre di aumentare i fondi destinati all'assistenza dei minori migranti.

I residenti di Ceuta alzano barriere nel clima di incertezza nelle strade

La paura di nuovi incidenti dopo l'ingresso massiccio di migranti ha spinto alcuni residenti di Ceuta a organizzare controlli informali in quartieri come Los Rosales, dove sono state installate barriere per impedire l'accesso alle strade.

Sebbene la maggior parte delle persone arrivate dal Marocco fosse già rientrata, gruppi di giovani continuavano a fermarsi in diversi punti della città, alimentando la preoccupazione di una parte della popolazione. Alcuni affermano di essere in attesa dell'occasione per proseguire il viaggio verso la penisola, nonostante gli avvertimenti degli agenti perché rientrino in Marocco.

La tensione è aumentata in alcuni quartieri di Ceuta dopo l'arrivo massiccio di migranti, con residenti che denunciano episodi e scontri isolati, secondo il quotidiano 'El Faro de Ceuta'.

In una delle strade, un abitante ha dichiarato di essere stato aggredito dopo essersi rifiutato di offrire una sigaretta, mentre alcuni giovani migranti deplorano che i reati commessi da pochi ricadano su tutti gli altri. In zone come La Reina è cresciuta l'inquietudine per la presenza di gruppi di nuovi arrivati in cerca di cibo e riparo.

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