Il ministro dell’Informazione yemenita ha dichiarato che l’intelligence ha confermato il coinvolgimento diretto di consiglieri dei Pasdaran nel progetto di un sistema di pedaggi imposto dagli Houthi a Bab el-Mandeb, sul modello delle contestate tariffe iraniane nello stretto di Hormuz.
Il gruppo armato Houthi sta collaborando con l'Iran per riscuotere pedaggi dalle navi che transitano nel Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso, minacciando un'altra via d'acqua dopo il blocco dello Stretto di Hormuz imposto da Teheran, ha dichiarato mercoledì un ministro del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale.
Il Bab el-Mandeb, un ristretto corridoio marittimo nel Mar Rosso il cui nome in arabo significa "Porta delle lacrime", è diventato una rotta cruciale per la consegna di greggio sui mercati internazionali dopo che gli attacchi e le minacce di Teheran hanno soffocato le esportazioni energetiche del Golfo via Hormuz.
La decisione rappresenta "una pericolosa escalation volta a trasformare uno dei corridoi marittimi più strategici al mondo in una fonte permanente di finanziamento per le attività militari e terroristiche della milizia", ha dichiarato il ministro dell'Informazione yemenita Moammar al-Eryani.
Secondo Eryani, questa valutazione si basa su "informazioni di intelligence confermate" ottenute di recente, che indicano che la Guardia rivoluzionaria iraniana (IRGC) sta contribuendo a gestire l'operazione.
"Le informazioni di intelligence indicano che esperti e consiglieri dell'IRGC sono direttamente coinvolti nella progettazione del quadro tecnico e amministrativo del progetto", ha aggiunto Eryani, confermando le precedenti rivelazioni diffuse mercoledì dai media internazionali sui piani degli Houthi.
Eryani ha spiegato che ciò prevederebbe "la creazione di un'entità dedicata incaricata di riscuotere i pagamenti dalle compagnie di navigazione e dalle navi commerciali".
Nuove turbolenze all'orizzonte
Il destino dello Stretto di Hormuz resta un nodo irrisolto tra Stati Uniti e Iran.
Teheran rivendica il diritto di riscuotere pedaggi dalle navi che utilizzano il passaggio, che in passato ha convogliato un quinto del petrolio greggio e del gas naturale liquefatto mondiale.
Nel Golfo cresce la preoccupazione che gli Houthi vogliano replicare la strategia iraniana a Hormuz, monetizzando l'accesso al Bab el-Mandeb all'imbocco del Mar Rosso. Una mossa che rischia di gettare ulteriore scompiglio nei mercati energetici mondiali.
Gli attacchi degli Houthi contro navi legate a Israele nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden hanno fatto crollare i volumi di carico durante la guerra tra Israele e Hamas a Gaza, costringendo le imbarcazioni a lunghi percorsi alternativi intorno all'Africa meridionale.
La scorsa settimana gli Houthi, ufficialmente noti come Ansar Allah, hanno annunciato un blocco marittimo contro l'Arabia Saudita e da allora hanno rivendicato attacchi contro petroliere saudite e infrastrutture petrolifere.
Gli Houthi sono arrivati al potere alla fine del 2014, dopo aver preso d'assalto Sana'a e conquistato il palazzo presidenziale e siti militari strategici, costringendo il governo yemenita all'esilio. Fanno parte del cosiddetto "Asse della Resistenza" guidato da Teheran.
L'Asse è una rete di gruppi militanti attivi in diversi Paesi della regione, tra cui Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza e milizie in Iraq.
Gli Houthi non controllano il tratto di costa yemenita che si affaccia su Bab el-Mandeb, ma mantengono posizioni a meno di 100 chilometri di distanza.
Il blocco ha messo a rischio la capacità dell'Arabia Saudita di esportare milioni di barili di petrolio al giorno. Riad ha reagito con attacchi mirati contro posizioni Houthi.
Mercoledì Stati Uniti e Arabia Saudita hanno lanciato attacchi contro membri di un'alleanza paramilitare in Iraq che comprende gruppi filo-iraniani, uccidendo almeno 20 persone, secondo quanto riferito dalla stessa alleanza irachena.